
La riforma di Romsilva è assolutamente necessaria
Romsilva si è ribellata oggi davanti alla sede del Governo perché sta per perdere il monopolio sull’amministrazione, sul controllo e sull’utilizzazione delle foreste della Romania. Agent Green sottolinea che la riforma di Romsilva, che comprende l’eliminazione dei conflitti d’interesse, non è una discussione ma una necessità.

Foto: Ilona Andrei / G4Media
Le foreste della Romania sono in declino e la silvicoltura regredisce. L’amministrazione attuale è inefficiente e profondamente alterata dall’ingerenza politica. I tagli illegali sono fuori controllo, mentre le autorità ne individuano soltanto l’1%. Il fenomeno non è stato nemmeno rallentato, nonostante gli sforzi di alcune istituzioni statali e la pressione pubblica. La legislazione attuale non sanziona i redattori dei piani di assestamento forestale quando classificano erroneamente le foreste in categorie funzionali inadeguate, provocandone il degrado o la compromissione. Gli assestatori che lavorano con Romsilva sono progettisti, proprio come in altri settori dove esistono sanzioni economiche, penali o di revoca/sospensione del diritto di elaborare piani di assestamento forestale, analogamente alla sospensione della certificazione o dell’abilitazione delle imprese di utilizzazione.
La superficie delle foreste interessate da lavori di cura è diminuita, a scapito delle foreste con tagli aggressivi e rigenerate in modo incompleto o con specie inadatte ai tipi naturali di foresta. L’attuale Codice forestale provoca il degrado di molte foreste colpite dai cambiamenti climatici, mentre il ripristino ecologico delle foreste destrutturate ristagna. Le norme tecniche sono concepite per un’industria di proprietà statale, mentre oggi lo Stato possiede meno della metà delle foreste del paese. Le foreste occupano soltanto il 29% del territorio, con un forte divario rispetto alla percentuale ottimale di copertura forestale. Le azioni di imboschimento al di fuori del patrimonio forestale sono oggi al livello più basso della storia del dopoguerra. Considerando una media di 157,5 ettari di nuove foreste realizzate negli ultimi 2 anni, la percentuale ottimale del 40% sarà raggiunta tra 16577 anni. Attualmente nei vivai non c’è materiale sufficiente a fornire le piantine necessarie per raggiungere la copertura ottimale.
In seguito ai tagli eccessivi degli ultimi decenni, la maggior parte delle foreste ha meno di 80 anni, cioè meno dell’età di utilizzazione. Nelle zone di pianura e collina esiste un forte deficit di superfici boscate. Di conseguenza si sono ridotte significativamente la qualità della vita dei cittadini e la capacità delle foreste di contrastare i rischi climatici, idrologici e geomorfologici, e la biodiversità è stata compromessa. Ogni anno 20755 persone residenti in Romania muoiono a causa dell’inquinamento, di cui 15126 per l’inquinamento atmosferico.
La superficie forestale interessata da lavori di cura è diminuita rapidamente, mentre è aumentata quella con tagli aggressivi (rasi e progressivi) e rigenerata in modo incompleto o con specie inadatte ai tipi naturali di foresta. La gestione carente delle foreste romene si riflette anche nella quota molto elevata di tagli sanitari e accidentali, utilizzati per rimuovere gli effetti di diversi fattori dannosi. Ciò dimostra che i lavori di cura e governo dei soprassuoli e i tagli di rinnovazione, interventi sistematici con carattere preventivo e di rafforzamento dei popolamenti, non sono realizzati correttamente o non lo sono affatto. Occorre quindi sostituirli con tagli speciali, contingenti, utilizzati anche per prelevare legno di qualità quando è stata esaurita la quota autorizzata per l’anno, con il pretesto che si tratti di legno gravemente danneggiato. Secondo i dati dell’INS, con i tagli sanitari e accidentali si prelevano annualmente circa 2 milioni di m3.
Il volume dei lavori di sistemazione dei bacini idrografici torrentizi ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 80 anni. Qui non ci riferiamo alla correzione dei torrenti mediante modifiche strutturali e funzionali dell’ambiente naturale e alla frammentazione degli habitat acquatici con gettate di calcestruzzo, ma alla creazione di zone di deflusso, rallentamento e stabilizzazione delle portate, comprese aree boscate che possono diventare periodicamente paludose. Inoltre, la maggior parte delle sorgenti della Pianura Romena è scomparsa a seguito dei disboscamenti avvenuti nel tempo, mentre quelle rimaste hanno una portata ridotta e un regime instabile.
La visione di Agent Green è allineata alla strategia per la biodiversità della Commissione europea per il 2030 e prevede una riforma sistemica obbligatoria per proteggere la sicurezza nazionale, migliorare urgentemente il patrimonio forestale della Romania e ripristinare i servizi ecosistemici, assicurando le condizioni sociali, ecologiche ed economiche per lo sviluppo del paese. Sono essenziali il recupero della professionalità e la depoliticizzazione dell’amministrazione forestale, nonché la sua trasformazione in un’amministrazione statale. La foresta deve essere curata esclusivamente secondo principi vicini alla natura, capaci di garantire la sicurezza nazionale, la sostenibilità economica e sociale e la conservazione della biodiversità, oltre ad aumentare il contributo delle foreste romene all’attenuazione dei cambiamenti climatici e di varie catastrofi naturali. Almeno il 15% della superficie boscata deve essere ritirato gradualmente dal circuito silvicolo entro il 2030, diventando foreste rigorosamente protette con funzione di conservazione della biodiversità e di riserva di carbonio per contrastare i cambiamenti climatici. Il resto delle foreste tenderà a raggiungere per fasi e a mantenere permanentemente almeno il 70% del volume potenziale specifico della composizione di ciascuna foresta. Un ruolo cruciale spetta alla valorizzazione del potenziale di crescita economica sostenibile attraverso l’ecoturismo, partendo dal presupposto che la Romania possiede ancora un patrimonio naturale ineguagliabile in Europa.
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