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Tre persone con documenti davanti a un pannello del Parlamento romeno.
Comunicati stampa

Lo Stato di diritto sotto assedio

Abbiamo recentemente celebrato un bel numero di anni dalla Grande Unione, 104 anni, e 33 anni dalla caduta del comunismo. Anni difficili, metà dei quali sotto la guerra e la dittatura. Lo Stato di diritto ha conosciuto uno sviluppo fragile nel periodo tra le due guerre e negli ultimi trent’anni. Oggi la festa nazionale è triste. La democrazia in Romania subisce il più grande attacco dal 1945. Una serie di leggi e misure governative intacca la nostra evoluzione e la nostra speranza di unità e giustizia.

Dalle celebri frasi di comunisti e legionari, adottate e promosse oggi da alcuni partiti, fino ai progetti di legge antidemocratici volti a mettere a tacere la società civile.

Vediamo così che siamo ancora minacciati dagli «agenti stranieri» di Ceaușescu del 1989, quando la società civile viene accusata di essere pagata «dall’estero» da persone oscure. Sia Ceaușescu sia i rappresentanti politici odierni che formulano tali accuse manifestano una propaganda di matrice nazionalista-sovietica, volta a screditare la difesa delle persone contro gli abusi della classe politica.

La costruzione di campagne mediatiche nella stampa comprata, contenenti simili attacchi contro la società civile, si è concretizzata in specifici progetti di legge che vietano di fatto ai cittadini di difendersi in tribunale, quindi di difendere i propri diritti fondamentali e il patrimonio naturale.

La legislazione precisata di seguito eliminerà praticamente qualsiasi integrazione delle norme ambientali nelle politiche settoriali, violando il principio di precauzione nelle decisioni e quello dello sviluppo sostenibile. Sono principi fondamentali dell’Unione europea istituiti dai suoi Trattati, che prevalgono sul diritto nazionale ai sensi dell’articolo 148 della Costituzione. Ma la cosa più grave è che il patrimonio naturale e il benessere delle persone ne soffriranno e non potranno più essere difesi in tribunale.

In particolare:

  • La più recente proposta legislativa volta a riportare la Romania sulla strada della dittatura è BL 758/2022, la proposta legislativa di modifica e integrazione dell’Ordinanza del Governo n. 26/2000 sulle associazioni e fondazioni, firmata da numerosi rappresentanti del PNL, che praticamente vieta l’accesso delle ONG ai tribunali. Viola i trattati e le convenzioni internazionali di cui la Romania è parte e il diritto di accesso alla giustizia previsto dalla Costituzione romena e dalla Convenzione di Aarhus. Le disposizioni più nocive riguardano il deposito di una cauzione pari all’1% del valore contestato, ma non superiore a 50.000 lei, e l’introduzione della responsabilità patrimoniale dei membri del consiglio direttivo. Si applicano retroattivamente anche ai contenziosi in corso. Il progetto attende il dibattito nelle commissioni parlamentari.

  • Pl-x n. 317/2022, registrato al Senato come L679/2022, per modificare e integrare la Legge n. 50/1991 sull’autorizzazione dei lavori di costruzione, la Legge n. 350/2001 sulla pianificazione territoriale e urbanistica e la Legge sul contenzioso amministrativo n. 554/2004, stabilisce un obbligo impossibile per la società civile di agire in giudizio quando vengono emessi atti illegali. Si prevedono termini di decadenza e prescrizione che decorrono indipendentemente dal fatto che le persone lese conoscano il contenuto illecito delle autorizzazioni edilizie. Si presume che la semplice pubblicazione del numero di un’autorizzazione sul sito di un municipio (e abbiamo oltre 3000 municipi, oltre ai consigli di contea competenti a rilasciare tali autorizzazioni) provi la conoscenza dei motivi di illegittimità. Evidentemente, l’obbligo imposto alla società civile è impossibile e tale da eliminare l’accesso alla giustizia, consentendo un’obbligazione impossibile, nulla secondo i principi generali del diritto (Impossibilium nulla obligatio est).

  • Il Decreto n. 1679/2022 che approva la procedura di destinazione dell’imposta sugli utili, secondo cui l’ANAF verifica se le organizzazioni non governative rispettino la legislazione e decide se possano ricevere le sponsorizzazioni offerte dalle imprese destinando una percentuale dell’imposta sugli utili.

Inoltre, dall’anno scorso sono diventate deducibili le somme destinate al Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia – UNICEF e ad altre organizzazioni internazionali che operano secondo accordi speciali di cui la Romania è parte. Evidentemente, il maggiore controllo statale sul finanziamento delle ONG e la decisione dello Stato sulle cause che ricevono gli importi destinati priveranno di fondi le ONG ambientali che contestano proprio progetti statali dannosi. Allo stesso tempo, le piccole ONG dei servizi sociali non beneficeranno più di finanziamenti, perché le imprese preferiranno dedurre le somme e si rivolgeranno soltanto alle ONG per le quali è offerto questo meccanismo. Queste disposizioni sono discriminatorie e tali da violare i principi dello Stato di diritto e l’indipendenza delle ONG.

Distruzione delle acque superficiali

  • Il Governo ha emesso un progetto di ordinanza d’urgenza per stabilire misure relative agli obiettivi d’investimento per impianti idroelettrici in costruzione e altri progetti di rilevante interesse pubblico che utilizzano energie rinnovabili. Il progetto non è ancora stato discusso dal Governo ed è già firmato dal Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste. Altri due progetti di legge sono stati presentati in Parlamento e sono in discussione nelle commissioni: B711/07.11.2022, con pareri negativi del Consiglio legislativo e del CES, e 712/07.11.2022.

Questi progetti distruggeranno la rete Natura 2000 della Romania, danneggiando irreparabilmente 24 siti Natura 2000, fiumi, foreste e habitat protetti prioritari, senza valutazioni ambientali, sulla base di una decisione politica a beneficio di un’impresa statale, per produrre una quantità di energia inesistente: non è stato realizzato uno studio attuale sulla portata odierna dei fiumi e sul fabbisogno d’acqua che deve rimanere inutilizzata per la sopravvivenza delle specie. Con gli indicatori degli anni 80, questi fiumi scomparirebbero del tutto, vista la drastica riduzione delle portate negli ultimi 30 anni.

  • Nel contempo, il Ministero dell’Ambiente ha proposto un’ordinanza d’urgenza che elimina gli obblighi di valutazione dell’impatto delle opere idrauliche sui corpi idrici (compresi ponti e centrali idroelettriche), rendendo non più obbligatorio il parere di gestione delle acque prima dell’inizio dei lavori, un atto finora previsto come reato. Questa modifica arriva dopo l’individuazione di varie opere idrauliche realizzate senza tale parere (oltre 700 ponti), con segnalazioni anche alla Commissione europea. Nello stesso senso, BP910/2022 è in discussione al Senato come seconda camera investita.

  • PL 489/2022 – per integrare l’articolo 33 della Legge sulle acque n. 107/1996, approvata dal Senato e trasmessa alla Camera dei deputati – con cui il diritto di sfruttamento delle cave di ghiaia sarà concesso direttamente dall’ANRM mediante permessi di sfruttamento, escludendo l’ANAR dalla procedura e l’obbligo di detenere una licenza di sfruttamento. Questa modifica arriva dopo l’individuazione di varie attività estrattive prive di licenza.

  • L’Ordinanza d’urgenza 140/2022 sulla licenza industriale unica, che prevede termini per il rilascio degli atti di regolamentazione ambientale che non consentono procedure coerenti di valutazione dell’impatto ambientale, applicabile a tutti i settori, compresi quelli degli allegati 1 e 2 della direttiva VIA, recepita con la Legge 292/2018.

  • Semplificazione delle procedure di visto annuale dell’autorizzazione ambientale e dell’autorizzazione ambientale integrata. Tali procedure, già svolte senza trasparenza né consultazione pubblica, in violazione della Convenzione di Aarhus, saranno semplificate fino a diventare mere formalità, senza considerare i problemi ambientali segnalati. Del resto, con la nuova legislazione proposta per le ONG, non ci sarà più nessuno a segnalarli.

  • Proposta di modifica della Legge 350/2001 e di integrazione della Legge 50/1991 sull’autorizzazione dei lavori di costruzione, che mira a concedere il diritto di costruire in assenza di documentazione di pianificazione territoriale e urbanistica per lavori di costruzione di capacità di produzione e stoccaggio di elettricità e idrogeno da fonti rinnovabili, all’interno e all’esterno delle aree edificate degli abitati, comprese stazioni di trasformazione, cavi e impianti per il loro collegamento alla rete elettrica di interesse pubblico.

Legislazione sulla caccia alle specie protette

  • L’Ordinanza d’urgenza del Governo n. 81/2021 sui metodi d’intervento immediato per prevenire e contrastare gli attacchi di orsi bruni alle persone e ai loro beni nelle aree edificate degli abitati, nonché per modificare e integrare alcuni atti normativi, e la sua legge di approvazione. Consente la caccia agli orsi anche fuori dalle aree edificate, senza intervento né supervisione delle autorità ambientali, con la motivazione che si tratterebbe di orsi aggressivi. Una simile misura arriva nonostante il Governo romeno non abbia fatto nulla per attuare il Piano di conservazione della specie di orso in Romania, adottato con il Decreto 625/2018, che prevedeva anche misure coerenti per gestire gli orsi aggressivi.

  • Caccia a un gran numero di specie protette: modifiche della legge sulla caccia n. 407/2006 senza rispettare le direttive Habitat e Uccelli e adozione di numerose deroghe per determinate specie: galli cedroni, Decreto 2482/2022; varie specie di uccelli, Decreto 165/2022, Decreto 2359/2022; legalizzazione delle trappole, Decreto 2802/2022. Inoltre, il Decreto 1571/2022, che approva le quote di prelievo per alcune specie di fauna d’interesse venatorio la cui caccia è consentita, per il periodo giugno 2022–14 maggio 2023, i cui allegati non sono pubblici.

  • Non da ultimo, le leggi sulla giustizia non creano le condizioni per una giustizia indipendente, mentre il numero di magistrati e di personale ausiliario continua a diminuire e la mancanza di specializzazioni e il carico molto elevato generano problemi di corretta amministrazione e gestione delle cause pendenti.

Alla luce della preoccupazione espressa dalle ONG nazionali e internazionali firmatarie della lettera, chiediamo al Parlamento romeno, al Governo romeno e al presidente Klaus Iohannis di rispettare gli impegni assunti verso il popolo romeno e l’Unione europea.

Questa lettera rimane aperta alla firma delle persone interessate da oggi, data del lancio, 13 dicembre 2022, fino al rigetto o alla modifica di tutti questi progetti di legge dannosi che distruggono lo Stato di diritto in Romania.

Contatto stampa:

Cătălina Rădulescu, 0745138165, office@agentgreen.org

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