
Decine di grandi organizzazioni nazionali e internazionali si rivolgono alla Commissione europea contro l’attacco senza precedenti del Ministero dell’Ambiente rumeno alla biodiversità
Decine di grandi organizzazioni nazionali e internazionali si sono rivolte alla Commissione europea contro l’attacco senza precedenti del Ministero dell’Ambiente rumeno alla biodiversità.
Nella segnalazione inviata ieri ai vertici della Direzione generale Ambiente della Commissione europea, le organizzazioni richiamano l’attenzione sulle modifiche proposte dal Ministero dell’Ambiente rumeno all’Ordinanza d’urgenza OUG 57/2007, principale atto di recepimento della direttiva Habitat in Romania, che il Governo potrebbe adottare a breve con effetti giuridici immediati.
Le nuove regole proposte subordinano la designazione delle zone di protezione rigorosa — rinominate «zone prioritarie per la biodiversità» — all’accordo esplicito dei proprietari o gestori dei terreni, indipendentemente dal rispetto dei criteri scientifici per tale protezione. Per le zone prioritarie per la biodiversità esterne a un’area protetta, il diritto di gestione è attribuito ai proprietari.
Questo approccio crea un potere di veto privato su un obiettivo di interesse pubblico e il forte rischio di una rete di protezione molto ridotta e frammentata, escludendo dalla protezione rigorosa aree di eccezionale valore ecologico. Le stime indicano che circa l’80% del territorio individuato per la protezione rigorosa (1,8 milioni di ettari) potrebbe non essere designato per mancanza di accordo dei proprietari o gestori privati (per esempio l’amministrazione nazionale delle foreste Romsilva e le associazioni forestali private).
Un aspetto cruciale è che le modifiche all’OUG 57/2007, proposte senza consultare l’Accademia rumena, si applicherebbero anche alle zone di protezione rigorosa all’interno dei siti Natura 2000 già designati, compromettendone probabilmente l’integrità. Se queste zone in un sito Natura 2000 non hanno l’accordo dei proprietari o gestori, il governo non può più applicare le misure obbligatorie di conservazione imposte dalla direttiva Habitat. L’applicazione delle nuove norme porterebbe quindi a numerose violazioni della direttiva, in particolare:
- dell’articolo 6, paragrafo 1, che impone l’istituzione delle misure di conservazione necessarie;
- dell’articolo 6, paragrafo 2, che vieta il deterioramento degli habitat e perturbazioni significative delle specie dopo la designazione dei siti.
Inoltre, la giurisprudenza pertinente della CGUE stabilisce che qualsiasi regresso misurabile del livello di protezione dei siti Natura 2000 può costituire una violazione del diritto dell’UE e che l’opposizione dei proprietari non giustifica la mancata adozione delle misure di conservazione necessarie.
Il Ministero dell’Ambiente rumeno giustifica le modifiche come necessarie per rispettare gli impegni della Romania nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), traguardo 13.2, in particolare porre almeno il 10% del territorio nazionale sotto protezione rigorosa conformemente alla Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Tuttavia, paradossalmente, si prevede che le modifiche all’OUG 57/2007 producano il risultato opposto. Fonti credibili indicano che il processo di designazione della protezione rigorosa sul 10% della superficie terrestre è contestato dal Ministero dell’Agricoltura rumeno e dall’establishment politico, soprattutto dai socialdemocratici che intendono accontentare la propria base di potere, ossia le autorità politiche locali (sindaci, presidenti dei consigli provinciali, ecc.).
Nel processo di cartografia scientifica per raggiungere il 10% di protezione rigorosa (progetto finanziato dall’UE, contratto n. 100395787), le valutazioni iniziali hanno individuato circa 2,3 milioni di ettari idonei, sostanzialmente in linea con gli impegni rumeni del traguardo 13.2 del PNRR. Tuttavia, ripetute e opache modifiche alla metodologia di selezione, unite ad altri interventi politici, hanno ridotto drasticamente le superfici iniziali. Il requisito di un «accordo del proprietario» potrebbe ridurre la designazione finale a meno di 500.000–600.000 ettari, appena il 2–3% del territorio rumeno. La superficie risultante coprirebbe soprattutto zone già rigorosamente protette nei parchi nazionali e terreni alpini improduttivi, lasciando vaste foreste primarie e vetuste, preziose e produttive, completamente esposte allo sfruttamento commerciale.
La corretta attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) richiede non soltanto una cartografia basata su criteri scientifici, ma anche meccanismi di finanziamento sostenibili per compensare i proprietari soggetti a restrizioni di sfruttamento, bilanciando la conservazione della biodiversità con gli interessi economici locali: un passo che il governo rumeno non ha compiuto. Nel 2025, l’Amministrazione del Fondo per l’ambiente (AFM) ha gestito un bilancio di circa 3,2 miliardi di euro (~1% del PIL). Nonostante questi finanziamenti consistenti, la spesa per la biodiversità è stata sistematicamente trascurata, rappresentando solo circa lo 0,2% del bilancio totale dell’AFM.
Alla luce della situazione, vi chiediamo rispettosamente di valutare un avvertimento urgente al Governo rumeno per impedire l’adozione delle modifiche proposte all’OUG 57/2007 prima che si producano danni giuridici ed ecologici irreversibili. Riteniamo che un rapido intervento della Commissione europea possa ancora prevenire l’inosservanza strutturale della legislazione UE, con conseguenze a lungo termine sulla protezione della biodiversità in Romania.
Le organizzazioni firmatarie e i loro rappresentanti, in ordine alfabetico:
Adi Dohotaru, Asociația Societatea Organizată Sustenabil, Romania
Alexandru Teleagă, Asociația Altitudine, Romania
Alina Chiriac, Romanian Environmental Defender
Attila Marton, Mișcarea pentru Transilvania Egalitară, România
Bogdan Stroe, Grupul de Initiativa Civica IOR-Titan, Romania
Camelia Gui, Asociația Clujul Sustenabil, România
Ciprian Galusca, Platforma pentru Adaptare Climatică, Romania
Cristina Lapis, Asociația de Protecție a Animalelor Milioane de Prieteni, România
Claudiu Olenici, Organizația pentru Protecția Mediului și Combaterea Braconajului, Romania
Dan Trifu, Fundația Eco-Civica, Romania
Dorina Milea, AER Muntenia Sud, Romania
Dragoș Tuță Mihaylov, Ambasada Sustenabilității în România
Gabriel Paun, Agent Green, Romania
Gabriela Cotaru, Hosman Durabil, Romania
Hans Hedrich, Verein Neuer Weg, Romania
Mihai Goțiu, România Curată, Verde Curat, Romania
Mihai Constantinescu, Asociația Natura Transilvania, Romania
Roxana Pencea Brădățan, Declic, Romania
Valentin Sălăgeanu, Greenpeace CEE Romania
Viktoria Luft, Federația Peisaj Deschis, Romania
Almuth Ernsting, Biofuelwatch, Europe/USA
Artur Milewski, Forests NOW, Poland
Comité Schone Lucht, Netherlands
Evelyn Schoenheit, Forum Ökologie & Papier, Germany
Farištamo Eller, Save Estonia’s Forests
Focus Association for Sustainable Development, Slovenia
Ines Gavrilut, Bruno Manser Fonds, Switzerland
International Commission for the Protection of the Alps
Jana Ballenthien, ROBIN WOOD, Germany
Hannah Mowat, Fern, EU
Hermann Edelmann, Pro REGENWALD, Germany
Maarten Visschers, Leefmilieu, Netherlands
Lina Burnelius, Protect the Forest, Sweden
Dr. Lutz Fähser, Forester and Scientist, Germany
REVIVO, Institute for ichthyological and ecological research
Sergiy Moroz, European Environmental Bureau (EEB), EU
Umanotera, The Slovenian Foundation for Sustainable Development
Zoe Lujic, Earth Thrive, UK/Serbia and Balkan Centre for the Rights of Nature, Serbia/Balkans
Allegati:
Nota tecnica di Agent Green, Declic, Greenpeace e PAC, Romania:
https://www.greenpeace.org/static/planet4-romania-stateless/2026/01/e7210cdf-fisa-tehnica-10.pdf
Comunicato stampa di Agent Green, Declic, Greenpeace e PAC, Romania:
/ministerul-mediului-incalca-legea-si-blocheaza-protectia-naturii
Allegato tecnico: modifiche all’OUG n. 57/2007 alla comunicazione sul grave rischio di inosservanza del traguardo PNRR e del principio «Non arrecare un danno significativo» (DNSH) derivante dal progetto di Ordinanza d’urgenza che modifica e integra l’OUG n. 57/2007 sul regime delle aree naturali protette in Romania (allegato).
Articoli correlati

Il Ministero dell’Ambiente viola la legge e blocca la protezione della natura

Domogled brucia, lo Stato tarda e il Ministero dell’Ambiente vuole «ripulire» le foreste della Romania

