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Partecipanti davanti a un edificio governativo con lo striscione «Non rinunciamo! È in gioco la nostra vita!»
Comunicati stampa

Protesta per salvare lo Stato di diritto in Romania

Protesta per salvare lo Stato di diritto in Romania

Bucarest, 5 marzo 2023 – Le organizzazioni Agent Green, Bankwatch, Corupția Ucide, Dăruiește Viață, Declic, Eco-Civica, Greenpeace e Inițiativa România hanno protestato sabato 4 marzo in piazza Victoriei a Bucarest contro il pacchetto legislativo che minaccia di smantellare i principi dello Stato di diritto in generale e si muove verso l’abolizione della legislazione di protezione ambientale, violando sia i trattati europei sia la Costituzione romena. Le organizzazioni hanno avuto il sostegno di personalità pubbliche presenti alla protesta, come l’attore Tudor Chirilă.

VIDEO della protesta liberamente scaricabile e distribuibile: https://vimeo.com/agentgreen/protest4martie2023

Tudor Chirilă, attore partecipante alla protesta: «Sembra che abbiate paura delle proteste, dal momento che volete criminalizzarle con il carcere, cambiando la legislazione in modo che per qualsiasi protesta spontanea le persone finiscano in prigione. Protesto quando il mio voto non è più valido, non è più confermato da chi ho mandato là, cosa che succede da tempo. Nel momento in cui mi togliete anche quest’ultima arma, significa che ci stiamo dirigendo piuttosto verso la Russia di Putin. Chi resta a guardare dovrebbe riflettere bene: potrebbe aver bisogno di protestare per cose diverse da quelle per cui protestiamo noi e potrebbe non poterlo più fare.»

Mihaela Brebinaru Gheorghe, organizzatrice di Declic: «Siamo venuti oggi a protestare per il nostro diritto di continuare a protestare. I due plagiatori della Romania hanno presentato una legge secondo cui i manifestanti pacifici dovrebbero pagare con pene fino a 7 anni di carcere.»

Ioana Ciută, presidente di Bankwatch: «Ci sono tre modifiche di legge che limitano parallelamente i diritti alla libera espressione, all’associazione e alla giustizia. Questo pacchetto di leggi deve essere ritirato se vogliamo ancora vivere in democrazia in Romania.»

Gabriel Păun, presidente di Agent Green: «Pochi piccoli uomini temporaneamente al potere calpestano il sacrificio di molte generazioni di grandi uomini. I politicanti non possono portare a termine il pacchetto legislativo, perché le istituzioni europee che abbiamo già interpellato taglieranno tutti i fondi alla Romania. Anche se hanno anestetizzato la stragrande maggioranza della società con stupidità e terrore, non possono chiudere le menti e le voci di chi oggi prende posizione. E domani saremo più numerosi e più forti.»

Oana Gheorghiu, fondatrice dell’Associazione Dăruiește Viață: «Da anni le ONG sono una spina nel fianco dei politici, soprattutto di chi persegue i propri interessi personali o di gruppo, non vuole trasparenza e non vuole che la gente sappia degli abusi, delle illegalità e delle frodi che avvengono in ambito governativo o in diverse istituzioni pubbliche. Quei politici per cui i bambini malati o affamati contano poco, o comunque meno della loro tranquillità, turbata, ecco, dalle “pericolose” ONG. Le modifiche legislative in procinto di essere approvate mirano a intimidire le ONG e chi le dirige, a limitare il loro diritto di avviare azioni giudiziarie e di protestare: in altre parole, sono pensate per farle rinunciare.»

Diana Voicu, presidente di Inițiativa România: «Assistiamo a una batteria di misure legislative concertate che il governo PSD-PNL cerca di mettere in atto per ridurre al silenzio la società civile, cioè chi è ed è stato una spina nel suo fianco, protestando e contestando le illegalità in tutti gli aspetti del governo. Ci opponiamo categoricamente a queste manovre illiberali. Viviamo pur sempre nell’Europa democratica, non in Russia!»

Angi Șerban, vicepresidente di Corupția Ucide: «Siamo arrivati a un paradosso: scendiamo a protestare per poterlo fare ancora in un futuro non troppo lontano, in un sistema democratico. L’attuale configurazione governativa, che non è proprio una novità, sembra prepararci qualcosa, visto che mitraglia da tutte le direzioni la società civile e i diritti costituzionali. Crediamo che ora più che mai ci sia bisogno di unità e presenza sia in strada sia nello spazio civico, perché ci attende un anno elettorale 2024 piuttosto difficile, con tutti e quattro i tipi di elezioni. L’intuito ci dice che i decisori politici hanno grandi piani per la prossima legislatura e che questi piani non sono a favore della società civile!»

Dan Trifu, vicepresidente della Fondazione Eco-Civica: «Ecco la logica dei liberali: arrestate la libera manifestazione dei cittadini e delle ONG!»

Le modifiche proposte recentemente in Parlamento limitano drasticamente il ruolo della società civile, precisamente:

– l’accesso alla giustizia, imponendo condizioni che impediscono di presentare azioni giudiziarie (cauzione fino a 50.000 lei in funzione del valore dei lavori oggetto dell’azione e responsabilità patrimoniale dei membri del consiglio direttivo. Le disposizioni si applicano retroattivamente anche ai contenziosi in corso)[1]. Inoltre si limita l’accesso imponendo termini di decadenza e prescrizione che decorrono indipendentemente dal fatto che le persone danneggiate vengano a conoscenza del contenuto illecito delle autorizzazioni edilizie[2]

– l’accesso ai finanziamenti, limitando la possibilità prevista dalla legge per cittadini e imprese di destinare quote d’imposta alle ONG, che rappresentano una fonte importante di finanziamento. Queste dovranno essere approvate dall’ANAF secondo criteri poco chiari. Allo stesso tempo, le donazioni delle imprese alle grandi organizzazioni istituite per legge sono deducibili, lasciando senza finanziamenti le piccole ONG autentiche, per le quali questi contributi non sono deducibili[3].

– la libertà di riunione e di espressione, introducendo nel Codice penale pene detentive da 2 a 5 anni per oltraggio (insulto e diffamazione contro rappresentanti dello Stato) e da 2 a 7 anni per oltraggio e turbamento dell’ordine pubblico quando commessi da due o più persone insieme, per esempio nel contesto di riunioni pubbliche[4].

Queste limitazioni impediranno alle ONG di reagire agli effetti di altre modifiche legislative che eliminano le procedure di valutazione ambientale (sui corpi idrici, per piani e progetti e la valutazione di incidenza) per progetti con gravi effetti sull’ambiente in aree naturali protette (centrali idroelettriche, eliminazione dell’obbligo di un parere di gestione delle acque prima dell’inizio dei lavori), oppure limitano i tempi delle procedure di rilascio degli accordi/pareri ambientali, violando il diritto europeo e la Convenzione di Aarhus[5].

Le organizzazioni manifestanti chiedono al Governo e al Parlamento romeni di ritirare l’intero pacchetto legislativo, sia quello già adottato sia quello in corso di adozione.

Partecipanti davanti a un edificio governativo con lo striscione «Non rinunciamo! È in gioco la nostra vita!»

Contatti stampa:

Cătălina Rădulescu, avvocata di Agent Green, catalina@agentgreen.org, 0745138165

Diana Voicu, presidente di Inițiativa România, 0722572797

Ioana Ciută, Bankwatch, ioana.ciuta@bankwatch.org, 0724020281

Angi Șerban, Corupția Ucide, 0767311546

Note

[1] L857/2022 per modificare e integrare l’ordinanza del Governo n.26/2000 sulle associazioni e fondazioni – https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

[2] L 679/2022 per modificare e integrare la legge n.50/1991 sull’autorizzazione dei lavori edilizi, la legge n.350/2001 sulla pianificazione territoriale e urbanistica e la legge sul contenzioso amministrativo n.554/2004 https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

[3] Ordinanza 1679/2022 dell’ANAF – https://legislatie.just.ro/Public/DetaliiDocument/259486

[4] B48/2023 Proposta legislativa per modificare e integrare la legge n.286/2009 sul Codice penale https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

[5] L742/2022 – Proposta legislativa per modificare e integrare l’art.(56 indice 1) dell’ordinanza d’urgenza del Governo n.57/2007 sul regime delle aree naturali protette e la conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche – https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

L743/2022 – Proposta legislativa per modificare e integrare l’art.(56 indice 1) dell’ordinanza d’urgenza del Governo n.57/2007 sul regime delle aree naturali protette e la conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche, https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

Ordinanza d’urgenza 175/2022 per stabilire misure relative a progetti d’investimento per opere idroelettriche in costruzione e altri progetti di rilevante interesse pubblico che utilizzano energia rinnovabile, nonché per modificare e integrare alcuni atti normativi https://legislatie.just.ro/Public/DetaliiDocument/262509

L51/2023 Proposta legislativa per modificare e integrare la legge sulle acque n.107/1996 https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente – eliminazione dei pareri di gestione delle acque

L39/2023 Proposta legislativa per modificare la legge sulle acque n.107/1996, e successive modifiche e integrazioni https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente

L 351/2022 Proposta legislativa per integrare l’articolo 33 della legge sulle acque n.107/1996 https://senat.ro/legis/lista.aspx#ListaDocumente, secondo cui il diritto di sfruttamento delle cave di aggregati sarà concesso direttamente dall’ANRM mediante permessi di estrazione, escludendo l’ANAR dalla procedura ed eliminando l’obbligo di possedere una licenza di sfruttamento

Ordinanza d’urgenza 140/2022 sulla licenza industriale unica – ORDINANZA D’URGENZA 140 19/10/2022 – Portale legislativo (just.ro) prevede termini per il rilascio degli atti di regolamentazione ambientale che non consentono procedure coerenti di valutazione dell’impatto ambientale. Si applica a tutti i settori, compresi quelli previsti dagli allegati 1 e 2 della direttiva VIA, recepita con la legge 292/2018.

ORDINANZA n.3.309/2022 per modificare la procedura di applicazione del visto annuale delle autorizzazioni ambientali e delle autorizzazioni ambientali integrate, approvata dall’ordinanza del ministro dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste n.1.150/2020 ORDINANZA 3309 28/12/2022 – Portale legislativo (just.ro). La procedura, già inaccessibile al pubblico, diventa una semplice formalità svolta da un ufficio

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