
Arthur ucciso illegalmente nell’area Natura 2000 Oituz-Ojdula, nel pieno di una procedura d’infrazione della CE
Comunicato stampa di Agent Green
L’uccisione dell’orso Arthur, che viveva nell’area naturale protetta Natura 2000 Oituz-Ojdula, è stata illegale, nel pieno di una procedura d’infrazione della CE. Il Ministero dell’Ambiente continua a sostenere la caccia ai trofei ed è responsabile del crescente conflitto tra esseri umani e orsi
10 maggio 2021 – Agent Green sottolinea che l’uccisione di animali selvatici e lo sfruttamento forestale nell’area protetta Natura 2000 Oituz-Ojdula ROSCI0130 sono attività illegali, poiché il sito non aveva un piano di gestione approvato quando il principe Emanuel von und zu Liechtenstein ha abbattuto l’orso Arthur. L’organizzazione ricorda che il ministero è sottoposto a una procedura d’infrazione della Commissione europea per i tagli abusivi nelle aree Natura 2000 e perché «non ha finora designato zone speciali di conservazione né stabilito, in modo generale e sistematico, obiettivi e misure di conservazione dettagliati e specifici per ciascun sito»
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/RO/inf_20_1212
«La caccia, come lo sfruttamento forestale o qualsiasi altra attività non collegata alla gestione del sito Natura 2000, può svolgersi soltanto nel rispetto della direttiva Habitat, cioè dopo una procedura di valutazione appropriata e, ove necessario, anche una valutazione ambientale strategica o una valutazione d’impatto ambientale. In questo caso, il sito Natura 2000 Oituz Ojdula non ha obiettivi di conservazione dell’area protetta o della specie orso, non disponendo di un piano di gestione. Pertanto, l’abbattimento degli orsi e lo sfruttamento forestale che riduce il loro habitat sono attività contrarie alla legislazione europea in queste condizioni», avverte Cătălina Rădulescu, avvocata di Agent Green.
L’orso che viveva nel sito Natura 2000 Oituz-Ojdula è stato abbattuto a Ojdula il 13 marzo 2021. Il ministero, però, ha pubblicato il progetto di piano di gestione dell’area per consultazione pubblica soltanto il 19 marzo 2021:
Nel luglio 2020 la Commissione europea ha chiesto alla Romania di recepire integralmente nella legislazione nazionale la direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora selvatiche. La direttiva contribuisce alla protezione della biodiversità nell’Unione europea. Il recepimento e l’applicazione non corretti delle sue disposizioni possono comprometterne gli obiettivi di conservazione. In base a essa, la Romania doveva proporre siti di importanza comunitaria (SIC) dell’UE, da aggiungere successivamente agli elenchi biogeografici dell’UE entro sei anni dall’inserimento nell’elenco (cioè nel 2013), e stabilire obiettivi e misure di conservazione per mantenere o riportare specie e habitat protetti a uno stato di conservazione soddisfacente, designando tali SIC come zone speciali di conservazione (ZSC). Questi requisiti sono essenziali per proteggere la biodiversità in tutta l’UE. La Romania non ha finora designato zone speciali di conservazione né stabilito, in modo generale e sistematico, obiettivi e misure di conservazione dettagliati e specifici per ciascun sito.
/infringement-ultimatum (in romeno)
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/inf_20_1212
https://ec.europa.eu/romania/news/20201030_infringements_mediu_ro
Fra gli altri problemi, la legislazione romena non afferma esplicitamente che le misure di conservazione dei piani di gestione debbano tenere conto delle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali e delle specie presenti nei siti interessati. Ciò influisce direttamente sulla qualità dei piani, che potrebbero non contenere le misure necessarie a proteggere tali habitat e specie. La legislazione nazionale limita inoltre l’ambito delle principali disposizioni della direttiva alle attività svolte all’interno dei siti Natura 2000. Sono così escluse tutte le altre possibili cause di deterioramento o disturbo provenienti dall’esterno: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/RO/inf_20_1687
Quanto alla caccia ai trofei, il ministero non ha ancora adottato alcuna misura concreta per porre fine a questo fenomeno barbaro. «Per ora il ministro assicura che gli orsi problematici saranno abbattuti soltanto da cacciatori di associazioni romene. Questo continuerà a fare il gioco dei cacciatori di trofei, perché la misura non impedisce l’uccisione mediante sparo né che un cacciatore straniero o romeno diventi membro di un’associazione», ha concluso Rădulescu.
Agent Green chiede al ministero di vietare la caccia ai trofei, proibendo di sparare agli animali rigorosamente protetti e riservando la misura letale a un veterinario, mediante tranquillizzazione seguita da eutanasia. Devono essere presenti anche un commissario ambientale e un gendarme. Per porre fine alla caccia ai trofei, tutti gli animali selvatici rigorosamente protetti ai quali sia stata applicata una misura letale dovranno essere inceneriti dopo il prelievo di campioni di DNA. Oltre 74.000 persone hanno firmato negli ultimi 6 giorni la petizione a sostegno di questi cambiamenti legislativi: https://campaniamea.declic.ro/petitions/stop-vanatorii-de-trofee
Agent Green accusa inoltre il ministero di aggravare il conflitto uomo-orso perché non ne ha mai affrontato le cause, ma soltanto gli effetti, soprattutto mediante gli spari. Le cause principali non sono l’elevato numero di orsi, come sostengono il ministro e l’industria venatoria, ma il degrado degli habitat, i cambiamenti climatici e la persecuzione umana portata all’estremo dagli agitatori di questa industria barbara. Il ministero continua a bloccare i fondi dovuti agli abitanti danneggiati e quelli destinati all’installazione di recinzioni elettriche. Sebbene le aree protette coprano sulla carta il 23% della Romania, soltanto circa l’1% del Paese è davvero rigorosamente protetto, soprattutto nelle zone alpine al di sopra del limite della foresta.
Agent Green annuncia che presenterà un nuovo esposto alla Commissione europea per la cattiva gestione delle popolazioni di orsi, lupi e linci se il ministero non adotterà entro il 31 maggio le seguenti misure:
- Sbloccare i fondi per le recinzioni elettriche e gli indennizzi dovuti agli abitanti che applicavano misure di protezione ma hanno comunque subito danni
- Avviare un programma educativo nazionale per la convivenza e il coadattamento tra esseri umani e orsi
- Avviare il censimento della popolazione di orsi con metodi scientifici che includano campioni di DNA
- Dotare tutte le aree Natura 2000 di piani di gestione approvati
- Vietare i tagli nei parchi nazionali (1,3% della superficie del Paese): /parcuri-nationale (in romeno)
- Proteggere rigorosamente le ultime foreste primarie e vetuste (2,5% della superficie del Paese), partendo dall’inventario forestale PRIMOFARO
Recinzione elettrica installata da Agent Green nel distretto di Covasna: video per libera distribuzione, citando la fonte «Agent Green».
Contatto per la stampa:
Cătălina Rădulescu, avvocata di Agent Green, office@agentgreen.org, 0745138165
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