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Impianto industriale con due alte ciminiere sotto un cielo nuvoloso, con il logo di Agent Green.
Comunicati stampa

Agent Green valuta un’azione giudiziaria congiunta contro la Commissione europea dopo il deludente voto degli eurodeputati sull’Atto delegato complementare della tassonomia dell’UE

Bucarest, Bruxelles, Edimburgo, 26 luglio 2022 – Agent Green esprime profonda delusione per il fatto che il Parlamento europeo non abbia respinto l’inclusione del gas fossile nella tassonomia dell’UE. Di conseguenza, Agent Green sta valutando un’azione giudiziaria in collaborazione con i governi degli Stati membri dell’UE e con la società civile.

«La nuova tassonomia dell’UE è un esercizio orchestrato di democrazia fallita da parte dell’UE. Accettare l’energia nucleare e il gas come verdi è contrario alla scienza e alla volontà della maggioranza dei cittadini e dei governi dell’UE. I tempi difficili richiedono pensiero e decisioni progressisti, non misure disperate da parte di politici che non hanno offerto il futuro sicuro e verde che avevano promesso. Un’azione giudiziaria è il minimo che possiamo fare per ora, perché non siamo d’accordo con il contenuto e la procedura di tutto questo processo», ha dichiarato Gabriel Paun, presidente di Agent Green.

Questo spiacevole sviluppo è avvenuto nonostante il parere formale della Piattaforma dell’UE sulla finanza sostenibile, l’organo consultivo della Commissione europea di cui Agent Green fa parte, che ha concluso inequivocabilmente: «i criteri presentati nell’[Atto delegato complementare] non garantiscono le prestazioni sostenibili delle attività di produzione di energia elettrica da combustibili gassosi fossili in conformità al Regolamento sulla tassonomia».

Per spiegazioni e un’analisi analoga dei motivi per cui l’energia nucleare non soddisfa la soglia del non arrecare un danno significativo, si prega di leggere il RAPPORTO INTEGRALE DELLA PIATTAFORMA (PDF, in inglese).

Il Regolamento sulla tassonomia prevede che la tassonomia chiarisca quali attività economiche contribuiscono in modo sostanziale a un obiettivo ambientale senza danneggiare gli altri. Si tratta di un atto legislativo che non riguarda la sicurezza energetica, la sovranità o alcuna considerazione economica del sistema energetico: numerose altre norme trattano questi aspetti.

La Piattaforma dell’UE e il suo gruppo di modellizzazione, al quale Agent Green ha contribuito attivamente tramite il dott. Theodor Cojoianu, hanno inoltre mostrato il potenziale danno per il clima derivante dall’inclusione del gas fossile nella tassonomia: «A livello dell’UE, la media su 20 anni di 550kgCO2e/kW per gli impianti autorizzati prima del 2031 è disaccoppiata dalla produzione ed equivale a un budget di 11tCO2e/kW, senza un tetto annuale. Se fossero sostituite tutte le 166 centrali a carbone dell’UE e la loro capacità di 112GW, ciò potrebbe portare a oltre 1,4 miliardi CO2e (incluso l’aumento di capacità consentito del 15%: 112000000kW*1.15*11t CO2e; questa stima per il “caso peggiore” sarebbe più alta se si considerassero anche le emissioni indirette delle perdite di metano o la sostituzione del petrolio/altri combustibili fossili solidi/liquidi).»

Inoltre, «per quanto riguarda la modellizzazione specifica per paese, sono stati forniti gli esempi di Grecia, Slovacchia e Spagna. La Grecia aveva già annunciato nel settembre 2019 che avrebbe gradualmente abbandonato la produzione di energia elettrica da carbone entro il 2028, rafforzando poi tale impegno nell’aprile 2021. Supponendo inoltre che l’incentivo alla graduale uscita dal carbone previsto nel progetto di proposta funzionasse perfettamente e che la Grecia decidesse di abbandonare il carbone letteralmente domani, si risparmierebbero 10MtCO2e. Tuttavia, sostituire questa capacità a carbone con nuove centrali a gas con emissioni medie annue di 550kg/kW di capacità, come proposto dalla Commissione, comporterebbe 24MtCO2e di emissioni di CO2e “rivestite di verde”, un aumento del 140% che non tiene nemmeno conto delle perdite di metano o delle emissioni derivanti da un’eventuale successiva miscelazione con idrogeno. Includere tali emissioni in un approccio che copra l’intero ciclo di vita mostrerebbe che il passaggio al gas potrebbe aumentare ulteriormente le emissioni».

Sono stati forniti esempi analoghi per Slovacchia e Spagna, «dove, in ciascun caso, si tratta di valori delle emissioni dirette che peggiorerebbero molto significativamente se fossero prese in considerazione tutte le emissioni del ciclo di vita».

Contatto stampa:

COJOIANU Theodor, Theodor.Cojoianu@ed.ac.uk, office@agentgreen.org, theodor.cojoianu@agentgreen.org

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