Vai al contenuto
Il fiume Jiu tra versanti boscosi, con il logo Agent Green

Il Parco nazionale delle Gole del Jiu minacciato di scomparsa

Agent Green teme che il progetto di piano di gestione del Parco nazionale delle Gole del Jiu, se approvato, porti alla scomparsa dell’area protetta. Oggi l’organizzazione ha presentato al Ministero dell’Ambiente le seguenti osservazioni necessarie per fermare questo piano e salvare il parco.

A: Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste
Bvd. Libertăţii n. 12, settore 5, Bucarest

All’attenzione di: Diana Buzoianu, ministra dell’Ambiente

E-mail: biodiversitate@mmediu.ro

Bucarest, n. 1 / 29 ottobre 2025

Oggetto: progetto di decreto per l’approvazione del piano di gestione integrato del Parco nazionale delle Gole del Jiu, del sito Natura 2000 ROSCI0063 Defileul Jiului e delle aree naturali protette comprese nel loro territorio.

Gentile Ministra,

L’Associazione Agent Green, organizzata ai sensi dell’OG 26/2000 sulle associazioni e fondazioni, il cui scopo generale è la protezione e la conservazione dell’ambiente, delle condizioni naturali di vita dell’uomo e il progresso della coscienza sociale in materia di protezione ambientale, monitora costantemente la gestione dei parchi nazionali, indipendentemente dalla natura della proprietà.

Il Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste ha annunciato il 23 ottobre un dibattito previsto per il 28 ottobre, sebbene avrebbe dovuto annunciarlo almeno 30 giorni prima, come indicato a pagina 137 della Guida all’attuazione della Convenzione di Aarhus:

https://unece.org/DAM/env/pp/Publications/Aarhus_Implementation_Guide_interactive_eng.pdf

La funzione di un piano di gestione è facilitare gli obiettivi di conservazione di un’area protetta e, in generale, proteggerla. Il piano sottoposto al dibattito, invece, non solo degraderebbe il parco, ma annullerebbe completamente l’intero fondamento scientifico per cui è stato istituito il Parco nazionale delle Gole del Jiu, probabilmente il parco nazionale più spettacolare della Romania e il meglio conservato di tutti.

Approvare un piano di gestione che legittima la distruzione del parco da un’estremità all’altra è un’assurdità totale. Vi è una contraddizione completa tra la funzione che dovrebbe avere un piano di gestione ideale e quella di questo piano di distruzione.

Piuttosto che approvare un simile piano, sarebbe molto meglio che il parco non avesse alcun piano di gestione. Essendo rimasto 20 anni senza piano, può continuare a farne a meno.

Questo piano, che include il progetto pseudo-idroelettrico di distruzione del parco nazionale (AHE Bumbești – Livezeni) e prevede una zonizzazione secondo gli interessi pseudo-idroelettrici anziché secondo la legge, è una vergogna internazionale: per questo ci rivolgeremo anche all’IUCN. In nessuna parte del mondo, neppure in una dittatura folle, a qualcuno verrebbe in mente di fare una cosa simile in un parco nazionale di categoria II IUCN: centrali idroelettriche che annientano la rete idrografica del parco e distruggono l’elemento centrale per cui è stato istituito. Come dice il nome stesso, il Jiu è l’elemento centrale del Parco nazionale delle Gole del Jiu.

I principi e i criteri IUCN per i parchi nazionali sono incompatibili con quanto previsto in questo progetto di piano di gestione. Nei parchi nazionali si fa l’opposto di quanto prevede questo piano: si eliminano le costruzioni che distruggono la natura e si libera la natura dalle aggressioni umane preesistenti.

I parchi nazionali sono aree naturali protette i cui obiettivi sono la protezione e la conservazione di territori rappresentativi dello spazio biogeografico nazionale, comprendenti elementi naturali di particolare valore fisico-geografico, floristico, faunistico, idrologico, geologico, paleontologico, speleologico, pedologico o di altra natura, che offrono possibilità di visita a fini scientifici, educativi, ricreativi e turistici.

La gestione dei parchi nazionali dovrebbe garantire il mantenimento del quadro fisico-geografico in condizioni naturali, la protezione degli ecosistemi, la conservazione delle risorse genetiche e della diversità biologica in condizioni di stabilità ecologica, nonché la prevenzione e l’esclusione di qualsiasi sfruttamento delle risorse naturali e uso del suolo incompatibile con lo scopo assegnato. All’interno dei parchi nazionali sono ammesse soltanto le attività tradizionali praticate esclusivamente dalle comunità della zona del parco nazionale, attività che saranno disciplinate dal piano di gestione.

I parchi nazionali corrispondono alla categoria II IUCN, «Parco nazionale: area protetta gestita principalmente per la protezione degli ecosistemi e la ricreazione».

Categoria II: Parco nazionale

Definizione: le aree protette di categoria II sono vaste aree naturali o quasi naturali istituite per proteggere processi ecologici su larga scala, insieme alle specie e agli ecosistemi caratteristici della zona; offrono inoltre la base per opportunità di visita a fini spirituali, scientifici, educativi, ricreativi o turistici compatibili dal punto di vista ambientale e culturale.

Obiettivo principale

Proteggere la biodiversità naturale insieme alla struttura ecologica sottostante e ai processi ambientali che la sostengono, e promuovere l’educazione e la ricreazione.

Altri obiettivi:

  • Gestire l’area al fine di perpetuare, in condizioni il più possibile naturali, esempi rappresentativi di regioni fisiografiche, comunità biotiche, risorse genetiche e processi naturali inalterati;
  • Mantenere popolazioni e insiemi di specie autoctone vitali ed ecologicamente funzionali, a densità sufficienti per conservare l’integrità dell’ecosistema e la sua resilienza a lungo termine;
  • Contribuire in particolare alla conservazione delle specie con territori estesi, dei processi ecologici regionali e delle rotte migratorie;
  • Gestire le visite a fini di ispirazione, educazione, cultura e ricreazione a un livello che non provochi un degrado biologico o ecologico significativo delle risorse naturali;
  • Tenere conto dei bisogni delle popolazioni indigene e delle comunità locali, compreso l’uso delle risorse per la sussistenza, nella misura in cui non incida negativamente sull’obiettivo primario di gestione;
  • Contribuire alle economie locali attraverso il turismo.
  • Caratteristiche distintive: le aree di categoria II sono generalmente vaste e conservano un «ecosistema» funzionale, anche se per farlo può essere necessario integrare l’area protetta con una gestione adeguata delle aree circostanti.
  • L’area dovrebbe contenere esempi rappresentativi delle principali regioni naturali e delle caratteristiche biologiche, ambientali o paesaggistiche in cui le specie autoctone di piante e animali, gli habitat e i siti di geodiversità presentano una particolare importanza spirituale, scientifica, educativa, ricreativa o turistica.
  • L’area deve avere una superficie e una qualità ecologica sufficienti per mantenere le funzioni e i processi ecologici che consentano alle specie e alle comunità autoctone di persistere a lungo termine con interventi minimi di gestione.
  • La composizione, la struttura e la funzione della biodiversità devono essere in gran parte in condizioni «naturali» o avere il potenziale per tornarvi, con un rischio relativamente basso di invasione da parte di specie non autoctone.

La società civile ambientalista cerca dal 2017 di bloccare questo piano di gestione illegale!

https://www.declic.ro/alerta-defileul-jiului/

Sarebbe strano e inconcepibile che questo piano venisse approvato proprio durante il mandato di una ministra che si oppone pubblicamente alle centrali idroelettriche illegali.

La decisione di verifica preliminare n. 53/21.11.2022, emessa senza valutazione ambientale dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente di Gorj per un piano che ha un grave impatto ambientale per l’inclusione dell’AHE Bumbești – Livezeni, è assolutamente illegale.

Il Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste arriva a violare persino il proprio parere ambientale.

Il parere ambientale sulla «Strategia di sviluppo economico, sociale e ambientale della Valle del Jiu per il periodo 2022–2030» prevede, a pagina 12, un chiaro divieto relativo all’AHE Livezeni – Bumbești:

«Divieto degli investimenti per la messa in esercizio di nuovi impianti idroelettrici nel Parco nazionale delle Gole del Jiu, considerando l’unicità e l’importanza nazionale del Parco nazionale delle Gole del Jiu …»

http://web.archive.org/web/20230616110152/https://www.mmediu.ro/app/webroot/uploads/files/AVIZUL%20DE%20MEDIU_Strategia%20Valea%20Jiului.pdf

Se lo stesso Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste viola i propri pareri, come possiamo pretendere in questo paese che gli operatori economici rispettino un qualsiasi atto regolatorio emesso dalle autorità ambientali?

È stato detto che esiste un accordo ambientale per il progetto idroelettrico illegale in questione. Se rimane una traccia di Stato di diritto, questo accordo sarà sospeso il 7 novembre:
https://portal.just.ro/33/SitePages/Dosar.aspx?id_dosar=3300000000080081&id_inst=33

E annullato nel processo che Agent Green e Bankwatch conducono contro il vostro ministero e Hidroelectrica:
https://portal.just.ro/33/SitePages/Dosar.aspx?id_dosar=3300000000080326&id_inst=33

In ogni caso, quell’accordo ambientale viola la sentenza definitiva n. 5378/14.12.2017 della Corte d’appello di Bucarest, emessa nel processo vinto da Bankwatch contro Hidroelectrica:

http://web.archive.org/web/20230810134900/http://www.neuerweg.ro/wp-content/uploads/2018/01/decizia-CA-bucuresti-defileul-jiului.pdf

Il tribunale ha stabilito che l’esecuzione del progetto ecocida in questione «non può essere proseguita … se non a condizione di escludere la probabilità o il rischio di deterioramento degli habitat o di perturbazioni che interessino le specie e possano avere un effetto significativo rispetto agli obiettivi di questa direttiva».

Si tratta della direttiva Habitat, e l’impatto negativo significativo del progetto in questione è già ampiamente attestato nella letteratura scientifica.

https://doi.org/10.1126/science.aar2216

https://www.danube-iad.eu/docs/DN_articles/2022-Hydropower_plants_Jiu_Gorge-DN45-Dejeu_et_al.pdf

https://shop.elsevier.com/books/the-danube-river-and-the-western-black-sea-coast/bloesch/978-0-443-18686-8

https://www.austriaca.at/0xc1aa5576%200x0034c881.pdf

https://studiabiologia.reviste.ubbcluj.ro/index.php/studiabio/article/view/134/21

https://novapublishers.com/shop/water-resources-management-methods-applications-and-challenges/

Il rischio di deterioramento o perturbazioni non può quindi essere escluso in alcun modo; al contrario, vi è la certezza di deterioramenti e perturbazioni significativi se riprende il progetto idroelettrico ecocida.

Il colmo è che persino persone dell’amministrazione che propone questo piano di gestione criminale hanno pubblicato lavori che attestano l’impatto negativo significativo:

L’articolo «Data on the distribution of a protected crayfish, Austropotamobius torrentium, in the Jiu Gorge National Park, Carpathian Mountains, Romania» conclude così:

«Tuttavia, la valle del Dumitra sarà interessata, poiché alla sua confluenza con il fiume Jiu sarà costruita una piccola centrale idroelettrica. Anche se gli altri tre habitat non sono direttamente interessati, la modifica della portata del fiume influenzerà certamente l’equilibrio ecologico della regione (Telcean et al. 2017), incidendo sul gambero di fiume chiamato “racul de ponoare”. Pertanto, le popolazioni di gamberi appena identificate rischiano di scomparire nel prossimo futuro, così come altre specie rare e protette recentemente identificate in diverse regioni della Romania».

https://biozoojournals.ro/bihbiol/cont/v16n1/bb_e221205_Sucea.pdf

Un accordo ambientale palesemente illegale non è un pretesto valido per un piano di gestione illegale. La via legale consiste nell’elaborare e approvare un piano legale, per poi passare alla revisione dell’accordo ambientale, poiché sono intervenuti nuovi elementi rilevanti (il piano di gestione).

L’amministrazione del parco riconosce da decenni che l’AHE Bumbești-Livezeni è incompatibile con lo status di parco nazionale. Questo fatto è ormai noto in tutto il mondo, dopo che la prestigiosa casa editrice Elsevier ha pubblicato quest’anno il libro The Danube River and The Western Black Sea Coast, in cui a pagina 261 si legge: «Nel gennaio 2010, l’amministrazione del Parco nazionale delle Gole del Jiu scrisse al Ministero dell’Ambiente avvertendo che, se il progetto idroelettrico fosse stato completato, il parco nazionale sarebbe stato distrutto (fascicolo del caso n. 720/33/2017)».

Ma l’amministrazione del parco è continuamente sottoposta a pressioni ed è arrivata perfino a emettere un parere favorevole, senza condizioni, per il progetto idroelettrico che distrugge il parco.

Il Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste deve innanzitutto svolgere una seria indagine interna sulle pressioni subite dall’amministrazione nella riunione CAT del 19 marzo 2025. È la più grande vergogna nella storia di questo ministero già tanto «controverso».

Una forma di frode ai fondi europei consiste nel fatto che l’APNDJ è stata finanziata con denaro pubblico proveniente da fondi europei per gestire il parco e ora propone un piano che contraddice le misure risultanti dal progetto.

La misura «Mantenimento delle portate attuali del Jiu e dei suoi affluenti» è menzionata a pagina 103 del rapporto «Completamento dell’inventario e cartografia delle specie di mammiferi del Parco nazionale delle Gole del Jiu: studio finale» (realizzato da specialisti accademici dell’Università Ovidius).

https://bankwatch.ro/wp-content/uploads/2024/10/Raport-final-Mamifere.pdf

Il rapporto è stato realizzato nell’ambito del progetto «Misure per migliorare la gestione e la sensibilizzazione pubblica nel PNDJ», codice SMIS-CSNR 1314, finanziato tramite il Programma operativo settoriale Ambiente, con il Ministero dell’Ambiente come autorità di gestione. Il Ministero dell’Ambiente è quindi complice di questo vilipendio dei fondi europei.

È assolutamente abusivo che il primo piano di gestione del parco ignori completamente persino lo «Studio sull’istituzione del Parco nazionale delle Gole del Jiu», sulla cui base è stato dichiarato il parco nazionale!

Lo studio evidenziava il devastante impatto ambientale del progetto idroelettrico, descrivendolo in modo vivido: «Il fiume Jiu, come un albero, sembrerà un ceppo: senza cima e senza rami. La ghiaia dell’alveo, privata dell’elemento acquatico, dinamico, vivo, sonoro e dai colori in continuo mutamento nel corso delle ore, si mostrerà in tutta la sua bruttezza agli sguardi sgomenti. Le acque impetuose che conferiscono il fascino particolare a qualsiasi paesaggio e soprattutto la spettacolarità a queste ultime gole selvagge dei Carpazi saranno ammutolite per sempre. Al posto dei gorghi e delle cascate schiumose che un tempo ravvivavano l’aria, serpeggerà un lento filo d’acqua, assorbito da pozze stagnanti dai miasmi insopportabili. Una cloaca insalubre allontanerà gli animali selvatici assetati e i visitatori desiderosi di camminare. La vegetazione di un tempo e la flora locale caratteristica, rappresentate da habitat rari e protetti in via prioritaria dalle leggi europee e rumene, sopravvivranno per qualche anno soltanto nella memoria collettiva degli anziani».

Anche se l’AHE Bumbești – Livezeni fosse stata costruita legalmente, completata e fosse in funzione, il piano di gestione dovrebbe comunque prevederne l’eliminazione. Ricordiamo infatti che l’IUCN definisce così un parco nazionale:

«Un parco nazionale è un’area relativamente vasta 1) in cui uno o più ecosistemi non sono materialmente alterati dallo sfruttamento e dall’occupazione umana, in cui specie vegetali e animali, siti geomorfologici e habitat presentano un particolare interesse scientifico, educativo e ricreativo o che contiene un paesaggio naturale di grande bellezza, e 2) in cui la massima autorità competente del paese ha adottato misure per impedire o eliminare il prima possibile lo sfruttamento o l’occupazione nell’intera area e per imporre efficacemente il rispetto delle caratteristiche ecologiche, geomorfologiche o estetiche che hanno portato alla sua istituzione, e 3) in cui ai visitatori è consentito l’accesso, in condizioni particolari, a fini di ispirazione, educazione, cultura e ricreazione».

https://portals.iucn.org/library/sites/library/files/resrecfiles/GA_10_RES_001_Definition_of_National_Parks.pdf

«La massima autorità competente del paese» è il Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste e deve adottare misure per «eliminare il prima possibile lo sfruttamento o l’occupazione nell’intera area».

Il ministero è membro dell’IUCN e l’OUG 57/2007, menzionando l’IUCN nelle categorie di aree naturali protette, ne riconosce la qualità di organismo regolatore per la protezione della natura.

Infine, il piano viola palesemente l’OUG 57/2007.

È assolutamente evidente che il fiume Jiu è il bene più prezioso del patrimonio naturale all’interno del Parco nazionale delle Gole del Jiu. L’articolo 22, comma (4), prevede chiaramente:

«(4) Le zone di protezione integrale comprendono i beni più preziosi del patrimonio naturale all’interno dei parchi nazionali e naturali».

Pertanto, l’alveo di magra del Jiu deve essere incluso nella zona di protezione integrale e non in quella di conservazione sostenibile, come si legge a pagina 21 del piano.

Nell’allegato 1, proprio riguardo alla gestione del parco nazionale, si legge:

«La gestione dei parchi nazionali garantisce il mantenimento del quadro fisico-geografico in condizioni naturali …»

La portata del fiume fa parte del quadro fisico-geografico e quindi, secondo la legge, deve essere quella naturale!

In nessun caso circa il 24% della portata naturale, come risulta dall’accordo ambientale n. 2/2025 emesso dal Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste.

Nell’OUG 57/2007 si trova anche il punto essenziale di cui il piano di gestione avrebbe dovuto tenere conto:

«All’interno dei parchi nazionali sono ammesse soltanto le attività tradizionali praticate esclusivamente dalle comunità della zona del parco nazionale, attività che saranno disciplinate dal piano di gestione».

In conclusione, il piano di gestione deve essere respinto o rettificato in modo sostanziale, affinché rispetti la legge e si fondi sulle misure risultanti dal progetto «Misure per migliorare la gestione e la sensibilizzazione pubblica nel PNDJ», codice SMIS-CSNR 1314, finanziato tramite il Programma operativo settoriale Ambiente, con il Ministero dell’Ambiente come autorità di gestione.

Speriamo che le informazioni trasmesse vi siano utili e che darete seguito alle nostre osservazioni e richieste. Attendiamo con grande interesse la vostra risposta scritta entro il termine previsto dalla legge all’indirizzo office@agentgreen.org

Vi ringraziamo anticipatamente!

Con particolare stima,

Gabriel Păun

Presidente di Agent Green

Campione della Terra dell’ONU

La natura ha bisogno di te

Ogni contributo conta per proteggere l’ambiente in Romania.

Dona

Sostieni la tutela delle foreste, delle aree protette e della biodiversità.

Asociația Agent Green

LEI:RO02RNCB0072156916030001
EUR:RO72RNCB0072156916030002

CIF: 25261826 · BCR · SWIFT: RNCBROBU

Dona ora

Diventa partner aziendale

Destina il 20% dell’imposta rumena sugli utili alla tutela della natura, senza costi aggiuntivi per la tua azienda.

Dettagli della partnership

Destina il 3,5%

Destina il 3,5% dell’imposta rumena sul reddito. Non ti costa nulla; senza una scelta, il denaro va allo Stato.

Scopri come