Nei monti Retezat–Godeanu–Țarcu si trova una delle aree naturali più preziose d’Europa. È stata identificata come l’ultimo paesaggio forestale intatto (PFI) dell’Europa temperata: una vasta regione non frammentata dove la natura funziona ancora liberamente.
Sebbene nel 2015 l’area abbia perso lo status ufficiale di PFI a causa delle pressioni e degli interventi umani, il suo valore ecologico NON è scomparso. Resta una delle ultime grandi aree selvagge del continente.
Il paesaggio forestale intatto Retezat–Godeanu–Țarcu
Il problema: la DN66A
Il progetto DN66A vuole collegare Petroșani a Băile Herculane attraversando quest’area selvaggia.
- •19 km di strada taglierebbero direttamente l’habitat
- •Attraversa parchi nazionali, siti Natura 2000 e aree UNESCO
- •Frammenta corridoi vitali per la grande fauna
Un ecosistema funzionale diventa un’area frammentata e vulnerabile.
L’impatto reale
La costruzione della strada comporterebbe:
Frammentazione degli habitat
- ✗Barriere per orsi, lupi e linci
- ✗Passaggi sottodimensionati e inefficaci
Distruzione degli ecosistemi
- ✗Danni ad acqua, suolo e vegetazione
- ✗Scomparsa di specie locali
Perdita di biodiversità
- ✗Oltre 2.000 pipistrelli documentati
- ✗Specie nuove per la Romania
- ✗Habitat unici per flora e fauna
Impatto climatico
- ✗Foreste intatte = grandi riserve di carbonio
- ✗La loro distruzione accelera la crisi climatica
Cronologia della lotta di Agent Green
2009–2010 — Inizia la resistenza
Le organizzazioni ambientaliste, inclusa Agent Green, protestano a Câmpușel e richiamano l’attenzione sulle illegalità.
- !Mancanza di autorizzazione ambientale
- !Studi deboli o inesistenti
- !I primi segnali d’allarme
2010–2011 — La scienza contraddice il progetto
Agent Green coordina la prima controindagine sulla biodiversità della Romania per un progetto infrastrutturale.
punti di attraversamento dei grandi mammiferi
la durata dello studio ufficiale
La realtà sul campo: un ecosistema complesso e vulnerabile.
2011–2015 — La battaglia legale
- !Cause contro le autorità
- !Contestazione delle autorizzazioni ambientali
- !Pressione pubblica costante
- !Indagini e denunce dei tagli illegali nella valle di Râu-Șes, nel Retezat, parte del PFI
In questo periodo l’area perde lo status formale di PFI, ma non perde il suo valore ecologico.
Tagli illegali nella valle di Râu-Șes, Retezat
2019 — Torna la minaccia
Il Governo rilancia il progetto DN66A.
- !Ripresa dei finanziamenti pubblici
- !Rischio di conflitto internazionale (UNESCO)
30 attivisti internazionali intervengono. Uno striscione gigantesco: «Salvate le foreste primarie», il più grande mai usato in una protesta in Romania.
Una protesta spettacolare — lo striscione più grande della Romania
Un progetto inutile
La DN66A NON è necessaria:
- Esistono già percorsi alternativi funzionali
- L’area è inaccessibile per gran parte dell’anno (neve, altitudine)
- Non esiste una vera strategia di sviluppo economico
È un progetto costoso, rischioso e inutile.
La falsa promessa: lo «sviluppo»
Ci dicono che la strada porta turismo e prosperità. La realtà:
- Esempi simili NON hanno portato benefici locali
- Il turismo di massa distrugge proprio ciò che lo rende attraente
- La natura intatta vale più dell’infrastruttura
Perché dobbiamo fermare la DN66A
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L’ultima grande area selvaggia d’Europa
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Essenziale per il clima
🏛️
Patrimonio globale, non soltanto nazionale
Che cosa vogliamo
Fermare definitivamente la DN66A
Abbandonare il progetto e annullare tutte le autorizzazioni rilasciate.
Protezione rigorosa dell’area
Uno status di protezione che rifletta il reale valore ecologico della regione Retezat–Godeanu–Țarcu.
Corridoi ecologici intatti
Mantenere la connettività per orsi, lupi, linci e altre specie di grandi dimensioni.
Rispetto della legislazione UE e UNESCO
Conformità alle direttive europee sugli habitat e sul patrimonio naturale.
Che cosa puoi fare
- Firma la petizione
- Condividi la campagna
- Sostieni Agent Green
- Sii la voce della natura
Non tutte le strade devono essere costruite. Alcune devono essere fermate.
Perché, una volta distrutta, la natura selvaggia non torna mai più.
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