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Fiume che attraversa una valle boscosa, con il logo di Agent Green.
Comunicati stampa

Un gruppo di parlamentari accusa le organizzazioni ambientaliste dell’aumento del prezzo dell’energia

Comunicato stampa di Agent Green, Bankwatch, Eco Civica

Bucarest, 29 novembre 2021 – Nel pomeriggio di venerdì 26 novembre, ad Agent Green, all’Associazione Bankwatch Romania e alla Fondazione Eco-Civica è stato intimato, sotto la minaccia di un possibile procedimento penale per «ostacolo all’accertamento della verità», di presentarsi il 2 dicembre davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta incaricata di accertare le cause dell’aumento sostanziale dei prezzi del gas naturale e dell’elettricità. Le ONG definiscono l’atteggiamento del Parlamento una grave deviazione dai principi democratici e allertano la Corte di giustizia dell’Unione europea.

«L’azione del Parlamento è profondamente antieuropea e illustra l’incompetenza e la disperazione di chi ha ignorato la legislazione ambientale. Invece di essere loro stessi indagati dalla DNA, hanno fatto ricorso a questo strumento straordinario di cui dispone il Parlamento: la commissione d’inchiesta. Credo che questo modo di agire alla Putin si ritorcerà contro di loro come un boomerang. Come primo passo, segnalerò direttamente alla Corte di giustizia dell’Unione europea questa azione ignobile», ha dichiarato Gabriel Păun, presidente di Agent Green.

Le organizzazioni sono note per i loro sforzi di proteggere la natura, anche in sede giudiziaria, da progetti con un forte impatto ambientale negativo. Spesso questi arrivano alla fase di costruzione con l’ampio sostegno delle autorità statali, proprio quelle che dovrebbero vigilare sul pieno rispetto delle leggi nazionali ed europee e garantire a tutti i cittadini il diritto costituzionale a un ambiente pulito.

I progetti più noti di questo tipo, la cui mancata realizzazione i parlamentari della commissione d’inchiesta lasciano intendere sarebbe la causa dell’aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas, riguardano l’ampliamento di diverse miniere di lignite nel Gorj e la costruzione di centrali idroelettriche nel Parco nazionale Defileul Jiului. Tutti sono privi di valutazione d’impatto ambientale e presentano gravi violazioni delle norme di autorizzazione, con decisioni definitive dei tribunali romeni a loro sfavore. A questi si aggiungono disboscamenti illegali in 14 aree protette del sud-ovest del paese per un progetto di linee ad alta tensione di Transelectrica, oltre all’opposizione delle ONG all’energia nucleare e all’intenzione del governo romeno di dirottare fondi del PNRR verso il gas fossile a scapito delle energie rinnovabili.

Sebbene il testo trasmesso alle ONG non menzioni progetti specifici, non può passare inosservata l’ironia che uno dei membri della commissione d’inchiesta sia proprio un ex presidente dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, poi ministro dell’Energia, Toma-Florin Petcu. Durante i suoi mandati, alcuni di questi progetti hanno ricevuto il via libera per essere poi fermati dai tribunali.

«Il progetto idroelettrico sul Jiu è stato fermato all’ultimo momento dalla decisione definitiva della Corte d’appello di Bucarest nel procedimento 10058/2017, che ha annullato i permessi di costruire rilasciati dai consigli provinciali di Hunedoara e Gorj. I promotori del progetto hanno contestato la decisione definitiva con due mezzi d’impugnazione straordinari e, in seguito, si è tentato di frazionare il progetto per autorizzarne componenti essenziali. I tribunali hanno dato ogni volta ragione alle ONG. Nel 2016, l’ex presidente dell’ANPM si è rifiutato di constatare l’illegalità del progetto e ha respinto le richieste delle ONG. Oggi indaga sulla società civile che si è permessa di fermare un progetto illegale. Solo il regime comunista osava modificare la legge secondo i propri interessi, cosa che, passo dopo passo, sta accadendo di nuovo in Romania», ha dichiarato Ioana Ciută, presidente di Bankwatch Romania.

Fiume che attraversa una valle boscosa.
Il fiume Jiu, salvato davanti alla Corte d’appello nel dicembre 2020 da BankWatch e Agent Green

«Hidroelectrica, sfidando la legislazione nazionale, il diritto europeo, le convenzioni internazionali firmate dalla Romania (Convenzione di Ramsar, Convenzione dei Carpazi, Convenzione di Berna, Convenzione sulla diversità biologica, ecc.), nonché i cambiamenti dei fattori ambientali, tenta di realizzare progetti sviluppati prima del 1989. Sono concepiti anche per le portate degli anni ‘70, molto maggiori di quelle attuali dopo decenni di deforestazione, e prevedono un deflusso minimo vitale pari a zero, cosa oggi assolutamente illegale. Persino Apele Române riconosce la forte riduzione delle portate dei fiumi nel bacino del Jiu negli ultimi anni», dichiara Dan Trifu, vicepresidente di Eco-Civica.

Le ONG interessate ritengono che il principale obiettivo della commissione parlamentare sia distogliere l’attenzione dalle vere cause dei rincari energetici, con cui si confronta del resto tutta l’Europa, e trovare nelle ONG ambientaliste un capro espiatorio.

«Sottolineiamo che non siamo le ONG legate al denaro pubblico, come quelle che le mafie dell’ambiente sono già riuscite a mettere in riga. Rappresentiamo la società civile reale e non possiamo essere intimiditi. I politici devono ascoltare noi, e non il contrario», ritiene Gabriel Păun.

«Il fatto che parlamentari romeni si battano con veemenza per violare la legislazione comunitaria e non rispettare le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea costituisce un precedente estremamente pericoloso e suggerisce la comparsa in Romania di una corrente trasversale illiberale e antieuropea di tipo polacco/ungherese», conclude Ioana Ciută.

Contatti stampa:

Cătălina RĂDULESCU, avvocata di Agent Green e Bankwatch, 0745138165, catalina.radulescu@gmail.com

Ioana CIUTĂ, presidente di Bankwatch Romania, ioana.ciuta@bankwatch.org; 0724202821

Dan TRIFU, vicepresidente di Eco-Civica, fundatia.ecocivica@gmail.com; 0722227780

Note per i giornalisti:

Posizioni e proposte per una transizione energetica sostenibile delle organizzazioni firmatarie:

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