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Fiume tra versanti boscosi, con il logo di Agent Green.
Comunicati stampa

Vittoria in tribunale per la natura: la centrale sul Jiu rinviata al riesame. Le organizzazioni criticano il disegno di legge contro la natura

Bucarest, 18 febbraio 2022 – Il caso delle centrali idroelettriche illegali sul Jiu prende una nuova direzione. L’Alta Corte di cassazione e giustizia ha deciso, mercoledì 16 febbraio, che il caso per l’annullamento della decisione della fase di verifica preliminare del progetto idroelettrico Bumbești-Livezeni venga nuovamente giudicato. Bankwatch România e Agent Green hanno dimostrato al tribunale che questa fase, una procedura ambientale di base per l’approvazione dei progetti, non era stata svolta legalmente. Nel dicembre 2017, per lo stesso progetto, la Corte d’appello aveva annullato i permessi di costruzione per la mancanza delle valutazioni ambientali previste dalla legge.

Mappa del Parco nazionale Defileul Jiului con il tracciato dell’opera idroelettrica.

Le organizzazioni ambientaliste hanno sostenuto che la fase di verifica preliminare non può riguardare soltanto il 10% del progetto ancora da realizzare quando le due autorizzazioni furono annullate nel 2017, ma deve essere obbligatoriamente ottenuta per l’intero progetto, secondo la legge. Hidroelectrica ha tentato di far approvare il progetto a pezzi, presentando alle autorità ambientali solo documenti sulla parte di costruzione incompiuta, lasciando così senza analisi l’impatto ambientale.

Inoltre, la documentazione presentata dal promotore, Hidroelectrica, non analizza l’impatto sulle specie vegetali e animali della gola del Jiu, ma definisce soltanto una portata di rilascio di 2,7 mc/s. Questa portata è troppo ridotta per mantenere in vita le specie protette dell’area naturale, affermano le organizzazioni.

Il Parco naturale Defileul Jiului ospita specie animali protette prioritarie come l’orso dei Carpazi e la rosalia alpina, ma anche specie rigorosamente protette come il lupo, la lince, la lontra, la martora e il tasso. Uno studio (PDF in rumeno) realizzato nel 2011 per l’amministrazione del parco afferma che la centrale Bumbești-Livezeni è la principale minaccia alla conservazione delle specie, con un impatto particolarmente grave sulla lontra, ma che «tutti i mammiferi del parco saranno colpiti dalla riduzione della risorsa idrica». Lo studio indica che per conservare gli habitat occorre una portata media annua di almeno 10 mc/s. Persino il gambero di fiume chiamato «rac de ponoare», che i promotori sostengono non esista, compare negli studi sul campo.

Secondo i piani dell’azienda, il Jiu sarebbe convogliato in tubazioni lungo due tratti, uno di 12,5 km e uno di 7 km, attraverso quasi tutta la superficie del parco naturale. Il fiume verrebbe quindi captato a monte, nel nord del parco, e rilasciato a valle, all’estremità opposta, distruggendo l’intero sistema acquatico per 30 km.

«L’intero ecosistema della gola è stato creato da questo fiume. Il prosciugamento o una portata troppo ridotta avrebbero un effetto devastante su tutta la biodiversità. Ridurre ulteriormente l’habitat e le fonti alimentari aumenta il rischio di conflitti fra persone e animali selvatici, come già accade con l’orso. Ricordiamo che la strategia dell’UE fino al 2030 prevede l’aumento della superficie delle aree protette, non la loro riduzione come vorrebbero i parlamentari», ha detto Gabriel Păun, presidente di AgentGreen.

Fiume tra versanti boscosi, con il logo di Agent Green.

La legge contro la natura

Per legittimare la costruzione della centrale sul Jiu e di altre, come Răstolița, è stato presentato un disegno di legge che intende modificare i confini dei siti Natura 2000 interessati. Le associazioni ambientaliste considerano la recente iniziativa legislativa di modifica dei confini delle aree protette e della valutazione dell’impatto ambientale, promossa da diversi parlamentari, una legge contro la natura. Le modifiche contravvengono alla normativa europea e alle direttive sulle aree naturali protette e sulla valutazione ambientale. Secondo queste, le centrali avrebbero dovuto essere notificate alla Commissione europea, trattandosi di siti Natura 2000 con specie protette prioritarie, dove si può intervenire solo in situazioni urgenti di salute pubblica o sicurezza nazionale.

«Anche al di fuori delle aree protette le valutazioni ambientali sono obbligatorie perché riguardano habitat protetti. Devono essere concluse prima dell’avvio di qualsiasi costruzione, perciò la normativa proposta non potrebbe legittimare le costruzioni realizzate illegalmente prima dell’adozione della legge, che non potrebbe essere applicata retroattivamente», afferma Cătălina Rădulescu, avvocata ambientalista.

Gli ecologisti sostengono inoltre che l’opera idroelettrica sul Jiu darebbe un contributo insignificante al sistema energetico nazionale, soprattutto rispetto ai gravi effetti ambientali. I 269 GWh menzionati dall’azienda rappresenterebbero lo 0,47% della produzione annua di elettricità della Romania (56,2 TWh nel 2020).

«La produzione sarebbe ancora più bassa, poiché le portate dei fiumi sono oggi notevolmente ridotte dai cambiamenti climatici rispetto al periodo in cui furono fissati i parametri del progetto, negli anni ‘80. I parametri tecnici non sono stati aggiornati; la centrale resterebbe ferma più di quanto funzionerebbe, perché la portata media annua della zona è insufficiente per il funzionamento a piena capacità -», ha chiarito Ioana Ciută, presidente di Bankwatch România.

La centrale di Răstolița si trova nella stessa situazione. L’opera interesserebbe almeno 10 corpi idrici, di cui 8 sarebbero gravemente deteriorati, con un effetto negativo significativo sul salmone del Danubio, specie minacciata e una di quelle per cui è stato designato il sito Natura 2000 Călimani-Gurghiu. Il contributo potenziale di Răstolița è ancora minore: è prevista una produzione annua di 117,.5 GWh, ossia lo 0,.2% dell’elettricità totale prodotta in Romania nel 2020.

Il caso della centrale sul Jiu sarà nuovamente giudicato presso il Tribunale di Bucarest.

Contatto stampa:

Cătălina RĂDULESCU, avvocata di Agent Green e Bankwatch, 0745138165, catalina.radulescu@gmail.com

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