
Agent Green, Declic, Greenpeace: l’emendamento «Monopolio per Schweighofer» torna al Parlamento rumeno
La Commissione Agricoltura della Camera dei deputati discute lunedì 29 giugno [1] l’eliminazione della disposizione del Codice forestale che impone a ogni impresa di lavorazione del legno in Romania di non trasformare più del 30 % di una determinata specie arborea. Questa disposizione favorirà evidentemente grandi imprese come Schweighofer, Kronospan, Kastamonu o Egger.
«Il mercato nero del legname rubato crescerà. HS Timber, già Schweighofer, potrebbe tornare ad acquistare quasi tutto ciò che viene messo legalmente all’asta. Questo costringerebbe gli altri trasformatori nazionali e chi ha bisogno di legna da ardere a comprare sul mercato nero», ha dichiarato Roxana Pencea Brădățan, coordinatrice delle campagne di Declic.
La disposizione antimonopolio è stata adottata nel 2015. Allora Declic, Greenpeace, Agent Green e altre 24 organizzazioni si mobilitarono per chiedere ai deputati di approvare la legge e respingere la revisione proposta dal presidente Iohannis. Furono organizzate proteste a Bucarest, Cluj e in molte altre località del paese e della diaspora.
«Se Schweighofer lavora a pieno regime e soltanto con legname rumeno, come ha fatto fino al 2014, non resta più nemmeno una conifera per l’industria nazionale e per le famiglie. Questa impresa, che non aggiunge valore al legno, crea una pressione che la foresta rumena non può più sopportare», ha aggiunto Gabriel Păun, presidente di Agent Green.
La necessità di questa modifica è nata dal fatto che tre grandi multinazionali – Holzindustrie Schweighofer, Kronospan ed Egger – dominavano il mercato rumeno dell’acquisto di legname [2]. In queste condizioni, i produttori nazionali e chi dipendeva dalla legna da ardere per il riscaldamento erano svantaggiati negli acquisti.
Sempre lunedì, la Commissione Agricoltura discuterà anche la modifica della definizione di legname. Attualmente la definizione del Codice forestale non comprende cippato, segatura, bricchetti, legname segato incollato, vari impiallacciati, pannelli truciolari, sciaveri e altri residui. Questi prodotti non sono quindi tracciati attraverso il sistema SUMAL di tracciabilità del legname, contribuendo a nascondere i tagli illegali.
A maggio il Senato ha votato questa modifica del Codice forestale e completato la definizione di legname [3]. L’iniziativa legislativa si basa su un’inchiesta di Declic [4] sulle carenze del quadro giuridico. Oggi i tipi di legname non adeguatamente definiti possono essere commercializzati e trasportati come qualsiasi altra merce. Molti tagli illegali avvengono proprio perché gli alberi abbattuti illegalmente possono essere venduti come pellet, pannelli o cippato senza passare dai controlli delle autorità.
L’ultima parola sulla definizione di legname spetta però alla Camera dei deputati, la camera decisionale. Proprio per questo, in occasione del dibattito, la comunità Declic consegnerà ai membri della Commissione Agricoltura le 48.700 firme della petizione «Una legge per la foresta, non per i ladri» [5].
«Definire con precisione il legname rovinerebbe i piani della mafia del legno; perciò ora si tirano fuori dal cassetto vecchie disposizioni, come il limite del 30 %, che li aiuterebbero comunque a tagliare e mettere sul mercato la foresta abbattuta illegalmente», ha aggiunto la rappresentante di Declic Roxana Pencea Brădățan.
«L’eliminazione del limite del 30 % del mercato per la lavorazione del legno in Romania è un passo indietro nel tempo, a prima del 2015, quando la domanda internazionale di legname grezzo ha creato reti criminali di sfruttamento delle foreste.
Nel 2020 non abbiamo bisogno di stimolare la produzione di segati, ma di programmi che incoraggino una lavorazione del legno a valore aggiunto. Sono l’industria del mobile e i piccoli imprenditori edili ad avere bisogno di attenzione, non i venditori internazionali di segati. Siamo sotto l’assalto dei cambiamenti climatici e dobbiamo immagazzinare carbonio e acqua nel suolo. I cittadini vogliono case verdi in cui il legno sia utilizzato per almeno 20 anni, non alimentare la corsa alle risorse acquistando mobili che si rompono dopo 3 anni. In breve: basta tagliare le foreste per esportare tavole!» – Ciprian Gălușcă, Greenpeace Romania.
Note:
[1] PLx. 356/2020 per la modifica e l’integrazione della legge n. 46/2008 – Codice forestale
[2] Inoltre, filmati dell’Environmental Investigation Agency (EIA) mostravano che rappresentanti di Holzindustrie Schweighofer Romania accetterebbero consapevolmente e ricompenserebbero attraverso un sistema di premi il legname tagliato illegalmente nelle foreste rumene.
[3] Plx 261/2020 per la modifica e l’integrazione della legge n. 46/2008 – Codice forestale
[4] Inchiesta di Declic https://hotii-de-lemn.mystrikingly.com/
[5] La petizione può essere consultata qui in occasione del dibattito: https://facem.declic.ro/campaigns/lege-pentru-padure-nu-pentru-hoti
Persone di contatto:
Gabriel Paun, Agent Green, office@agentgreen.org
Roxana Pencea Brădățan, Declic, roxana@declic.ro
Ciprian Gălușcă, Greenpeace, cgalusca@greenpeace.org
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