LETTERA CONGIUNTA SUL PROGETTO DI ATTO DELLA TASSONOMIA SOSTENIBILE DELL’UE
17 dicembre 2020
Gentile Presidente von der Leyen, gentile Vicepresidente Timmermans, gentile Commissaria McGuinness,
Osservazioni delle organizzazioni non governative sul progetto di atto della tassonomia sostenibile dell’UE
In risposta al progetto di atto della tassonomia sostenibile dell’UE, noi organizzazioni firmatarie desideriamo sollevare i seguenti problemi critici:
Biomassa forestale
Data l’urgenza della crisi climatica, la tassonomia dell’UE deve essere molto più ambiziosa di quanto attualmente consentito dalla legislazione europea. In particolare, trattare la biomassa forestale come un combustibile a «0 carbonio» per la produzione di energia compromette pericolosamente gli sforzi di riduzione delle emissioni, perché la ricrescita delle foreste per ricatturare le emissioni richiede decenni o persino secoli, tempo che non abbiamo in questa corsa per evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico.

Una lettera al Parlamento europeo, firmata da quasi 800 scienziati, avvertiva che il sostegno alla combustione di biomassa forestale può avere un impatto drammatico sul clima. Il Consiglio consultivo scientifico delle accademie europee ha affrontato più volte il problema critico della combustione di biomassa forestale, chiedendo recentemente «una revisione del ruolo della biomassa nel raggiungimento degli obiettivi per le energie rinnovabili» e una riforma radicale del trattamento del carbonio forestale come «rinnovabile». Persino membri della Commissione europea hanno ammesso nel 2016 che la biomassa forestale non è neutra in termini di carbonio nella valutazione d’impatto sulla sostenibilità della bioenergia. La Strategia dell’Unione europea sulla biodiversità — un’iniziativa essenziale volta a contribuire a invertire le tendenze dannose per la salute della biodiversità dell’UE — ha sollevato il problema dell’impatto della combustione di biomassa forestale sulla biodiversità. Il rapporto «Paper Tiger» del PFPI (Partnership for Policy Integrity) dimostra i chiari fallimenti dei «criteri di sostenibilità» della RED (direttiva sulle energie rinnovabili) per la biomassa forestale, cui il progetto DA fa implicitamente riferimento, nel proteggere adeguatamente clima e biodiversità. Recentemente, oltre 100 organizzazioni della società civile hanno chiesto che la biomassa forestale non sia più considerata ammissibile come fonte di energia rinnovabile nell’ambito della RED e che cessino i sussidi e gli incentivi derivanti da tale ammissibilità.
Il progetto di atto, che propone di considerare «sostenibile» la maggior parte della biomassa proveniente direttamente dalle foreste, è palesemente incompatibile con questi avvertimenti e dichiarazioni degli scienziati, della società civile e di membri della Commissione europea.
Gli effetti drammatici sul clima della combustione di biomassa forestale sono chiari. Proponendo criteri aggiuntivi di ammissibilità, il Gruppo di esperti tecnici ha riconosciuto nel suo rapporto che non offrono garanzie sufficienti. Di conseguenza, la biomassa forestale non contribuisce sostanzialmente alla mitigazione del cambiamento climatico e aggrava senza dubbio il degrado della biodiversità, e pertanto non dovrebbe essere classificata come «sostenibile» ed eliminata dalla Tassonomia.
Energia idroelettrica
Il Gruppo di esperti tecnici (TEG) ha riconosciuto la scarsa redditività delle piccole centrali idroelettriche, che causano distruzioni molto maggiori rispetto alla quantità minima di energia prodotta, raccomandando quindi di evitare la costruzione di piccole centrali idroelettriche (<10MW). Ciò è coerente con il criterio del TEG «Non arrecare un danno significativo» (DNSH), secondo cui le attività «devono evitare di causare danni significativi… al fine di proteggere gli ecosistemi sani». I danni ambientali causati dalle piccole centrali idroelettriche, soprattutto quelle costruite in cascata, possono essere simili o persino superiori ai ben noti effetti negativi delle grandi centrali. Nell’UE il 60 % dei fiumi non presenta un buono stato ecologico, pesci e molluschi rappresentano i due gruppi tassonomici più minacciati, le popolazioni di pesci migratori sono diminuite del 93 % tra il 1970 e il 2016 e, nel bacino del Mediterraneo, compresi paesi come Portogallo e Turchia, 161 delle 251 specie ittiche minacciate della regione subiranno effetti negativi anche solo a causa delle piccole centrali idroelettriche previste.
Al contempo, 150 ONG hanno recentemente chiesto la fine della costruzione di centrali idroelettriche in Europa. Il sostegno all’energia idroelettrica nel progetto di atto è chiaramente incompatibile con le richieste della società civile e di membri della comunità scientifica di porre fine ai danni che l’idroelettrico ha causato e continua a causare ai sistemi d’acqua dolce. I criteri DNSH sono chiaramente violati. Considerato il beneficio pressoché inesistente che le nuove centrali idroelettriche possono apportare all’ecologizzazione dell’economia, neppure l’energia idroelettrica dovrebbe essere inclusa nella tassonomia.
Diminuzione dell’intensità di gas a effetto serra
Tra i criteri di vaglio proposti dal Gruppo di esperti tecnici della Commissione europea figurava il concetto di diminuzione nel tempo dell’intensità di gas a effetto serra della produzione energetica. Questo concetto fondamentale, volto a contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro la metà del secolo, è stato purtroppo eliminato dal progetto di atto. Recentemente è stata pubblicata sui media una lettera firmata da 123 scienziati, che affermava l’esistenza di uno «scollamento» tra gli obiettivi climatici dell’UE e la sua Tassonomia.
Questa incoerenza deve essere corretta e il concetto di diminuzione dell’intensità ripristinato affinché il meccanismo di finanziamento sostenibile sia allineato agli altri obiettivi e strategie dell’UE sul cambiamento climatico, compresi il Green Deal europeo (European Green Deal), l’impegno dell’UE nell’ambito dell’Accordo di Parigi e la normativa europea sul clima.
Alla luce di quanto sopra, la tassonomia dell’UE deve avere una solida base scientifica. Per conseguirla occorre affrontare questi problemi critici.
Cordiali saluti,
Gabriel Paun Presidente
Agent Green, Romania

Gabriel Schwaderer
direttore esecutivo
EuroNatur Foundation, Germania
Ulrich Eichelmann
direttore generale
Riverwatch, Austria
Juraj Lukáč
presidente
Lesoochranárske Zoskupenie VLK, Slovacchia
Mary Booth
direttore,
PFPI, Internazionale
Zoltan Kun
segretario del consiglio
Friends of Fertö Lake, Ungheria
Maarten Vischers
membro del consiglio e segretario Leefmilieu, Paesi Bassi
Martin Luiga
coordinatore della cooperazione internazionale Estonia Forest Aid, Estonia
Csaba Mezei
segretario generale
CEEWeb for Biodiversity, Ungheria
Christoph Promberger
direttore esecutivo
Foundation Conservation Carpathia, Romania
Raul Cazan Presidente 2Celsius, Romania
Dimiter Koumanov
membro del consiglio Balkanka Association, Bulgaria
Nicolae Mercurean Presidente
Transmont Fagaras, Romania
Ibrahim Turak
Pusti me da tečem Bosnia ed Erzegovina
Tibor Mikuska
direttore generale, Croatian Society for Birds and Nature Protection, Croazia
Rok Rozman
direttore generale, Leeway Collective and Balkan River Defence movement, Slovenia
Jarosław Krogulec
responsabile della conservazione OTOP/BirdLife Poland, Polonia
Jana Ballenthien
responsabile delle campagne per le foreste ROBIN WOOD, Germania
Marieka Vogt
presidente
Free Rivers Fund, Austria
Natasa Kovacevic
direttore esecutivo
NGO Green Home, Montenegro
Johan Vollenbroek
direttore, Mobilisation for the Environment, Paesi Bassi
Codruta Nedelcu presidente
ARIN, Romania
Dan Trifu
vicepresidente EcoCivica, Romania
Doru Mitrana
presidente
Mai Mult Verde, Romania
Vera Knook
fondatore
River Collective, Austria
Robert Oroz
Gotuša
Bosnia ed Erzegovina
Elena Rastei
direttore
Zero Waste, Romania
Radosław Ślusarczyk
presidente, Stowarzyszenie Pracownia na rzecz Wszystkich Istot, Polonia
Daniela Mitrofan Presidente
Organizația Reset, Romania
Andreea Leonte
Presidente
Asociația MăEduc, Romania
Mihai Diac
fondatore, Grupul de inițiativă Codrii Iașilor, Romania
Elvys Sandu Prisecaru Presidente
Asociația Mai Bine, Romania
Oana Neneciu
direttore esecutivo, Centrul pentru Politici Durabile Ecopolis, Romania
Florin Stoica
Presidente
Asociația Kogayon, Romania
Fenna Swart
responsabile della campagna
Comite Schone Lucht, Paesi Bassi
Siim Kuresoo
membro del comitato esecutivo
Eestimaa Looduse Fond (Estonian Fund for Nature), Estonia
LA VISIONE DI AGENT GREEN PER LE FORESTE DELLA ROMANIA
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