
Salviamo le foreste in tribunale
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I tribunali sono diventati l’unica soluzione per salvare le foreste. Contribuisci anche tu con una donazione mensile o una tantum e aiutaci a sostenere queste cause. Negli ultimi anni abbiamo avuto centinaia di cause. Abbiamo bisogno di te per sostenere quelle attuali e prevedere quelle future. Ogni contributo conta e rappresenta una possibilità concreta per le foreste.
Che cosa abbiamo fatto nel 2023?
Nel 2023 abbiamo proseguito le cause avviate in precedenza sui piani di assestamento forestale adottati illecitamente senza valutazione ambientale strategica e senza valutazione appropriata.
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Abbiamo vinto ricorsi in cause perse in primo grado, come quella relativa alla foresta di Topana, in cui il tribunale ha disposto un nuovo giudizio.
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Abbiamo vinto un ricorso molto importante relativo al permesso di costruire per la linea elettrica aerea Porțile de Fier – Reșita, per la quale abbiamo litigato per diversi anni soltanto sulla procedura di impugnazione in tribunale. Infine, la Corte d’appello di Bucarest ha accolto il ricorso e trattenuto la causa per la decisione nel merito.
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Abbiamo continuato a vincere contenziosi sull’accesso alle informazioni di interesse pubblico contro il Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste, perché continua a rifiutare di comunicare integralmente i piani di assestamento forestale delle foreste del parco Bucegi, nonostante numerose sentenze e la procedura d’infrazione avviata su questo aspetto dalla Commissione europea.
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Il Ministero rifiuta di comunicare la parte del piano di assestamento forestale relativa alla descrizione della foresta e dei trattamenti approvati, alla loro ubicazione e alle relative mappe, rendendo impossibile comprendere come il piano inciderebbe sulla foresta e sulle specie e sugli habitat interessati. Analogamente, anche i distretti forestali privati rifiutano la comunicazione, sebbene siano state vinte cause anche contro di loro, da ultimo contro il distretto forestale Codrii verzi.

Che cosa facciamo ora?
- Abbiamo avviato una serie di contenziosi per l’annullamento di decisioni di verifica preliminare relative a piani di gestione, come quello del parco nazionale Retezat, e a piani di assestamento forestale, come quello del distretto forestale Văliug, adottati illegalmente, che mettono in pericolo l’integrità di foreste e siti Natura 2000.
- Abbiamo avviato una petizione al Parlamento europeo per la protezione della specie dell’orso bruno, minacciata dalla legislazione romena che viola la Direttiva Habitat, e stiamo preparando un’azione giudiziaria a livello nazionale a questo scopo.
- Uno dei casi più gravi riguarda la costruzione illecita di uno skilift e di una pista da sci nel parco naturale Bucegi da parte del sindaco di Sinaia, nella zona di gestione sostenibile del parco, dove sono vietate tutte le costruzioni non connesse alla gestione delle aree protette. In tale occasione, è stato distrutto uno splendido habitat di rododendri, specie protetta a livello europeo e di rara bellezza.
- In futuro proseguiremo i contenziosi avviati e ci concentreremo sulle modalità di elaborazione dei piani di assestamento forestale nelle aree protette. Continueremo a impegnarci per ottenere l’accesso ai piani di assestamento forestale e per valutare i piani di gestione e il loro rispetto delle norme IUCN e della Direttiva Habitat.
- In diversi casi di azioni illecite che hanno degradato foreste, specie e habitat, abbiamo presentato denunce penali che non sono state definite dalle procure adite, come per la situazione del parco nazionale Bucegi, quella del piano di assestamento forestale falsificato di OS Boisoara Enterprise SRL nei monti Făgăraș e la messa in funzione illegale della piccola centrale idroelettrica sul fiume Taia, nel distretto di Hunedoara, per la quale esiste anche una procedura d’infrazione contro la Romania.
- Per il caso Taia abbiamo impugnato in tribunale l’autorizzazione ambientale emessa illegittimamente senza valutazione ambientale e violando l’autorità di una precedente sentenza, e il tribunale, composto da un magistrato già impiegato nei servizi di intelligence del Ministero degli Affari esteri, ha respinto la nostra azione e ci ha imposto una somma enorme per le spese processuali della controparte, circa 40.000 euro. Abbiamo presentato ricorso contro questa decisione.
- Un procedimento avviato tre anni fa sulla falsificazione della documentazione alla base di una decisione di verifica preliminare per l’approvazione di un piano di assestamento forestale di OS Boisoara Forest Enterprise è stato archiviato una seconda volta senza indagini reali sui reati denunciati, per i quali è stata presentata una nuova denuncia al tribunale.
- Abbiamo presentato una denuncia contro la DNA, che rifiuta di riconoscere la nostra qualità di parte lesa nelle denunce penali da noi avviate per proteggere la specie dell’orso bruno.
Fai anche tu una donazione mensile o una tantum per le cause. Non possiamo combattere questa battaglia da soli. Diamo una possibilità concreta alle foreste che ci restano.













