
Il rapporto sulle foreste vergini perdute
Come la Romania non è riuscita a proteggere le foreste primarie più preziose dopo 21 anni di rinvii
Rapporto Agent Green + EuroNatur
Il catalogo che doveva difendere le foreste primarie è diventato il dossier delle perdite.
Nel 1999 la Romania faceva propria l’idea di proteggere rigorosamente 400.000 ettari di foreste vergini e quasi vergini. Dopo due decenni di documenti restituiti, studi bloccati e fascicoli perduti, il Catalogo nazionale proteggeva solo 30.062 ettari.
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Le foreste primarie non sono una risorsa recuperabile su scala umana. Una volta abbattute, scompaiono per secoli.
400.000 ha
proposti per la protezione rigorosa nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile del 1999.
30.062 ha
inclusi nel Catalogo nazionale dopo 21 anni.
24.260 ha
documentati da studi presentati per l’inclusione nel catalogo.
80%
della superficie studiata è stato respinto, restituito, bloccato o perduto.
Bucarest, 15 maggio 2020. Agent Green ed EuroNatur hanno pubblicato il rapporto che documenta il fallimento sistemico delle autorità nel proteggere le ultime foreste primarie e secolari della Romania. Il rapporto ripercorre cronologicamente il modo in cui il processo ufficiale di popolamento del Catalogo nazionale delle foreste vergini e quasi vergini è finito per perdere proprio le foreste che doveva salvare.
Il catalogo non è una semplice lista amministrativa. Per le foreste primarie, l’inclusione nel catalogo fa la differenza tra la protezione rigorosa e l’ingresso nel circuito dello sfruttamento forestale. Quando uno studio viene restituito, respinto o «perduto», il terreno resta vulnerabile proprio negli anni in cui aumenta la pressione dei tagli.

Le foreste secolari ospitano strutture, specie e processi ecologici che non possono essere ricreati con le piantagioni.
Che cosa mostra il rapporto
Il primo tentativo strategico di conservare queste foreste intatte fu formulato nel 1999. L’ambizione era chiara: 400.000 ettari di foreste vergini e quasi vergini rigorosamente protetti. Due decenni dopo, meno dell’8% di questa superficie era protetto tramite il Catalogo nazionale.
Il rapporto mostra che ONG, esperti e specialisti scientifici hanno presentato studi per 24.260,56 ettari. Invece di portare alla protezione, la maggior parte di questi fascicoli è rimasta bloccata nelle procedure amministrative. Le constatazioni più gravi riguardano gli 8.890,76 ettari respinti direttamente, i 10.543,80 ettari i cui studi sono stati restituiti agli esperti e i 4.056,22 ettari perduti dal Ministero dell’Ambiente e dalle Guardie forestali.

Il percorso degli studi: dalla ricerca sul campo alla perdita della protezione nel groviglio amministrativo.

Solo una parte degli studi presentati ha portato a una protezione reale.
«Questo fallimento nella protezione della natura non è un incidente. È la conseguenza di una totale mancanza di volontà politica, al prezzo della scomparsa sotto i nostri occhi delle foreste più preziose d’Europa», afferma Gabriel Păun, presidente di Agent Green.
Dove si è spezzata la catena della protezione
Il Ministero dell’Ambiente ha comunicato di aver ricevuto studi per 42 foreste, per un totale di 9.382,70 ettari. La Guardia forestale ha indicato 105 foreste, con 24.260,56 ettari. La differenza tra queste cifre non è una sottigliezza burocratica, ma un sintomo: le istituzioni responsabili della protezione non hanno saputo spiegare dove si trovino e quale sia lo stato dei fascicoli relativi ad alcune delle foreste più preziose del paese.

La ripartizione degli studi mostra quanto fosse ridotta la superficie effettivamente entrata nel catalogo.
Gabriel Păun descrive la situazione come un «Triangolo delle Bermuda» amministrativo: gli studi per le foreste vergini scompaiono e, di conseguenza, le foreste più preziose diventano preda dei tagli. Il caso delle foreste vergini di Colții Bâlei, nella contea di Bacău, è emblematico: inizialmente accettate per l’inclusione, le prove della loro esistenza sono poi scomparse dal circuito ufficiale.


Perché conta ora
La Romania era già all’attenzione della Commissione europea per la perdita di foreste primarie nei siti Natura 2000. La protezione immediata delle foreste rimaste contribuirebbe sia a rimediare all’infrazione sia agli obblighi della Romania nell’ambito della Convenzione sulla diversità biologica e all’obiettivo europeo di protezione rigorosa del 10% degli ecosistemi terrestri e marini.
«Il processo ufficiale di popolamento del Catalogo nazionale delle foreste vergini e quasi vergini è stato particolarmente poco professionale e gestito in modo abietto. Le ultime foreste primarie e secolari dell’Europa temperata meritano il massimo livello di protezione e attenzione», afferma Gabriel Schwaderer, direttore di EuroNatur.

Monti Făgăraș, valle dell’Arpaș: paesaggio forestale con foreste primarie ancora non interamente protette.
La richiesta di Agent Green ed EuroNatur
Agent Green ed EuroNatur chiedono al Ministero dell’Ambiente di proteggere immediatamente tutte le foreste primarie e secolari ancora esistenti in Romania. Gli studi perduti devono essere rifatti o recuperati e le superfici identificate scientificamente devono essere sottratte con urgenza alla zona di rischio.
Documenti bilingui
Leggi il rapporto completo
Il rapporto è disponibile in rumeno e in inglese. La versione inglese, pubblicata come Failing our Last Great Forests, presenta lo stesso fallimento istituzionale al pubblico internazionale.
Contatti stampa: Agent Green, Gabriel Păun, office@agentgreen.org; EuroNatur, Anja Arning, anja.arning@euronatur.org.
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