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Elicotteri antincendio sopra un lago fra versanti boscosi; uno sgancia acqua sulla foresta durante l’intervento sugli incendi nel Parco nazionale Domogled–Valea Cernei
Comunicati stampa

Domogled brucia, lo Stato tarda e il Ministero dell’Ambiente vuole «ripulire» le foreste della Romania

Agent Green chiede esperti esterni: politica e selvicoltura estrattiva fuori dall’indagine scientifica

Bucarest, 7 ottobre 2026 – Agent Green chiede una valutazione internazionale indipendente degli incendi nel Parco nazionale Domogled–Valea Cernei, della cronologia dell’intervento e delle nuove norme forestali preparate dal Ministero dell’Ambiente. Le due novità della giornata sono direttamente collegate: l’IGSU conferma che l’intervento è passato al comando nazionale ed è stato rafforzato in modo decisivo soltanto a fine settembre, mentre il Ministero propone regole che possono trasformare il fallimento istituzionale in un’offensiva generale contro il legno morto e la struttura naturale delle foreste.

La risposta IGSU n.C/1255 del 7 ottobre conferma che fino al 28 settembre l’intervento è stato diretto a livello provinciale. Il Posto operativo avanzato e il comando nazionale integrato sono diventati operativi il 29 settembre. Il DSU ha chiesto il 28 settembre il consenso della Commissione europea per utilizzare l’elicottero rescEU ospitato in Romania; il mezzo è entrato nel dispositivo il 29 settembre. Un terzo elicottero è stato introdotto il 1° ottobre. Al 4 ottobre, i perimetri con focolai attivi ammontavano a circa 613 ettari, senza che tale cifra rappresentasse la superficie effettivamente bruciata. L’IGSU conferma inoltre che la Romania non ha attivato formalmente il Meccanismo unionale di protezione civile né richiesto Copernicus EMS Rapid Mapping [1].

Agent Green ha lanciato l’allarme nazionale e internazionale il 28 settembre, dopo quasi sette settimane d’incendio. In assenza dei registri operativi, non affermiamo che la nostra segnalazione abbia determinato l’intensificazione dell’intervento. La coincidenza cronologica è tuttavia evidente e impone una domanda che la risposta IGSU non risolve: come sarebbe oggi Domogled se il dispositivo, il comando nazionale, il monitoraggio termico e la capacità rescEU mobilitati dal 29 settembre fossero stati utilizzati fin dai primi giorni?

L’IGSU giustifica la mancata richiesta di ulteriore sostegno europeo con la sufficienza delle risorse nazionali, l’accesso difficile, i limiti di sicurezza per le squadre e il rischio di affollamento dello spazio aereo [1]. Queste spiegazioni possono essere plausibili per determinati settori e momenti, ma non possono essere convalidate dalle istituzioni che hanno preso le decisioni. L’incendio nella regione carsica di Goriška Kras, in Slovenia, ha dimostrato che il terreno calcareo e difficile non esclude un intervento europeo coordinato: nel 2022 l’UE ha coordinato tre aerei, cinque elicotteri e una squadra terrestre internazionale, mentre la Slovenia ha attivato Copernicus EMS per seguire l’incendio [2] [3]. Il precedente non detta la tattica per Domogled, ma smentisce l’idea che l’aiuto europeo sia per definizione inutile o insicuro.

La Romania dispone di specialisti validi, ma ancora troppo pochi con esperienza interdisciplinare dimostrata nell’ecologia degli incendi forestali gravi, soprattutto nelle foreste temperate, nei terreni carsici e nelle aree rigorosamente protette. La valutazione non può rimanere nella stessa catena amministrativa né essere diretta esclusivamente dalle strutture forestali coinvolte. Agent Green chiede la costituzione immediata di un gruppo esterno, indipendente da Governo, IGSU, Romsilva e amministrazione del parco, con esperti JRC/EFFIS e Copernicus EMS, specialisti del comando operativo di Stati europei esperti e ricercatori indipendenti in ecologia del fuoco, biologia della conservazione, idrologia, pedologia, climatologia, geomorfologia e telerilevamento. La selvicoltura deve partecipare, ma non monopolizzare una valutazione che riguarda un ecosistema, non una riserva di legname.

Il mandato deve includere l’intera cronologia dal 9 agosto a oggi, i criteri per dichiarare estinto il primo incendio il 25 agosto, il monitoraggio fra il 25 agosto e il 2 settembre, il dimensionamento delle risorse, la mancata richiesta di ulteriori aiuti europei, la mancata attivazione di Copernicus Rapid Mapping, l’impatto sull’habitat prioritario 9530* [13] e un nuovo protocollo per incendi destinati a diventare più frequenti e aggressivi con il riscaldamento climatico [12]. La politica deve restare fuori: il rapporto va pubblicato integralmente, con i dati grezzi e le eventuali opinioni dissenzienti degli esperti.

Nel frattempo il Ministero dell’Ambiente ha messo in consultazione un progetto di ordinanza sulla prevenzione e difesa dagli incendi, applicabile a tutte le foreste senza garanzie esplicite per parchi nazionali, zone rigorosamente protette, foreste primarie e quasi primarie o habitat Natura 2000. Richiede uno «stato igienico adeguato» mediante rimozione di alberi secchi, deperienti, spezzati o abbattuti e, dopo gli incendi, «l’utilizzazione immediata» degli alberi colpiti e la preparazione del terreno per ripiantare [4].

La contraddizione è nella relazione del Ministero stesso: il documento riconosce che gli incendi dei residui di taglio si verificano in particelle aperte, dove il combustibile è fine e poco umido, e che la secchezza di terreno e vegetazione aumenta per l’esposizione prodotta dall’utilizzazione [4]. In altre parole, il Ministero descrive correttamente come l’apertura della copertura arborea asciughi il terreno e poi propone più rimozioni come soluzione generale.

La scienza non sostiene l’equiparazione del legno morto grossolano alla vegetazione fine che propaga rapidamente il fuoco. La sintesi della Commissione europea mostra che i pezzi grandi di legno morto bruciano lentamente e contribuiscono relativamente poco all’intensità dell’incendio, mentre i tagli di recupero non riducono automaticamente il combustibile fine [5]. Il JRC indica inoltre che le foreste primarie e antiche possono essere meno soggette agli incendi grazie alla loro struttura complessa, al microclima e all’umidità del legno grossolano in decomposizione [6]. Altre ricerche dimostrano che il legno morto può fungere da serbatoio d’acqua [7] e che la materia organica rilasciata migliora la porosità del suolo, il numero di micropori e la ritenzione idrica [8]. I tagli di recupero possono persino aumentare il carico di combustibile legnoso fine [11].

Agent Green chiede il ritiro degli obblighi generali di rimuovere il legno morto e di effettuare utilizzazioni immediate dopo gli incendi. La gestione del combustibile fine deve concentrarsi intorno ad abitati, infrastrutture e punti a rischio dimostrato, senza diventare un pretesto per sfruttare le aree protette. Le norme selvicolturali vanno riscritte per il clima: niente aperture pianificate contigue superiori a 0,2 ettari, con soglie inferiori negli habitat sensibili; niente ampliamento delle radure naturali; foreste miste, disetanee e pluristratificate, rigenerazione naturale, alberi habitat, legno morto e continuità della copertura arborea. Le ricerche europee mostrano che aperture di 150–300 m² possono preservare in larga misura il microclima forestale [9], mentre la legislazione europea sul ripristino della natura richiede tendenze crescenti per il legno morto e le strutture forestali irregolari [10].

«Dopo quasi due mesi di fuoco, lo Stato non può chiedere alla foresta di pagare il ritardo delle istituzioni. Non accettiamo che l’autopsia di Domogled sia fatta dalle stesse istituzioni che hanno diretto l’intervento, mentre il trattamento per tutte le foreste viene prescritto esclusivamente dalla selvicoltura della “ripulitura”. Vogliamo esperti indipendenti dall’esterno della Romania, la politica fuori dal laboratorio e le scienze naturali al tavolo delle decisioni. Non adattiamo la natura all’incompetenza; adattiamo prevenzione, intervento e selvicoltura ai cambiamenti climatici», dichiara Gabriel Păun, presidente di Agent Green.

Agent Green ha già presentato una denuncia penale sulla gestione degli incendi (in romeno) e trasmetterà la risposta IGSU e la richiesta di chiarimenti come ulteriori documenti. La denuncia non accerta colpe e non prende di mira i vigili del fuoco o il personale in prima linea, ma chiede la conservazione delle prove e una verifica indipendente delle decisioni strategiche. L’organizzazione chiede inoltre al Ministero di sospendere il progetto nella forma attuale e organizzare un vero dibattito pubblico con esperti indipendenti delle scienze naturali.

Contatto stampa: Gabriel Păun, presidente di Agent Green — office@agentgreen.org

Riferimenti

[1] IGSU, risposta n.C/1255/07.10.2026 inviata ad Agent Green, disponibile su richiesta.

[2] Commissione europea, «EU solidarity to combat wildfires across the continent», 2022

[3] Governo sloveno, rapporto sull’intervento a Goriška Kras e sull’attivazione di Copernicus EMS, 29 luglio 2022

[4] Ministero dell’Ambiente, progetto di ordinanza e relazione sulle norme di prevenzione e difesa dagli incendi, 2 ottobre 2026

[5] European Commission, JRC, “Deadwood and Fire Risk in Europe”, JRC134562, 2023, DOI 10.2760/553875

[6] European Commission, JRC, “Primary and old-growth forests are more resilient to natural disturbances – Perspective on wildfires”, JRC133970, 2023

[7] Klamerus-Iwan, A., Lasota, J., Błońska, E., “Interspecific Variability of Water Storage Capacity and Absorbability of Deadwood”, Forests 11(5), 575, 2020

[8] Piaszczyk, W., Lasota, J., Błońska, E., “Effect of Organic Matter Released from Deadwood at Different Decomposition Stages on Physical Properties of Forest Soil”, Forests 11(1), 24, 2020

[9] Horváth et al., “A matter of size and shape: Microclimatic changes induced by experimental gap openings in a temperate oak–hornbeam forest”, Science of the Total Environment 873, 162302, 2023

[10] Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, articolo12

[11] Seaward et al., “Fuel loading after steep slope salvage logging in the southern Rocky Mountains”, Forest Ecology and Management 586, 122669, 2025

[12] European Commission, JRC, “Climate change and wildfires – PESETA IV”

[13] Ministero dell’Ambiente, formulari standard Natura 2000 e dati ufficiali sui siti

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