
Osservazioni sul piano di gestione del Parco nazionale Retezat
A:
Amministrazione del Parco nazionale Retezat – all’attenzione del gruppo incaricato di elaborare il piano di gestione
Per conoscenza:
Agenzia nazionale per le aree naturali protette (ANANP)
Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste (MMAP)
Osservazioni
sul PIANO DI GESTIONE DEL PARCO NAZIONALE RETEZAT, COMPRESE LE RISERVE 2.494 GEMENELE, 2.496 PEȘTERA ZEICULUI, INSIEME AI SITI NATURA 2000 PARZIALMENTE SOVRAPPOSTI – ROSCI0217 RETEZAT e ROSPA0084 MUNȚII RETEZAT
Indice
2.1 Organizzazione e struttura: 4
2.2 Autori e assunzione di responsabilità giuridica: 4
2.3 Rispetto delle direttive europee: 5
2.4 Rispetto dei confini legali delle aree protette: 5
2.5 Rispetto delle precedenti basi scientifiche e delle disposizioni di legge: 6
2.5.5 Pieno rispetto delle disposizioni dell’art. 22 (commi 1,2 e 4) dell’OUG 57/2007. 11
2.5.6 Rispetto degli studi Pin Matra e PRIMOFARO. 16
2.5.7 Rispetto della finalità del parco nazionale 16
2.5.8 Rispetto della legge 2013/1998. 16
2.6 Redazione corretta e completa del documento: 16
3.1 ALLEGATO 1_ Distribuzione dei soprassuoli nel bacino del Râul Șes. 24
3.2 ALLEGATO 2_catalogo delle foreste vergini e quasi vergini 16 novembre 2020. 24
3.4 ALLEGATO 4_Capitolato-foreste-vergini. 24
I sottoscritti, Asociația Agent Green, Asociația Altitudine e Călin Dejeu, biologo e attivista ambientale, in qualità di portatori di interesse per la conservazione dei preziosi ecosistemi del Parco nazionale Retezat, sottopongono alla vostra attenzione le seguenti osservazioni sull’elaborazione del Piano di gestione del Parco nazionale Retezat:
1 Richieste
A seguito delle gravi carenze rilevate ed esposte di seguito, chiediamo quanto segue:
- Stabilire il non intervento sull’intera superficie del parco nazionale ed escludere l’istituzione di zone di conservazione sostenibile o di gestione sostenibile, fatta eccezione per i terreni edificati
- Stabilire la zona di protezione rigorosa sulle superfici selvagge in cui non vi sono stati interventi antropici o questi sono stati molto limitati.
- Rifare alcuni studi carenti su specie, habitat e pressioni
- Mettere a disposizione dei portatori di interesse tutti gli studi, i materiali cartografici e i dati vettoriali risultanti dal progetto «Rafforzamento della capacità di gestione adattativa del capitale naturale nelle aree protette del Parco nazionale Retezat, comprese le riserve 2.494 Gemenele, 2.496 Peștera Zeicului, insieme ai siti Natura 2000 parzialmente sovrapposti – ROSCI0217 Retezat e ROSPA0084 Munții Retezat, codice SMIS 116950.
- Stabilire misure concrete per ripristinare tutti i fattori biotici e abiotici danneggiati/degradati dalle utilizzazioni forestali o da altre attività.
- Rifare integralmente il piano di gestione.
- Rifare integralmente il Regolamento.
- Riprendere dall’inizio le consultazioni pubbliche, presentando per la consultazione tutte le informazioni, gli studi, le carte di dettaglio ecc.
Qualora le nostre osservazioni e proposte costruttive sul futuro piano di gestione del Parco nazionale Retezat non venissero considerate senza un motivo reale e constatassimo in seguito discrepanze tra la classificazione delle foreste del parco nazionale e del sito Natura 2000 Retezat e la realtà sul terreno, e il parco nazionale non beneficiasse di una protezione rigorosa del 100%, essendo il primo parco nazionale della Romania e un simbolo nazionale, ci riserveremo il diritto di impugnare successivamente in tribunale il piano di gestione e di segnalare tali aspetti alle istituzioni e agli organismi internazionali (Commissione europea, IUCN).
Poiché avete superato il termine di due anni previsto dalla legge, dal decreto ministeriale e dal contratto di amministrazione per l’approvazione del piano di gestione, e di conseguenza il contratto di amministrazione è nullo di diritto, vi chiediamo di comunicarci a quale titolo avete ottenuto il finanziamento europeo e continuate a redigere il piano.
2 Carenze
2.1 Organizzazione e struttura:
- Presentazione delle informazioni secondo la struttura stabilita dal Ministero dell’Ambiente. Il piano di gestione non rispetta la struttura della Guida per l’elaborazione dei piani di gestione delle aree naturali protette del 02.04.2018, approvata con decreto del Ministro dell’Ambiente n. 304/2018. Per questo motivo l’intero piano di gestione deve essere completamente rifatto e l’intera procedura ripresa.
- Realizzazione di un piano di gestione integrato conforme alle disposizioni dell’OUG57/2007 e al contratto di amministrazione.
2.2 Autori e assunzione di responsabilità giuridica:
- Indicazione degli autori e del contributo concreto di ciascuno. L’attuale piano di gestione è un documento anonimo, di cui nessun esperto si assume la responsabilità. Occorre presentare l’elenco degli autori per ogni capitolo della parte scritta e di quella grafica.
- Fonti bibliografiche obsolete o irrilevanti. La bibliografia contiene un «inventario» delle opere pubblicate dagli anni 1930 fino a circa il 2016, che però non ha alcuna rilevanza per la redazione del piano, poiché nel testo non compare alcun paragrafo citato da quella bibliografia. Ciò suscita anche il sospetto di plagio.
- Studi recenti finanziati con fondi europei. Alla base della redazione del piano di gestione avrebbero dovuto esserci studi recenti appositamente realizzati, che però non sono menzionati né nella bibliografia né nel testo. Ne consegue inequivocabilmente che il piano di gestione presenta gravi carenze e che le informazioni esposte non possono essere prese in considerazione!
- Indicazione della fonte dei dati. Gli elementi del contenuto devono essere riconducibili all’autore (persona giuridica/fisica), all’anno, all’opera e al contratto pubblico, sia per la parte scritta sia per quella grafica.
- Dati vettoriali GIS. Benché per realizzare le carte siano utilizzati numerosi dati vettoriali, non ne sono precisati la fonte, l’accuratezza o il carattere ufficiale oppure informativo-geografico.
- Fonti informative necessarie al pubblico/agli specialisti per analizzare la qualità dei dati inclusi nel piano di gestione. Senza i dati primari, l’attuale piano di gestione in consultazione non può essere analizzato a fondo per consentire al settore non governativo e agli specialisti della pubblica amministrazione di esprimere un parere informato.
- Realizzare e mettere a disposizione per la consultazione pubblica il set di dati vettoriali GIS nel sistema Stereo 70, rispettando i requisiti di contenuto INSPIRE per le carte realizzate.
- Realizzare e mettere a disposizione per la consultazione pubblica le carte elettroniche e analogiche ad alta risoluzione, in scala 1:10.000. Le carte devono riportare i nomi degli autori, la specializzazione e il timbro dell’istituzione a garanzia dell’autenticità.
2.3 Rispetto delle direttive europee:
- Pieno rispetto di tutte le disposizioni della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche e dei regolamenti europei. La valutazione dello stato di conservazione delle foreste e delle specie caratteristiche, e non solo, non considera tutti gli elementi previsti dalla direttiva e la loro cartografia presenta carenze riscontrabili nelle informazioni di varie sezioni e nelle carte (copia delle informazioni dai piani di assestamento forestale senza un’accurata mappatura sul terreno)
- Pieno rispetto di tutte le disposizioni della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici. La valutazione dello stato di conservazione delle specie e dei loro habitat non considera tutti gli elementi previsti dalla direttiva.
- Pieno rispetto di tutte le disposizioni della direttiva 2007/2/CE che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire)
2.4 Rispetto dei confini legali delle aree protette:
- Rispetto dei confini legali del parco nazionale, stabiliti dalla decisione governativa HG230/2003 e dalla legge 5/2000, e successive modifiche. Attualmente le carte allegate al piano di gestione non indicano l’atto normativo che ha approvato il confine, dal quale deriva anche una superficie. La presentazione di due superfici nel piano di gestione indica che il confine legalmente stabilito non è conosciuto/non viene applicato.
- Rispetto dei confini delle riserve naturali stabiliti per legge. Attualmente le carte allegate al piano di gestione non indicano l’atto normativo che ha approvato il confine, dal quale deriva anche una superficie.
- Rispetto dell’ultimo atto normativo vigente sui codici delle aree naturali protette, l’ordinanza d’urgenza n. 49/2016 che modifica la legge n. 5/2000 sull’approvazione del Piano di assetto del territorio nazionale – Sezione III – aree protette. Non viene applicato l’ultimo atto normativo, ossia l’OUG49/2016, che modifica la legge 5/2000 introducendo una nuova codificazione (utilizzata anche dall’ANANP nella comunicazione pubblica).
- Inclusione di tutte le riserve naturali nella zona di protezione rigorosa o integrale, a seconda dei casi. L’attuale zonizzazione interna non rispetta il parere dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente espresso nella comunicazione 995/101B/14.02.2008 né il parere degli altri partecipanti a seguito dei dibattiti del Consiglio consultivo nel 2008.
- Esclusione dalla zona di sviluppo sostenibile dei terreni naturali/seminaturali del parco nazionale che attualmente non presentano superfici edificate/destinazione a cortili o costruzioni. Nella proposta sono state incluse zone di sviluppo sostenibile senza motivare tale decisione. Invece di rinaturalizzare le aree antropizzate, constatiamo che l’amministrazione ha deciso di ampliare le aree che subiranno impatti futuri proprio attraverso un piano di gestione finanziato con fondi europei. Queste zone contravvengono alla finalità del parco nazionale prevista dall’OUG57/2007.
2.5 Rispetto delle precedenti basi scientifiche e delle disposizioni di legge:
2.5.1 Rispetto dello studio scientifico sul tema n. 42RC/2002, relativo alla conservazione e al monitoraggio della biodiversità nella zona del Râul Șes – PN Retezat, realizzato dall’Istituto di ricerca e pianificazione forestale dell’Ente nazionale delle foreste Romsilva

I dati presentati in questo studio scientifico «mettono chiaramente in evidenza che la zona cuscinetto del Parco nazionale Retezat, costituita dalle unità di gestione 1-101, comprende foreste vergini su un’ampia superficie (1143,4 ha) e che queste foreste, pur essendo costituite da sole 3 specie principali (abete rosso, abete bianco, faggio), presentano una grande diversità, essendo rappresentate da un numero considerevole di tipi di ecosistemi forestali.»…«Dopo la zona centrale del PN Retezat, la zona cuscinetto comprende le più estese foreste vergini del massiccio Retezat.»
Lo studio scientifico sopra menzionato presenta inoltre quanto segue: *«*La principale attività economica svolta nella zona cuscinetto Râu Șes del PN Retezat è l’utilizzazione forestale, piuttosto intensa negli ultimi anni, ma localizzata, a causa dell’accessibilità limitata, soltanto nel terzo inferiore del bacino idrografico, ossia sul suo versante sinistro, nel tratto servito dalla strada perimetrale del lago artificiale e in parte su un tratto della strada forestale. Nelle unità di gestione 81A, B, 83A,B, 85A e soprattutto 89A sono stati avviati e sono in corso tagli sanitari, di conservazione, ma anche un taglio raso a strisce (nell’unità di gestione 94A), che incidono sulla biodiversità della zona, soprattutto perché tali tagli, avviati dopo l’adozione dell’ultimo piano di assestamento, sono stati praticati in soprassuoli vetusti che soddisfano tutti i criteri per essere inclusi nella categoria “foreste vergini e quasi vergini” » «In questo senso riteniamo un errore che il piano di assestamento abbia prescritto tagli rasi a strisce in questa zona cuscinetto, tagli che sono stati anche eseguiti. È necessaria una revisione del piano di assestamento, eventualmente anche prima della scadenza dell’attuale decennio di applicazione.»
Questo studio scientifico presenta anche la Distribuzione dei soprassuoli nel bacino del Râul Șes (unità di gestione 1-101) secondo le fasi di sviluppo, documento che alleghiamo alla presente comunicazione (vedi ALLEGATO 1_Distribuzione dei soprassuoli Râu Șes)
2.5.2 Rispetto dell’Inventario preliminare delle foreste vergini e quasi vergini del territorio assegnato e limitrofo al Parco nazionale Retezat, redatto a Deva/2002, autore dott. ing. Stelian Radu

2.5.3 Rispetto dell’Enciclopedia del Parco nazionale Retezat (rapporto aggiuntivo), elaborata dal dott. ing. Stelian Radu/Deva/2004

2.5.4 Rispetto delle raccomandazioni IUCN secondo cui le pratiche forestali costituiscono minacce per gli habitat d’acqua dolce:
«L’impatto delle pratiche forestali — sia dell’imboschimento sia della deforestazione — sugli habitat d’acqua dolce e sui pesci è fonte di grande preoccupazione.»
https://www.iucnffsg.org/freshwater-fishes/major-threats/
2.5.5 Pieno rispetto delle disposizioni dell’art. 22 (commi 1,2 e 4) dell’OUG 57/2007
Art. 22.
«(1) La zonizzazione interna delle aree naturali protette di interesse nazionale avviene attraverso il piano di gestione, mediante la definizione e delimitazione, a seconda dei casi, di: zone di protezione rigorosa, zone di protezione integrale, zone cuscinetto, zone di sviluppo sostenibile delle attività umane.
(2) Le zone di protezione rigorosa sono zone delle aree naturali protette di grande importanza scientifica, che comprendono sia riserve scientifiche sia zone selvagge in cui non vi sono stati interventi antropici o questi sono stati molto limitati.
(4) Le zone di protezione integrale comprendono i beni più preziosi del patrimonio naturale all’interno delle aree naturali protette.»
L’attuale zonizzazione proposta nel piano di gestione non rispecchia la realtà sul terreno: interi sottobacini non antropizzati, selvaggi, con ecosistemi forestali compatti su vaste superfici, non frammentati da strade e utilizzazioni forestali, non sono stati inclusi nella zona di non intervento del parco nazionale, ma sono stati erroneamente proposti come zone di conservazione sostenibile. Questa classificazione errata porterà infine al degrado e alla distruzione di tali habitat a causa delle utilizzazioni forestali, che sarebbero consentite in questi tipi di zone.
Abbiamo constatato che nella zona di non intervento del parco nazionale non sono classificate neppure le foreste già incluse nel catalogo delle foreste vergini e quasi vergini (vedi Allegato 2, documento Excel allegato alla presente comunicazione), né quelle per cui sono in corso studi, come sarebbe naturale.
Viene così violata la legge sulle aree protette (L 49/2001 di approvazione dell’OUG 57/2007), che definisce queste zone:
Le zone non antropizzate con ecosistemi forestali su vaste superfici, con soprassuoli vergini, quasi vergini e secolari all’interno dei parchi nazionali rientrano esattamente nelle zone di protezione rigorosa o integrale, trattandosi di zone di grande importanza scientifica, non antropizzate e dei beni più preziosi del patrimonio naturale!
Di seguito forniamo 3 esempi di classificazione errata di sottobacini forestali come zone di conservazione sostenibile nel piano di gestione, sebbene dovrebbero rientrare nella zona di protezione rigorosa o integrale:
- La valle del Râul Șes è un ecosistema forestale compatto di grande valore e una vera zona selvaggia che collega i monti Godeanu ai monti Țarcu, priva di strada forestale lungo il fondovalle e ricca di preziosi soprassuoli secolari, in gran parte foreste vergini o quasi vergini. Nella parte inferiore della valle alcune particelle sono già state sfruttate e compromesse nel periodo 2010-2013, con il pretesto degli attacchi di scolitidi; sono però stati commessi numerosi abusi, illeciti e violazioni delle norme forestali, confermati e sanzionati, menzionati anche nel rapporto dell’Accademia romena intitolato: «Constatazioni sulle utilizzazioni forestali nel Parco nazionale Retezat»:
http://arhiva.replicahd.ro/?p=2246
Le lettere indirizzate all’Accademia romena da Gheorghe Cionoiu e poi da diverse organizzazioni ambientaliste non governative hanno portato alla costituzione di una commissione di studio coordinata dall’accademico Victor Giurgiu, le cui conclusioni non lasciano spazio a dubbi: «Il prelievo degli alberi da parte dell’operatore economico è avvenuto prioritariamente secondo criteri di valore, mentre gli alberi debilitati o in fase di disseccamento sono rimasti in piedi (…) È stata constatata una quasi totale mancanza di sorveglianza da parte del personale delle due amministrazioni (Distretto forestale Retezat e Amministrazione del PN Retezat (…) La situazione descritta è stata raggiunta a causa del mancato adempimento dei doveri di servizio da parte del personale specializzato del Distretto forestale Retezat e dell’Amministrazione del PN Retezat (…) Anche dopo la segnalazione nei media delle irregolarità menzionate, le due strutture hanno negato la realtà e trasmesso informazioni “rassicuranti”, sulla base delle quali i dirigenti del Ministero dell’Ambiente e dell’Ente nazionale delle foreste hanno reso dichiarazioni pubbliche prive di fondamento. Sarebbe stato necessario coinvolgere tempestivamente il Consiglio scientifico del PN Retezat e la Commissione per la tutela dei monumenti della natura».
Il carattere selvaggio della valle è stato confermato anche dallo studio scientifico sul tema n. 42RC/2002, realizzato dall’Istituto di ricerca e pianificazione forestale dell’Ente nazionale delle foreste Romsilva: l’intero sottobacino della valle del Râul Șes è stato proposto per la protezione e sono stati individuati 1143,4 ha di foreste vergini e quasi vergini nelle unità di gestione 1-101, una parte delle quali già compromessa (unità di gestione 81A, 82A,B, 83A,B, 85A, 89A, 94A) dalle utilizzazioni forestali illegali, ma con un’apparenza di legalità conferita da un piano di assestamento forestale errato e non corrispondente alla realtà sul terreno.
L’inclusione di questo sottobacino forestale nella zona di conservazione sostenibile del prossimo piano di gestione non ha alcuna base scientifica: persino le carte di distribuzione delle specie e degli habitat protetti Natura 2000 individuano nel sottobacino una densità molto elevata di tali specie e habitat, che richiedono chiaramente una protezione rigorosa per non subire danni. Chiediamo fermamente la protezione rigorosa dell’intero sottobacino della valle del Râul Șes.
- La valle Lăpușnicul Mic e Borăscu è un altro ecosistema forestale compatto di grande valore e una vera zona selvaggia nel cuore dei monti Godeanu, priva di strada forestale lungo il fondovalle e ricca di preziosi soprassuoli secolari, in gran parte foreste vergini o quasi vergini. Recentemente sono state individuate centinaia di ettari anche in questo sottobacino forestale, a seguito degli studi del WWF:
Non è giustificato proteggere soltanto la parte superiore di queste 2 valli selvagge, che costituiscono un ecosistema forestale compatto di grande valore da conservare integralmente.
L’inclusione di questo sottobacino forestale nella zona di conservazione sostenibile del prossimo piano di gestione non ha alcuna base scientifica: persino le carte di distribuzione delle specie e degli habitat protetti Natura 2000 individuano nel sottobacino una densità molto elevata di tali specie e habitat, che richiedono chiaramente una protezione rigorosa per non subire danni. Chiediamo fermamente la protezione rigorosa dell’intero sottobacino delle valli Lăpușnicul Mic e Borăscu.
- La valle del Râul Alb e Vasielu è un altro ecosistema forestale compatto di grande valore e una vera zona selvaggia nella parte nordorientale dei monti Retezat, priva di strada forestale lungo il fondovalle e ricca di preziosi soprassuoli secolari, in gran parte foreste vergini o quasi vergini. Essendo l’unico fiume ecologicamente completo e relativamente inalterato dei Carpazi romeni, il Râul Alb ha un’evidente grande importanza scientifica e la sua protezione dipende dalla protezione delle foreste sui versanti. La porzione del bacino del Râul Alb all’interno del parco nazionale è ancora una zona selvaggia in cui gli interventi antropici, consistenti esclusivamente nei tagli illegali degli ultimi anni, sono ancora limitati. Nel bacino del Râul Alb non vi sono edifici, strade forestali standard, neppure un sentiero turistico. Il valore scientifico del Râul Alb è attestato dall’articolo scientifico «Dejeu C, Carpa R, Remizovschi A,Bond J. The widespread alteration of rivers in the Romanian Carpathians and the undisturbed Râul Alb. River Res Applic.2021;1–9. https://doi.org/10.1002/rra.3770» (vedi Allegato 3_Articolo scientifico Râul Alb)
Un elemento essenziale dimenticato dagli autori del piano è che l’integrità del parco nazionale è già gravemente compromessa dalla distruzione dei corsi d’acqua dovuta alla costruzione della diga Gura Apei e delle derivazioni secondarie adiacenti. Un fiume è come un organismo: la sua captazione in un punto comporta un grave deterioramento del suo stato sia a monte sia a valle. Anche gli habitat ripariali sono colpiti direttamente. Vi è dunque già una grave compromissione dell’integrità del parco nazionale. Alcune derivazioni, come quella sul Paroș, sono state costruite e messe in funzione dopo la redazione della precedente versione del piano di gestione (ora scaduta). È pertanto necessaria almeno una compensazione, per quanto possibile, di questa massiccia aggressione industriale al parco. Proponiamo che tale compensazione consista nell’inclusione dell’intera foresta del parco nella zona di protezione rigorosa o integrale.
Numerose particelle di questa valle sono oggetto di studi in corso per l’inclusione nel catalogo delle foreste vergini e quasi vergini, a seguito della gara avviata dal MMAP:
Gran parte delle foreste di questo sottobacino forestale è stata individuata anche dallo studio Pin-Matra del 2005, che ha dimostrato lo straordinario valore conservazionistico e scientifico di questa zona forestale intatta, da proteggere integralmente.
L’inclusione di questo sottobacino forestale nella zona di conservazione sostenibile del prossimo piano di gestione non ha alcuna base scientifica. Le foreste vergini, quasi vergini e secolari qui presenti devono essere sottoposte a protezione rigorosa o integrale per non essere danneggiate e compromesse. Chiediamo fermamente la protezione rigorosa dell’intero sottobacino delle valli Râul Alb e Vasielu.
Alleghiamo inoltre l’elenco delle particelle di potenziali foreste vergini e quasi vergini della contea di Hunedoara per le quali sono in corso studi da parte del MMAP (Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste) e che devono essere rigorosamente protette mediante l’inclusione nella zona di non intervento, ossia nel tipo funzionale T1.
Alleghiamo alla presente comunicazione anche il capitolato della gara (Allegato 4_Capitolato delle foreste vergini), i cui studi sono già in corso e che vi chiediamo insistentemente di considerare nella redazione dei piani di gestione e di assestamento forestale.
2.5.6 Rispetto degli studi Pin Matra e PRIMOFARO.
Le foreste individuate come «potenzialmente» vergini, quasi vergini o secolari non sono state incluse nella zona di protezione rigorosa o integrale, finalizzata al non intervento. Tutte queste foreste rientrano nella definizione della zona di protezione rigorosa/integrale prevista dall’art. 22 (2), (4) dell’OUG57/2007 e l’attuale zonizzazione rivela gravi carenze nel rispetto della legge. Occorre rifare integralmente la zonizzazione interna.
2.5.7 Rispetto della finalità del parco nazionale prevista nell’allegato 1 dell’OUG57/2007.
Dagli studi non risulta perché nel parco nazionale «…le cui finalità sono la protezione e la conservazione di campioni rappresentativi dello spazio biogeografico nazionale…» sia necessaria l’utilizzazione forestale, stabilita attraverso la zona di conservazione sostenibile. Precisiamo che l’OUG57/2007 non obbliga a istituire tutte e 4 le zone.
2.5.8 Rispetto della legge 2013/1998 sulla situazione giuridica dei terreni.
2.6 Redazione corretta e completa del documento:
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Revisione delle informazioni presentate nel piano. I dati sono presentati in modo errato, non strutturato o ambiguo (per esempio, due superfici diverse per lo stesso oggetto). Numerose tabelle non rispettano la struttura prevista dalla guida.
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Analisi sintetica della redazione dei capitoli del piano. Le carenze sono gravi e impongono di rifare integralmente il piano, compresi alcuni studi sul terreno:
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INFORMAZIONI GENERALI.
- 1. Descrizione sintetica del piano di gestione. Mancano le tabelle con le informazioni pertinenti.
- 1.1. Principi del piano di gestione. Sono informazioni irrilevanti e al di fuori della struttura del piano di gestione.
- 1.2. Finalità del piano di gestione. Non viene riflessa la finalità del parco nazionale, ossia la protezione degli ecosistemi. Il piano di gestione è integrato e si applica il regime di protezione più rigoroso.
- 1.4. Obiettivi generali del piano di gestione. Non vi sono obiettivi pertinenti per proteggere gli ecosistemi del parco, le foreste secolari e le zone selvagge.
- 2. Processo di elaborazione del piano di gestione. Non risulta chi abbia realizzato gli studi, quali metodi siano stati utilizzati e quale sia la metodologia di delimitazione della zonizzazione interna.
- 3.1. Aree naturali protette interessate dal piano di gestione. Le informazioni della tabella non sono presentate secondo la struttura obbligatoria. Sono presentate due varianti di superficie, che indicano con certezza la mancata conoscenza dei confini delle aree protette; di conseguenza sono stati compromessi gli studi sulla biodiversità, la valutazione dello stato di conservazione, la situazione giuridica dei terreni e la pianificazione delle attività. L’espressione *«*Superficie secondo gli atti di designazione» denota scarsa conoscenza dei termini usuali del settore. La designazione avviene mediante studi di supporto e atti normativi.
- 3.2. Localizzazione delle aree naturali protette interessate dal piano di gestione. Manca la tabella prevista dalla struttura; sono invece presentate altre tabelle sulle strade di accesso, irrilevanti per la sezione.
- 3.3. Confini dell’area/delle aree naturali protette interessate dal piano di gestione. Questo capitolo non esiste ed è sostituito da «1.3.3 Risorse di gestione e infrastrutture», che presenta informazioni non previste dalla struttura stabilita nel decreto ministeriale.
- 3.4. Confini delle aree naturali protette interessate dal piano di gestione (equivalente a 1.3.3. Confini dell’area/delle aree naturali protette interessate dal piano di gestione – nella guida): non presenta alcuna informazione concreta sui confini, sull’anno, sull’atto normativo che li ha stabiliti, sullo studio di supporto oggetto della dichiarazione/delimitazione e sulla loro storia. Il rinvio al sito del Ministero dell’Ambiente è inqualificabile.
- 3.5. Zonizzazione interna dell’area naturale protetta: avrebbe dovuto essere il capitolo 1.3.4. Zonizzazione interna dell’area naturale protetta. Non sono presentate informazioni pertinenti sulle superfici e sulle percentuali occupate, né sulla quota dei tipi di ecosistemi in ogni zona. La zona di sviluppo sostenibile deve comprendere esclusivamente le aree edificate e non quelle seminaturali che potrebbero essere rinaturalizzate. Il piano di gestione non si redige in funzione del piano urbanistico generale (PUG), ma viceversa, secondo l’OUG57/2007. Il testo fa riferimento a più articoli di atti normativi, violando la tecnica legislativa. Quegli articoli possono essere abrogati e non sono pertinenti nel presente testo.
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AMBIENTE ABIOTICO DELLE AREE NATURALI PROTETTE
- 1. Geologia
- 2. Idrografia. Uno dei simboli del Retezat, e al tempo stesso un obiettivo di conservazione, i laghi glaciali, è presentato in modo estremamente sommario, persino con incertezza sul loro numero; sono invece descritti in dettaglio la diga Gura Apelor e il complesso idroelettrico Râul Mare Retezat, che non rientra nella gestione diretta dell’amministrazione, benché apprezziamo queste informazioni. Le acque sotterranee non sono trattate affatto.
- 3. Pedologia. Sono presentate descrizioni teoriche prive di rilevanza per il territorio in esame e manca una correlazione tra questi suoli e vegetazione/habitat/ecosistemi.
- 4. Clima. Tutti i dati sono generali, ripresi da altre opere, e non presentano nulla di pertinente sul microclima, sulle specificità dei bacini, sui laghi glaciali ecc. Le informazioni attuali non sono utili alla pianificazione della gestione, per esempio per indicare le zone vulnerabili alle calamità naturali.
- 5. Elementi abiotici di interesse conservazionistico. Questo capitolo non è stato scritto; di conseguenza la pianificazione degli obiettivi specifici, delle misure e delle azioni non tratta questi elementi particolarmente importanti per il Retezat. Come si proteggono i laghi glaciali, le zone carsiche, le grotte, le zone rocciose ecc.
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AMBIENTE BIOTICO DELLE AREE NATURALI PROTETTE
- 1. Ecosistemi. L’ecosistema sotterraneo non è trattato affatto. Un elenco di ecosistemi e superfici è insufficiente per pianificare la gestione del parco nazionale. A partire da questo capitolo, la pianificazione è compromessa dalla mancata conoscenza dei dettagli.
- 2. Habitat di interesse conservazionistico sulla cui base è stata dichiarata l’area/sono state dichiarate le aree naturali protette. Non sono presentate caratteristiche essenziali degli habitat (per esempio età dei soprassuoli, associazioni vegetali, superfici naturali, superfici modificate da utilizzazioni forestali, piantumazioni ecc.); l’habitat 8310 Grotte non è presentato, benché esista persino una riserva naturale, oltre ad altre grotte.
- 2.2. Habitat secondo la classificazione nazionale. Non è rispettato il contenuto quadro della tabella prevista dalla guida (Tabella A. Dati generali del tipo di habitat; Tabella B. Dati specifici del tipo di habitat nell’area naturale protetta).
- 3. Specie di flora e fauna di interesse conservazionistico per le quali è stata dichiarata l’area naturale protetta. Non è rispettato il contenuto quadro previsto dalla guida: Tabella A. Dati generali della specie; Tabella B. Dati specifici della specie nell’area naturale protetta
- 3.1. Piante inferiori. Manca il capitolo
- 3.2. Piante superiori. Sono numerate erroneamente come 3.3.1. Mancano dati.
- 3.3. Invertebrati. Sono classificati erroneamente al 3.3.2 Invertebrati. Mancano dati.
- 3.4. Ittiofauna. È classificata erroneamente al 3.3.3 Ittiofauna. Mancano dati.
- 3.5. Erpetofauna. È classificata erroneamente al 3.3.4 Erpetofauna. Mancano dati.
- 3.6. Avifauna. È classificata erroneamente al 3.3.5 Avifauna. Mancano dati.
- 3.7. Mammiferi. Sono classificati erroneamente al 3.3.6 Mammiferi. Mancano dati. Riteniamo significativa l’affermazione «Sulla base delle informazioni ottenute dalla documentazione consultata, è stata effettuata una ricognizione generale delle condizioni ambientali favorevoli alla specie nella zona di studio, allo scopo di ottenere informazioni dirette e parziali sulla situazione reale sul terreno», che rafforza le nostre constatazioni sulla superficialità degli studi sul terreno e sulla dubbia accuratezza dei dati, che hanno compromesso sia la determinazione dello stato di conservazione sia la pianificazione delle misure di conservazione.
- 4. Altre specie di flora e fauna rilevanti per l’area naturale protetta. Mancano informazioni pertinenti, come le superfici occupate.
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INFORMAZIONI SOCIOECONOMICHE e CULTURALI
- 1. Comunità locali. Il sottocapitolo dovrebbe intitolarsi «4.1. Comunità locali e portatori di interesse»
- 1.1 Dati demografici sulle comunità locali. Mancano i dati e la tabella Elenco delle unità amministrativo-territoriali all’interno dell’area/delle aree naturali protette; Caratterizzazione delle unità amministrativo-territoriali; Popolazione delle località all’interno dell’area naturale protetta; Popolazione delle località nelle immediate vicinanze dell’area naturale protetta e rilevanti per la presenza umana nel sito (tabella presentata erroneamente); Natalità: nati vivi per località all’interno dell’area naturale protetta; Migrazione: trasferimenti di residenza nelle località all’interno dell’area naturale protetta; Servizi pubblici; Numero di animali; Dati sulle attività economiche.
- 2. Portatori di interesse: deve essere il capitolo 4.1.2. Portatori di interesse. Non viene utilizzato il titolo corretto Tabella riepilogativa dei principali portatori di interesse che si esprimono e si impegnano riguardo all’area naturale protetta. L’Analisi dei portatori di interesse I è redatta in modo superficiale/errato perché occorre un’analisi individualizzata di ciascun soggetto. Non si possono attribuire comportamenti simili a tutti i comuni o a tutti i consigli di contea. Deve essere rifatta integralmente perché non viene rispettata neppure la struttura della tabella prevista dal decreto ministeriale. La tabella Analisi dei portatori di interesse II non rispetta la struttura del decreto ministeriale e mancano informazioni (Aspetti che richiedono attenzione; minacce e problemi)
- 2. Utilizzo del suolo. Non viene rispettata la struttura della tabella del decreto ministeriale «Elenco dei tipi di utilizzo del suolo». La caratterizzazione dell’utilizzo dei terreni non contiene informazioni pertinenti per l’area protetta, ma piuttosto nozioni teoriche copiate.
- 3. Situazione giuridica dei terreni. Il linguaggio arcaico, non più di uso comune o in via di scomparsa, non è adatto a questo documento: «întăbulate, neîntăbulate»; raccomandiamo il termine romeno attuale «intabulat». La mancata conoscenza della proprietà di oltre il 23% del territorio costituisce un grande ostacolo alla gestione. L’Ufficio del catasto e il Libro fondiario dispongono di questi dati e una società specializzata può redigere professionalmente la situazione catastale. La carta della situazione giuridica dei terreni è presentata nell’Allegato 20 al piano di gestione. Questa carta è inadeguata perché deve riflettere i confini dei tipi di proprietà indicati nella tabella. Dalla tabella *«*Situazione dell’iscrizione dei terreni nel libro fondiario» risulta che il 100% dei terreni è iscritto; pertanto sono disponibili i dati sulla proprietà e sull’uso necessari a compilare la tabella precedente. È una contraddizione nella presentazione delle informazioni, probabilmente dovuta alla mancanza di esperienza nella pianificazione e gestione delle aree protette.
- 4. Amministratori, gestori e utilizzatori. Manca una descrizione della situazione. Nella tabella «Informazioni sugli amministratori/gestori» il periodo di amministrazione è inspiegabilmente indicato come «sconosciuto». Le informazioni devono essere dettagliate per ogni singola persona giuridica, non aggregate.
- 5. Infrastrutture e costruzioni. Manca una descrizione dell’argomento e mancano tutte le informazioni da presentare secondo la guida: Tipi di costruzioni; Abitazioni esistenti nell’anno . . . . . . . . . ., raggruppate per località; Permessi di costruire rilasciati per edifici per categorie di costruzioni, contee e località e richieste di pareri/autorizzazioni ambientali.
- 6. Patrimonio culturale. Questo capitolo manca interamente.
- 7. Attrazioni turistiche. Mancano tutte le informazioni da presentare secondo la guida: Descrizione delle attrazioni turistiche; Tipi di attrazioni turistiche.
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ATTIVITÀ CON POTENZIALE IMPATTO (PRESSIONI E MINACCE) SULL’AREA NATURALE PROTETTA E SULLE SPECIE E SUGLI HABITAT DI INTERESSE CONSERVAZIONISTICO
- 1. Elenco delle attività con potenziale impatto. Mancano descrizioni e informazioni concrete sull’area protetta. Per esempio, non viene indicato da nessuna parte un degrado esteso in modo concreto e quantificato, ossia la lunghezza delle piste di esbosco interessate da fenomeni erosivi dove il terreno non è stato ripristinato allo stato originario secondo le norme obbligatorie. Questo grave degrado del suolo deve essere presentato, cartografato e affrontato con misure di ripristino del suolo e degli habitat.
- 1.2. Elenco delle minacce future con potenziale impatto nell’area naturale protetta. Informazioni superficiali.
- 2. Carte delle attività con potenziale impatto. Non vengono trattate tutte le pressioni e le minacce esistenti.
- 3. Valutazione degli impatti sulle specie. Manca il capitolo.
- 4. Valutazione degli impatti sui tipi di habitat. Manca il capitolo.
-
VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE SPECIE E DEI TIPI DI HABITAT. Le informazioni dell’intero capitolo non sono conformi alle disposizioni del decreto ministeriale 304/2018 e il contenuto non riflette dati reali. Anche per questo i capitoli successivi sono compromessi e non riflettono le misure/azioni/regolamentazioni necessarie per specie, habitat ed ecosistemi.
- 1. Valutazione dello stato di conservazione di ogni specie di interesse conservazionistico
- 1.1. Valutazione dello stato di conservazione della specie dal punto di vista della sua popolazione. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 1.2. Valutazione dello stato di conservazione della specie dal punto di vista del suo habitat. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 1.3. Valutazione dello stato di conservazione della specie dal punto di vista delle sue prospettive. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 1.4. Valutazione globale della specie. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 2. Valutazione dello stato di conservazione di ogni tipo di habitat di interesse conservazionistico
- 2.1. Valutazione dello stato di conservazione del tipo di habitat dal punto di vista della superficie coperta. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 2.2. Valutazione dello stato di conservazione del tipo di habitat dal punto di vista della sua struttura e delle sue funzioni specifiche. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 2.3. Valutazione dello stato di conservazione del tipo di habitat dal punto di vista delle sue prospettive future. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
- 2.4. Valutazione globale dello stato di conservazione del tipo di habitat. Mancano il capitolo e le informazioni secondo le tabelle della struttura prevista dal decreto ministeriale.
-
FINALITÀ E OBIETTIVI DEL PIANO DI GESTIONE
- 1. Conservazione e gestione delle specie e degli habitat di interesse conservazionistico dei siti Natura 2000 ROSCI0217 Retezat, ROSPA0084 Munții Retezat, del Parco nazionale Retezat e delle riserve naturali incluse. Questo sottocapitolo è scritto erroneamente. Avrebbe dovuto intitolarsi 7.1. Finalità del piano di gestione dell’area naturale protetta. Non contiene l’elemento «ecosistema», specifico del parco nazionale.
- 2. Obiettivi generali, misure generali, misure specifiche/di gestione e attività
- 2.1. Obiettivo generale. Manca il capitolo nel formato previsto dalla guida.
- 2.2. Obiettivo specifico. Manca il capitolo nel formato previsto dalla guida
- 2.3. Misura specifica/misura di gestione. Date le gravi carenze dei capitoli precedenti e la necessità di rifare il piano, non si giustifica un’analisi qualitativa e quantitativa delle misure proposte. Segnaliamo, a titolo di esempio, che le misure enunciate per le foreste sono in realtà regole, riprese di norme e definizioni di indicatori caratteristici della rinnovazione naturale e dell’attività forestale; mancano effettivamente le misure di conservazione per le quali si elabora il piano di gestione integrato. Per redigere il piano di gestione raccomandiamo di incaricare esperti di conservazione, oltre agli esperti di selvicoltura.
-
PIANO DELLE ATTIVITÀ E STIMA DELLE RISORSE
- 1. Piano delle attività. Non viene rispettato il formato della tabella (colonna «partner»). La pianificazione deve essere rifatta dopo la revisione dei capitoli precedenti.
- 2. Stima delle risorse necessarie. Manca il capitolo.
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PIANO DI MONITORAGGIO DELLE ATTIVITÀ
- 1. Rapporti periodici
- 2. Monitoraggio delle attività pianificate. Manca il capitolo.
- 3. Indicazione dell’attività realizzata
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BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI. Manca la bibliografia, erroneamente collocata come allegato. Gli allegati e le carte non rispettano esattamente la guida.
2.7 Altre carenze:
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Gli obiettivi devono essere formulati secondo il criterio SMART! S – specifici, M – misurabili, A – raggiungibili/affrontabili, R – rilevanti, T – definiti nel tempo. Attualmente la formulazione è carente, disomogenea e non conforme al modo di formulare un obiettivo.
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Le misure e le attività devono essere correlate agli obiettivi specifici e generali.
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Gli indicatori di quantificazione devono contenere l’espressione numerica dell’indicatore concreto dell’azione. La formulazione attuale è carente.
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Rispetto dell’Allegato 1 sui parchi nazionali dell’OUG57/2007. L’attuale forma del documento attesta una mancanza di visione e di conoscenza teorica e pratica del settore delle aree naturali protette. Non sono evidenziati gli elementi essenziali, obbligatori e strategici del piano di gestione derivanti dalle direttive europee, dalla legislazione nazionale, dalle strategie nazionali e dalle peculiarità delle aree protette:
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I parchi nazionali sono quelle aree naturali protette le cui finalità sono la protezione e la conservazione di campioni rappresentativi dello spazio biogeografico nazionale, comprendenti elementi naturali di particolare valore dal punto di vista fisico-geografico, floristico, faunistico, idrologico, geologico, paleontologico, speleologico, pedologico o di altra natura, che offrono la possibilità di visite a fini scientifici, educativi, ricreativi e turistici. La gestione dei parchi nazionali garantisce il mantenimento del contesto fisico-geografico allo stato naturale, la protezione degli ecosistemi, la conservazione delle risorse genetiche e della diversità biologica in condizioni di stabilità ecologica, la prevenzione e l’esclusione di qualsiasi forma di sfruttamento delle risorse naturali e di uso dei terreni incompatibile con la finalità assegnata. Il regime di gestione è stabilito da regolamenti e piani propri di protezione e conservazione, approvati dalle autorità scientifiche e amministrative nazionali competenti secondo le disposizioni della presente ordinanza d’urgenza. Nei loro perimetri saranno compresi ecosistemi terrestri e acquatici, o loro parti, il meno possibile influenzati dalle attività umane. Gli elementi di particolare valore all’interno dei parchi nazionali possono essere delimitati e sottoposti a un regime di protezione rigorosa come riserve scientifiche. I parchi nazionali si estendono generalmente su grandi superfici di terreno. All’interno dei parchi nazionali sono ammesse soltanto le attività tradizionali praticate esclusivamente dalle comunità della zona del parco nazionale, attività tradizionali che saranno disciplinate dal piano di gestione. I parchi nazionali corrispondono alla categoria II IUCN «Parco nazionale: area protetta gestita principalmente per la protezione degli ecosistemi e la ricreazione».
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I siti di importanza comunitaria sono quelle aree naturali protette che, nella regione o nelle regioni biogeografiche in cui si trovano, contribuiscono significativamente al mantenimento o al ripristino in uno stato di conservazione favorevole degli habitat naturali o delle specie di interesse comunitario.
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Le zone di protezione speciale avifaunistica sono quelle aree naturali protette le cui «finalità sono la conservazione, il mantenimento e, se del caso, il ripristino in uno stato di conservazione favorevole delle specie di uccelli e degli habitat specifici, designate per proteggere le specie di uccelli migratori selvatici».
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Non vi sono misure per la gestione degli ecosistemi terrestri, acquatici e sotterranei; delle foreste vergini, quasi vergini e secolari; delle specie endemiche, delle forme carsiche, delle riserve scientifiche e naturali.
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Non vi sono misure di vigilanza, sorveglianza e contrasto alle attività illegali; contro lo scarico di acque inquinate nei corpi idrici recettori; per prevenire gli incendi di prati e foreste; per ripristinare gli habitat.
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Non vi sono misure per lo sviluppo turistico e ricreativo. Al contrario, sono previste regole volte a bloccare l’attività turistica a basso impatto.
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Rispetto della legge 500/2002 sulla redazione del bilancio pluriennale. Non è stato redatto alcun bilancio per finanziare le azioni secondo le disposizioni del decreto 304/2018.
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Rispetto delle norme per l’elaborazione dell’intero piano di gestione e la redazione delle carte (parte scritta e grafica). Queste norme sono state violate; di conseguenza il piano deve essere rifatto integralmente.
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OUG57/2007 sul regime delle aree naturali protette e sulla conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche.
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Decreto 304/2018, Guida per l’elaborazione dei piani di gestione delle aree naturali protette, del 02.04.2018
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Legge n. 8/1996 sul diritto d’autore e sui diritti connessi.
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Legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa per l’elaborazione degli atti normativi.
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Direttiva INSPIRE, ordinanza n. 4/2010 sull’istituzione dell’Infrastruttura nazionale per l’informazione territoriale in Romania,
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Legge n. 7/1996 sul catasto e sulla pubblicità immobiliare, e successive modifiche,
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Ordinanza d’urgenza n. 49/2016 che modifica la legge n. 5/2000 sull’approvazione del Piano di assetto del territorio nazionale – Sezione III – aree protette. Attualmente gli atti normativi vengono violati.
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Il Regolamento presenta carenze strutturali e concettuali, violando le norme vigenti. Deve essere riscritto integralmente. Il Regolamento deve presentare esclusivamente un insieme di regole risultanti dalle informazioni analizzate nel piano di gestione, volte a limitare/sanzionare attività che possono degradare specie, habitat ed ecosistemi, o a stabilire norme di comportamento per evitare danni. Alcuni esempi di errori:
- L’articolo 1 fa erroneamente riferimento a dati storici, al contratto di amministrazione e ai dati della persona giuridica che attualmente amministra l’area. I dati storici si trovano nel piano di gestione e quelli sull’amministratore nel contratto di amministrazione e in altri atti normativi.
- Gli articoli 2, 3 fanno riferimento ad atti normativi (che non sono regole) e alle loro disposizioni (già previste in un atto normativo, per cui si violerebbero le norme di tecnica legislativa).
- L’articolo 4 fa riferimento all’esistenza di una carta. Non è una regola.
- L’articolo 5 fa riferimento alle disposizioni dell’OUG57/2007 e le elenca. Poiché il piano di gestione e il Regolamento sono approvati mediante un atto normativo (decreto ministeriale), la legge n. 24/2000 non consente di trasporre la stessa norma in due atti normativi. Raccomandiamo di consultare un giurista esperto.
3 Allegati
ALLEGATO 1_ Distribuzione dei soprassuoli nel bacino del Râul Șes

3.2 ALLEGATO 2_catalogo delle foreste vergini e quasi vergini 16 novembre 2020
ALLEGATO 2_catalogo delle foreste vergini e quasi vergini 16 novembre 2020
ALLEGATO 3_Articolo scientifico Râul Alb_
Dejeu C, Carpa R, Remizovschi A,Bond J. The widespread alteration of rivers in the Romanian Carpathians and the undisturbed Râul Alb. River Res Applic.2021;1–9. https://doi.org/10.1002/rra.3770
ALLEGATO 3_Articolo scientifico Râul Alb (PDF in inglese)
ALLEGATO 4_Capitolato-foreste-vergini
ALLEGATO 4_Capitolato-foreste-vergini (PDF in romeno)
Attendiamo con interesse una vostra risposta scritta agli indirizzi e-mail office@agentgreen.org e contact@tarcu.ro
Vi chiediamo inoltre di comunicarci il numero di registrazione della presente comunicazione.
Cordiali saluti,
Asociația Agent Green Asociația Altitudine Călin Dejeu
Gabriel Păun Alexandru Teleagă Biologo e attivista ambientale
Presidente
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