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Comunicati stampa

Il programma del Governo Niculescu: modernizzazione amministrativa, ma energia del passato e natura senza garanzie

Bucarest, 19 ottobre 2026 – Agent Green ha analizzato integralmente le 120 pagine del programma proposto dal Governo Luca Niculescu. Il documento promette «esecuzione». La domanda essenziale, però, è: l’esecuzione di quale visione? L’organizzazione accoglie con favore lo stoccaggio di energia, la ferrovia, il ripristino della natura e il controllo dell’inquinamento. Respinge invece il nucleare, il gas, i sussidi al gasolio e la protezione della natura senza percentuali e scadenze.

Il programma contiene misure amministrative utili, ma mantiene la Romania dipendente da tecnologie costose, vulnerabili al clima e inquinanti. Cerca di sviluppare rinnovabili e stoccaggio con una mano, mentre con l’altra espande il gas, il nucleare, il consumo sovvenzionato di gasolio e le autorizzazioni accelerate.

In un documento di 120 pagine, l’espressione «cambiamenti climatici» compare esplicitamente una sola volta, in un passaggio sulle foreste. Il clima compare anche indirettamente, attraverso la siccità, le inondazioni e il Fondo sociale per il clima, ma non come principio capace di organizzare l’energia, i trasporti, l’agricoltura, la salute e la sicurezza nazionale.

Per Agent Green, la prova per qualsiasi programma di governo è se mantiene la Romania abitabile: con acqua, cibo, energia, aria respirabile ed ecosistemi funzionanti. Da questo punto di vista, il programma Niculescu ha alcuni buoni strumenti, ma non ha ancora la direzione necessaria.

Ciò che accogliamo con favore

Accogliamo con favore gli investimenti in energia rinnovabile, batterie, reti, efficienza energetica, comunità energetiche, pompe di calore, geotermia e flessibilità dei consumi.

Accogliamo con favore l’inclusione delle centrali idroelettriche di accumulo mediante pompaggio (CHEAP) nella strategia di stoccaggio. Costituiscono la spina dorsale dello stoccaggio di energia su larga scala e possono integrare enormi volumi di energia solare ed eolica. Quando sono collocate correttamente, preferibilmente in sistemi chiusi, al di fuori dei fiumi naturali e delle aree protette, le CHEAP possono funzionare ed essere ammodernate per generazioni.

Accogliamo con favore la priorità dichiarata per la ferrovia, l’elettrificazione delle linee principali, i nuovi treni e il trasporto pubblico pulito. Questa priorità dovrà però essere dimostrata nel bilancio, non soltanto dichiarata nel programma.

In campo ambientale, sono benvenuti la modernizzazione del monitoraggio dell’aria, la pubblicazione dei dati, la tracciabilità dei rifiuti, l’inventario dei siti contaminati, le garanzie finanziarie per le attività pericolose e l’applicazione del principio «chi inquina paga».

Accogliamo con favore SUMAL 3.0, l’uso delle immagini satellitari, il rafforzamento della Guardia forestale, il ripristino di zone umide, praterie, foreste e corridoi ecologici, nonché la gestione dei siti Natura 2000 rimasti senza strutture funzionanti.

Queste cose meritano di essere fatte. Ma non possono compensare le scelte strategiche sbagliate in materia di energia, trasporti, agricoltura e protezione della natura.

Il nucleare è un grande rischio inutile e troppo costoso

Agent Green si oppone ai nuovi investimenti nucleari, comprese le unità 3 e 4 di Cernavodă e qualsiasi reattore modulare. Chiediamo una transizione pianificata dagli attuali reattori verso un sistema basato su rinnovabili, CHEAP, batterie, reti intelligenti, efficienza e flessibilità.

Il programma Niculescu va nella direzione opposta. Propone l’ammodernamento dell’unità 1, la preparazione delle unità 3 e 4 e la ricerca di una «soluzione permanente» per il raffreddamento della centrale durante i periodi di siccità.

L’estate del 2026 ci ha mostrato che cosa significa realmente questa vulnerabilità. La portata del Danubio è scesa tanto da provocare l’arresto di entrambi i reattori di Cernavodă. Per tentare di mantenere il raffreddamento sono state fatte esplodere rocce nel ramo di Bala, sono stati effettuati dragaggi e sono state affondate chiatte cariche di pietre per deviare l’acqua. Neppure questi interventi estremi hanno impedito l’arresto completo della centrale.

Questa non è resilienza energetica. È un’infrastruttura dipendente da una risorsa (acqua fredda e sufficiente) che i cambiamenti climatici rendono sempre meno prevedibile.

Il nucleare è centralizzato, lento da costruire, estremamente costoso e difficile da adattare a un sistema dominato dalla produzione solare ed eolica variabile. Immobilizza capitale pubblico per decenni e produce rifiuti radioattivi che rimangono pericolosi per periodi incomparabilmente più lunghi della vita delle istituzioni che promettono di sorvegliarli.

La Romania non ha una soluzione definitiva per i rifiuti radioattivi ad alta attività. Lo stoccaggio geologico non elimina il pericolo: lo isola e lo trasferisce alle generazioni future, insieme all’obbligo di sorveglianza e ai costi.

Il confronto corretto non è tra un reattore e una centrale di pompaggio considerati separatamente. Le CHEAP non producono energia primaria, ma la immagazzinano. Il confronto va fatto tra due sistemi: il nucleare, con la sua infrastruttura, il raffreddamento, il combustibile, i rifiuti e le riserve, e le rinnovabili combinate con CHEAP, batterie, interconnessioni e consumi flessibili.

La seconda architettura può essere costruita in modo modulare e più rapidamente, è più adattabile, non produce rifiuti radioattivi e utilizza infrastrutture idrauliche che, se ben progettate e mantenute, possono avere una vita utile più lunga dei nuovi reattori.

Chiediamo di eliminare l’espansione nucleare dal programma e di indirizzare i finanziamenti verso rinnovabili, stoccaggio ed efficienza.

Il gas non è un ponte. È un’altra dipendenza

Agent Green si oppone allo sviluppo di nuove capacità a gas, all’espansione delle reti e alla trasformazione di Neptun Deep in un pilastro dell’economia romena.

Il programma comprende circa 2.200 MW di nuove capacità a gas, l’estrazione di circa otto miliardi di metri cubi all’anno dal Mar Nero e il proseguimento dell’espansione delle reti laddove il gas è considerato «la soluzione ottimale».

Non lo è. Una nuova centrale, un gasdotto o una rete di distribuzione sono costruiti per durare decenni. Una volta investiti i miliardi, nasce la pressione economica e politica per sfruttare l’infrastruttura fino al recupero del denaro. È così che un presunto «ponte» diventa una destinazione fossile.

Il gas produce anidride carbonica, mentre l’estrazione e il trasporto rilasciano metano, un gas a effetto serra molto potente. Inoltre, non risolve la vulnerabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi, ma sposta la dipendenza da un luogo all’altro.

La Romania ha bisogno di una transizione molto più rapida e radicale, ma organizzata: sviluppo massiccio del solare e dell’eolico, CHEAP e batterie, modernizzazione delle reti, interconnessioni, efficienza, pompe di calore, elettrificazione dell’industria e dei trasporti e gestione intelligente dei consumi.

Sicurezza energetica non significa trovare continuamente un altro combustibile da bruciare. Significa avere bisogno di sempre meno combustibile.

I sussidi al gasolio devono essere eliminati

Il programma rende permanente la compensazione dell’accisa sul gasolio utilizzato nel trasporto commerciale su strada e mantiene il sussidio al gasolio agricolo. Agent Green si oppone categoricamente a queste misure.

Sovvenzionare il gasolio non responsabilizza né l’utente privato, né il trasportatore, né l’industria. Riduce artificialmente il costo del consumo, ritarda gli investimenti in efficienza ed elettrificazione e accresce la dipendenza da un combustibile finito.

Il sussidio non produce nuovo petrolio, non ripristina le capacità di raffinazione e non riempie le riserve esaurite della Romania o del pianeta. Produce soltanto maggiori consumi e una transizione più lenta.

Il consumo deve essere scoraggiato attraverso il prezzo e gli effetti sociali devono essere affrontati con aiuti mirati, non rendendo il combustibile più economico per tutti. Il denaro oggi destinato al gasolio deve essere trasferito all’elettrificazione del trasporto commerciale, al trasporto ferroviario merci, alle infrastrutture di ricarica, ai macchinari agricoli elettrici e alle tecnologie che riducono i consumi.

Non si può dichiarare il trasporto pulito una priorità nazionale e, nello stesso programma, trasformare il sussidio al gasolio in un meccanismo permanente.

Protezione rigorosa del 10%: Lo scheletro della Romania

Il programma promette il ripristino della natura e un aumento «graduale» delle superfici di non intervento, ma evita la cifra essenziale: almeno il 10% del territorio nazionale rigorosamente protetto.

Questo obiettivo deriva dalla Strategia europea sulla biodiversità e deve essere assunto esplicitamente dalla Romania. La designazione delle aree rigorosamente protette è legata anche al traguardo 34 del PNRR, attualmente all’esame della Commissione europea. Se il traguardo non viene raggiunto in modo soddisfacente, la Romania rischia una riduzione proporzionale dei finanziamenti.

La campagna di Agent Green «Lo scheletro della Romania» mira proprio a proteggere questa infrastruttura naturale indispensabile: foreste naturali, zone umide, torbiere, praterie di pregio, fiumi, habitat costieri e corridoi ecologici senza i quali il resto del territorio non può rimanere funzionale.

Non accettiamo che la mappa venga svuotata di contenuto eliminando aree di pregio perché vi sono interessi legati a sfruttamento forestale, cave, centrali idroelettriche, strade, località turistiche o progetti immobiliari.

Rigorosamente protetto deve significare assenza di sfruttamento forestale, attività minerarie, costruzioni, infrastrutture energetiche e interventi estrattivi. Le eccezioni devono essere limitate alla ricerca, alla sicurezza e alle azioni di conservazione fondate scientificamente.

Chiediamo che il programma assuma l’impegno di porre almeno il 10% del territorio della Romania sotto protezione rigorosa entro il 2030, sulla base di criteri scientifici, con mappe pubbliche, verifica indipendente e senza mutilare la selezione attraverso negoziati politici.

Almeno il 75% di protezione in ogni parco nazionale

Separatamente dall’obiettivo nazionale del 10%, chiediamo di tornare all’impegno assunto nel programma di governo del 2021: almeno il 75% della superficie di ogni parco nazionale deve essere zona di protezione rigorosa e integrale.

Il programma attuale ha sostituito la percentuale con una formulazione vaga sull’«aumento graduale» del non intervento. Senza percentuale, scadenza e regime giuridico chiaro, la promessa può significare quasi nulla.

I parchi nazionali rappresentano circa l’1% della superficie della Romania. In un paese in cui il 99% del territorio rimane disponibile per insediamenti, agricoltura, infrastrutture, industria e sfruttamento delle risorse, non è radicale chiedere che quell’1% sia gestito prima di tutto per la natura.

È questa la posta in gioco della campagna di Agent Green per i parchi nazionali. Domogled, Semenic, Retezat e gli altri parchi non sono riserve di legname, siti per strade, comprensori sciistici o lotti energetici circondati da un bel paesaggio.

Chiediamo almeno il 75% di protezione rigorosa e integrale in ogni parco nazionale, il divieto di sfruttamento forestale commerciale in queste zone e la protezione esplicita delle foreste vergini e quasi vergini, degli alberi vetusti, del legno morto e dei processi naturali.

Il «silenzio-assenso» in materia ambientale è una linea rossa

Nei capitoli dedicati all’economia, all’energia e ai trasporti, il programma introduce autorizzazioni accelerate. Per i trasporti compare esplicitamente il silenzio-assenso per i pareri sulle infrastrutture, compresi quelli ambientali e forestali.

Questa disposizione deve essere eliminata.

Una valutazione ambientale non può essere sostituita dalla scadenza di un termine. Non si può dichiarare che la natura è d’accordo perché l’amministrazione non ha risposto in tempo.

Accelerare deve significare più esperti, istituzioni funzionanti, dati migliori e analisi simultanea dei documenti. Non può significare approvazioni per silenzio, deroghe o riduzione della partecipazione pubblica.

Altrettanto problematica è la promessa di «completare le centrali idroelettriche sospese, nel rispetto della legislazione ambientale». Rispettare la legge non è una concessione alla natura. È l’obbligo minimo.

Queste centrali idroelettriche non devono essere confuse con le CHEAP. Le centrali idroelettriche convenzionali che frammentano i fiumi e distruggono gli habitat non diventano sostenibili soltanto perché producono energia senza bruciare un combustibile. Ogni progetto sospeso deve essere rivalutato in base alla legislazione e ai dati attuali, anche in rapporto alle alternative energetiche oggi esistenti.

L’agricoltura deve adattarsi al clima, non essere soltanto rifornita di gasolio e acqua

L’estensione dell’irrigazione a 2,8 milioni di ettari è presentata quasi esclusivamente come un progetto infrastrutturale. Ma in un paese che si inaridisce, non possiamo promettere acqua prima di stabilire quanta ne rimane e quanta può essere prelevata senza distruggere i fiumi e gli ecosistemi.

Ogni progetto deve essere legato al bilancio idrologico del bacino, alle portate ecologiche, alla riduzione delle perdite, al ripristino dei suoli e al passaggio a colture adattate alle nuove condizioni climatiche.

Il programma non stabilisce obiettivi per la riduzione di pesticidi e fertilizzanti, il ripristino del carbonio nel suolo, la protezione degli impollinatori, la diminuzione delle emissioni di metano o il benessere animale.

Il finanziamento degli allevamenti industriali di suini e pollame non può essere giustificato soltanto dall’obiettivo di produrre più carne. Devono essere valutati l’inquinamento, il consumo d’acqua, le importazioni di mangimi, la resistenza antimicrobica, le emissioni e l’enorme sofferenza degli animali.

Che cosa chiediamo al Governo Niculescu

Chiediamo la modifica del programma e l’impegno, nei primi 100 giorni, ad adottare le seguenti misure:

  1. Rinunciare alle unità 3 e 4 di Cernavodă e a qualsiasi nuovo progetto nucleare, compresi i reattori modulari, per poi attuare una transizione pianificata dagli attuali reattori verso rinnovabili, CHEAP, batterie ed efficienza.

  2. Rinunciare alle nuove centrali a gas, all’espansione delle reti e alla trasformazione di Neptun Deep in un pilastro energetico a lungo termine.

  3. Eliminare i sussidi generali al gasolio e trasferire i fondi a elettrificazione, trasporto ferroviario, efficienza e alternative accessibili per agricoltori e trasportatori.

  4. Adottare una legge sul clima, con bilanci di carbonio, obiettivi settoriali e una decarbonizzazione molto più rapida e radicale entro il 2030.

  5. Assumere l’impegno di porre almeno il 10% del territorio della Romania sotto protezione rigorosa entro il 2030, mediante l’attuazione effettiva del traguardo 34 e della Strategia sulla biodiversità.

  6. Assumere l’impegno di garantire almeno il 75% di protezione rigorosa e integrale in ogni parco nazionale, con scadenza, finanziamenti e giusti indennizzi dove necessario.

  7. Eliminare il silenzio-assenso per tutti gli atti riguardanti l’ambiente, le foreste, le acque, le specie e le aree protette.

  8. Proteggere esplicitamente le foreste naturali, il legno morto, le zone umide, le torbiere, i fiumi e i corridoi ecologici.

  9. Valutare l’impatto sul clima e sulla biodiversità di ogni grande investimento pubblico.

  10. Imporre condizioni ecologiche ed etiche obbligatorie per il finanziamento dell’agricoltura, comprese la protezione dell’acqua e del suolo, la riduzione dei pesticidi e standard migliori per gli animali.

  11. Rinunciare alle fabbriche di animali, incoraggiare una dieta a base vegetale, sostenere l’agricoltura biologica e rigenerativa e tagliare tutti i sussidi all’agricoltura convenzionale.

Le ONG devono essere coinvolte prima della decisione

Il programma parla di dialogo con le parti sociali, le autorità locali e gli specialisti. La società civile è menzionata esplicitamente quasi soltanto in relazione alla futura legge sulle aree protette.

Non basta. Chiediamo un meccanismo permanente di lavoro tra il Governo, la comunità scientifica e le organizzazioni ambientaliste. I progetti, i dati e le analisi devono essere pubblicati fin dall’inizio, le ONG devono essere incluse nei gruppi di lavoro e le osservazioni ricevute devono ottenere risposte motivate e pubbliche.

Partecipazione reale non significa diritto di veto. Significa accesso alle informazioni, tempo sufficiente per l’analisi, discussione delle alternative e possibilità di verificare i risultati. Significa essere presenti dalla definizione del problema fino all’attuazione, non essere invitati quando la decisione è già stata presa e manca soltanto la fotografia.

Il nostro verdetto

Il programma contiene strumenti amministrativi più seri di molti documenti analoghi del passato. Ma l’efficienza amministrativa non è automaticamente anche progresso. Uno Stato efficiente può costruire più rapidamente sia le buone soluzioni sia gli errori irreversibili.

Sosterremo le rinnovabili, le CHEAP collocate responsabilmente, la ferrovia, l’efficienza, il ripristino della natura, la trasparenza e l’applicazione del principio «chi inquina paga».

Ci opporremo al nucleare, al gas, ai sussidi ai combustibili fossili, alla distruzione di fiumi e foreste e a qualsiasi tentativo di trasformare l’«accelerazione» in deroga e la «semplificazione» nell’eliminazione della protezione.

Non misureremo il successo in megawatt annunciati, chilometri contrattualizzati o autorizzazioni rilasciate più rapidamente. Lo misureremo in emissioni ridotte, combustibili fossili sostituiti, aria e acqua pulite, treni che funzionano, suoli vivi, fiumi rimasti fiumi e parchi nazionali realmente protetti.

Vigileremo su ciò che fa questo governo, ma vogliamo anche essere al tavolo dove si prendono le decisioni, con dati, competenza, indipendenza e il diritto di dire sia «sì» sia «no».

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