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Turbine eoliche e infrastrutture stradali in un paesaggio agricolo
Comunicati stampa

La siccità ha fermato un reattore. Agent Green offre soluzioni praticabili per la sicurezza energetica e chiede di inserire subito i cambiamenti climatici nella Strategia di sicurezza nazionale

Il memorandum inviato a marzo al presidente della Romania è rimasto senza risposta. Agent Green chiede un piano nazionale per rinnovabili, accumulo di grande capacità e riduzione graduale della dipendenza da nucleare e combustibili fossili.

Bucarest, 1 agosto 2026 - Agent Green ritrasmette oggi al presidente della Romania, al Governo, al Consiglio supremo di difesa del Paese e alle istituzioni responsabili di energia, acqua e infrastrutture critiche la versione sintetica del memorandum aggiornato sui cambiamenti climatici come rischio per la sicurezza nazionale. L’iniziativa segue l’arresto controllato dell’Unità 1 della centrale nucleare di Cernavodă, deciso a causa del livello eccezionalmente basso e senza precedenti del Danubio, provocato dalla grave siccità. Nuclearelectrica ha precisato che, se i parametri continuassero ad avvicinarsi ai limiti operativi, potrebbe essere necessario fermare un’unità o entrambe. [1]

La crisi energetica non comincia il giorno in cui si ferma un reattore, ma con i segnali ignorati da tutti i governi: anni di siccità, infrastrutture concentrate in pochi punti e decisioni rinviate finché lo Stato non preme il pulsante del panico.

Il 1 agosto la portata del Danubio a Baziaș era di 1.550 m³/s, contro una media pluriennale di luglio di 4.700 m³/s. [2] Non è un evento locale. Il Danubio deriva da un bacino idrografico condiviso da 19 Paesi. La Sava è il maggiore affluente per portata; il Tibisco, che attraversa Ucraina e Ungheria, ha il sottobacino più grande ed è l’affluente più lungo; la Drava nasce in Italia e attraversa Austria, Slovenia e Croazia prima di raggiungere il Danubio. [3] La siccità dell’Europa centrale diventa, con un certo ritardo, crisi energetica in Romania. Le piogge dell’Europa centrale impiegano una settimana per contribuire all’aumento della portata del Danubio in Romania, ma nei prossimi sette giorni non sono previste piogge importanti sulle Alpi, salvo brevi temporali locali.

«Il 24 marzo abbiamo inviato al presidente della Romania un memorandum dettagliato di 63 pagine chiedendo di affrontare insieme cambiamenti climatici, acqua ed energia come problema di sicurezza nazionale. Non abbiamo ricevuto una risposta nel merito. Quattro mesi dopo, uno degli scenari segnalati è diventato realtà: la siccità è entrata nella sala di controllo del sistema energetico», dichiara Gabriel Păun, presidente di Agent Green e Campione della Terra delle Nazioni Unite.

La sicurezza nucleare ha funzionato, ma la pianificazione energetica no

L’arresto controllato è la misura corretta quando lo richiedono i margini di sicurezza e non costituisce un incidente nucleare. Dimostra però che la produzione nucleare non è immune ai cambiamenti climatici. Una centrale che dipende da una portata minima per il raffreddamento può diventare indisponibile proprio durante le ondate di calore, quando la domanda elettrica è elevata.

Agent Green non propone di chiudere bruscamente i reattori sostituendoli con la combustione di fonti fossili. L’organizzazione chiede una riduzione graduale e prevedibile, subordinata alla preventiva entrata in funzione di capacità alternative: solare ed eolico, reti modernizzate, batterie, flessibilità dei consumi e idroelettrico ad accumulo per pompaggio. Ogni megawatt ritirato va sostituito prima che emerga il deficit, non dopo.

Le decisioni devono considerare il costo complessivo dell’intero ciclo di vita. La Banca europea per gli investimenti stima in circa 3,2 miliardi di euro il costo totale del rifacimento dell’Unità 1, per cui ha approvato un prestito di 800 milioni di euro. [4] Il combustibile esaurito rimane almeno sei anni in piscina, poi fino a 50 anni nel deposito intermedio a secco DICA; per definizione è una soluzione intermedia, non lo smaltimento definitivo. [5] L’uranio non è rinnovabile né infinito. È una risorsa mineraria finita: la valutazione OCSE-NEA e AIEA indica risorse sufficienti per la crescita fino al 2050 e oltre, ma solo con investimenti tempestivi in esplorazione, miniere e lavorazione, in una filiera globale esposta a rischi geopolitici. [6]

La soluzione che «sposta l’acqua» senza distruggere i fiumi

A luglio, dopo una visita tecnica al complesso Malta-Reißeck in Austria, Agent Green ha proposto una Strategia nazionale per le centrali idroelettriche ad accumulo per pompaggio (CHEAP). Il sistema austriaco ha una potenza complessiva di turbinazione di 1.545 MW e di pompaggio di 1.095 MW. Una parte importante dell’infrastruttura è realizzata dentro la montagna e condivide bacini esistenti. [7]

Le CHEAP non creano energia: la spostano nel tempo. Quando sole e vento producono un surplus, l’acqua viene pompata in un bacino superiore. Quando la produzione diminuisce, scende attraverso le turbine e l’elettricità torna in rete. I sistemi a circuito chiuso ricircolano principalmente la stessa acqua tra due bacini e non hanno una connessione permanente con un fiume; richiedono comunque acqua di reintegro per evaporazione e infiltrazioni. La collocazione sotterranea, i bacini esistenti, le ex miniere e i terreni già antropizzati possono ridurre l’occupazione di suolo e l’impatto sulla natura. [8]

A livello mondiale, il pompaggio fornisce già oltre il 90% del volume di accumulo elettrico di lunga durata. [9] La Romania dispone di rilievi, bacini esistenti, cave e aree industriali dove studiare questi progetti senza nuove dighe sugli ultimi fiumi selvaggi né sacrificare aree naturali protette.

«Diciamo SÌ all’energia che resiste alla siccità, riduce le importazioni e non trasferisce il conto alle generazioni future. La Romania non deve aspettare la prossima situazione di panico. Deve costruire fin d’ora il sistema che ricircola l’acqua, accumula il surplus solare ed eolico e lo fornisce quando ne abbiamo bisogno», aggiunge Gabriel Păun.

Agent Green chiede sei decisioni chiave immediate

  • Organizzare un’analisi nel Consiglio supremo di difesa e includere esplicitamente i rischi climatici, idrologici ed energetici nella Strategia nazionale di difesa del Paese.
  • Realizzare un primo audit nazionale di resilienza energetica, basato su modelli e simulazioni di crisi clima-acqua-energia, in applicazione del Regolamento (UE) 2019/941, senza fermare deliberatamente capacità né interrompere la fornitura alla popolazione.
  • Elaborare entro sei mesi al massimo la Strategia nazionale CHEAP, censendo i siti fuori dalle aree protette e privilegiando sistemi a circuito chiuso, sotterranei o basati su bacini esistenti.
  • Accelerare gli investimenti in solare, eolico, batterie, reti, interconnessioni, gestione della domanda ed efficienza energetica, perché importazioni e combustione di fonti fossili non siano più la risposta automatica a ogni deficit.
  • Pubblicare un confronto indipendente e completo tra le opzioni energetiche, comprendente costo del capitale, acqua, rifiuti, dismissione, tempi di costruzione, flessibilità e rischio climatico.
  • Definire un calendario prevedibile di riduzione graduale della quota nucleare, collegato alla precedente installazione di capacità pulite e di accumulo, senza sostituire il nucleare con combustibili fossili.

«La Romania non ha davvero più il lusso di scegliere tra natura, clima ed energia. L’acqua che scompare dal Danubio mostra che sono un unico problema», conclude Păun.

Contatti stampa: office@agentgreen.org

Note

  1. Rapporto corrente: arresto controllato dell’Unità 1 della centrale nucleare di Cernavodă. Nuclearelectrica/BVB, 27 luglio 2026.
  2. Diagnosi e previsione idrologica per il Danubio - 01.08.2026. INHGA: 1.550 m³/s a Baziaș contro una media di 4.700 m³/s.
  3. Bacino del Danubio e principali sottobacini. ICPDR; integrato dalle pagine dedicate a Sava, Tibisco e Drava.
  4. Nuclearelectrica Cernavodă Rehabilitation. BEI: costo totale stimato di 3,2 miliardi di euro e finanziamento di 800 milioni.
  5. DICA - Intermediate Storage for Burnt Fuel. Nuclearelectrica: deposito intermedio a secco per 50 anni.
  6. Uranium 2024: Resources, Production and Demand. OCSE-NEA/AIEA: risorse sufficienti fino al 2050 e oltre, subordinate a investimenti.
  7. Più potenza per la maggiore «batteria verde» austriaca. VERBUND: Malta-Reißeck - 1.545 MW di turbinazione e 1.095 MW di pompaggio.
  8. Idroelettrico ad accumulo per pompaggio. Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti: differenza tra sistemi a circuito aperto e chiuso.
  9. The Paris Pledge. IHA/Eurelectric: oltre il 90% del volume mondiale di accumulo elettrico.
  10. Memorandum ufficiale - Romania: rischio sistemico imminente e decisioni strategiche inevitabili. Agent Green, 24 marzo 2026.
  11. Agent Green propone un’alternativa alla distruzione degli ultimi fiumi selvaggi. Comunicato Agent Green, 13 luglio 2026.

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