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Locandina della serie «IKEA: Putredă din rădăcini», un'indagine di Agent Green e Bruno Manser Fonds: una persona fotografa un tronco tagliato, ricoperto di muschio, in una foresta
Comunicati stampa

Agent Green e BMF lanciano la serie «IKEA: Putredă Din Rădăcini»

Episodio 1: Ceahlău – violazioni della legge, multe, inseguimenti da film, fascicolo penale e un camion con legname sequestrato dopo gli interventi degli investigatori di Agent Green

Bucarest, 28 ottobre 2026 – Agent Green e Bruno Manser Fonds (BMF) lanciano oggi il primo episodio della nuova serie di indagini «IKEA: Putredă Din Rădăcini» («IKEA: Marcio dalle radici»), realizzata sulla base di un’indagine condotta nelle foreste di proprietà di Ingka Investments e nella catena di approvvigionamento IKEA in Romania.

Valle Slatina, Massiccio del Ceahlău

IKEA: Putredă Din Rădăcini #1 Ceahlău
Primo episodio: Slatina, Ceahlău.

Il primo caso ci porta nella Valle Slatina, nel Massiccio del Ceahlău, distretto di Neamț, a 840–1.140 metri di altitudine, in uno dei paesaggi più spettacolari e ancora ricchi di natura della Romania.

Qui, nell’U.P. XXXI Ceahlău-Dreptu, Ingka Investments possiede una superficie forestale di 3.388,1 ettari. Nemmeno un ettaro rientra nella categoria di protezione rigorosa T1. Tutto può essere oggetto di interventi, e l’84,76% è inquadrato nel regime di produzione intensiva di legname. La zona Slatina documentata da Agent Green si sovrappone integralmente al sito Natura 2000 ROSPA0129 «Masivul Ceahlău».

Nella particella oggetto dell’indagine, il bosco misto di faggio e conifere ha un’età media di 186 anni, con notevoli esemplari di alberi plurisecolari. L’atto di messa in valore analizzato prevede l’estrazione di 3.060,52 m³ di legname soltanto da questa particella.

I problemi documentati

L’indagine sul campo, le immagini dal drone e l’analisi dei documenti hanno portato alla luce un cumulo di gravi problemi:

  • Tagli su un pendio dove il trattamento selvicolturale scelto non è consentito: il piano di assestamento forestale indica un’inclinazione di 28°, mentre la norma tecnica stabilisce per questo tipo di intervento una soglia massima del 25%.
  • Tagli più intensi del trattamento dichiarato negli atti: la copertura delle chiome è stata aperta ben oltre l’aspetto di un intervento leggero di trasformazione verso la fustaia disetanea, rendendo vulnerabili il suolo, la stabilità della foresta e la rigenerazione naturale.
  • Alberi di biodiversità eliminati: sono stati abbattuti alberi vecchi, di grande diametro, con cavità, nidi e marciume interno, sebbene il piano di gestione dell’area protetta imponga il mantenimento degli alberi habitat.
  • Il torrente Slatina trasformato in via di sfruttamento: i macchinari hanno usato l’alveo permanente per l’accesso e per estrarre il legname, spingendo ghiaia e terra nell’acqua, restringendo e deviando localmente il corso. Il rapporto ritiene la pratica contraria alla legislazione forestale, ambientale e di tutela delle acque.
  • Suolo e foresta distrutti dallo sfruttamento: una fitta rete di strade per trattori ha prodotto erosione e scarpate destabilizzate, decine di alberi non destinati al taglio sono stati spezzati o abbattuti, e il piazzale primario documentato supera il limite legale di 500 m².
  • Problemi di tracciabilità: almeno tre avvisi di trasporto riportavano fotografie dalle quali il carico non poteva essere identificato in modo adeguato.

Segnalazioni e verifiche ufficiali

Prima di pubblicare queste constatazioni, Agent Green ha compiuto il passo che ritiene essenziale in un’indagine di questo tipo: ha segnalato il caso alle autorità competenti e ha chiesto la loro verifica ufficiale sul campo. I nostri investigatori sono tornati sul posto, hanno assistito ai controlli e hanno messo a disposizione delle istituzioni le immagini, i documenti e le prove raccolte. Il risultato è che oggi non pubblichiamo soltanto una raccolta di accuse: una parte delle irregolarità da noi segnalate è già stata confermata ufficialmente e sanzionata, compresi la multa al proprietario Ingka Investments Forest Assets SRL, sanzioni della Guardia forestale, il taglio di alberi senza diritto, il sequestro di un camion, il fascicolo penale e la sanzione di un altro trasporto di legname. Per le constatazioni che le autorità non hanno ancora confermato o smentito, Agent Green le presenta esplicitamente come sospetti documentati e ne chiede ancora la verifica.

Il camion sequestrato e il fascicolo penale

Dunque, l’indagine non si è fermata alle fotografie. Nella stessa valle, la squadra di Agent Green ha seguito un camion per il quale il sistema non indicava l’esistenza di un avviso di accompagnamento. I tronchi erano stati caricati da piazzali situati su entrambi i lati della strada, amministrati da Romsilva e IKEA/Ingka. Dopo ore di verifiche e misurazioni proseguite fino a notte fonda, il carico ha superato gli otto metri cubi. Il video documenta la disposizione della polizia di sequestrare il camion e l’apertura di un fascicolo penale.

Qualche giorno dopo, gli investigatori hanno individuato un nuovo trasporto sospetto. Questa volta il legname proveniva proprio dallo sfruttamento IKEA/Ingka monitorato da Agent Green, e il trasporto era effettuato da SC Steflucil SRL, titolare dell’autorizzazione di sfruttamento. La polizia ha applicato una multa di 1.000 lei per fotografie non conformi inserite nel sistema di tracciabilità.

Controlli e sanzioni

In seguito alle segnalazioni di Agent Green sono seguiti anche controlli istituzionali. La Guardia nazionale dell’ambiente ha multato Ingka Investments Forest Assets SRL con 50.000 lei, dopo aver constatato che il proprietario non aveva rispettato l’obbligo, previsto dal parere ambientale, di rivedere il piano di assestamento forestale entro il termine stabilito. La Guardia forestale ha applicato separatamente due sanzioni per un totale di 3.000 lei e ha individuato un faggio tagliato illegalmente e rubato, il cui valore è stato calcolato in 3.158,3 lei.

La multa di 50.000 lei non è stata applicata per tutte le degradazioni documentate da Agent Green sul campo, ma per il mancato rispetto dell’obbligo di revisione del piano di assestamento. L’organizzazione separa esplicitamente le proprie constatazioni e i sospetti che richiedono una verifica tecnica dalle violazioni già confermate ufficialmente e sanzionate dalle autorità.

«Il Ceahlău non è un deposito di legname con un bel paesaggio intorno. Parliamo di una foresta con alberi di quasi due secoli, in un’area protetta, amministrata da un’azienda che parla ossessivamente di sostenibilità. Quando arriviamo a stare dietro ai camion fino a notte perché le autorità misurino il legname, e poi dobbiamo stare dietro anche alle autorità perché controllino la foresta, il problema non è più d’immagine. È di sistema», dice Gabriel Păun, fondatore di Agent Green.

Che cosa segue

L’episodio Slatina/Ceahlău apre la serie di filmati della nuova indagine Agent Green – Bruno Manser Fonds. Nuovi casi saranno pubblicati gradualmente, e il rapporto integrale «IKEA: Putredă din rădăcini – Avertismente ignorate. Amenzi aplicate. Contracte continuate.» («IKEA: Marcio dalle radici – Avvertimenti ignorati. Multe applicate. Contratti proseguiti.») uscirà alla fine della serie e riunirà gli studi di caso, i documenti, le risposte delle autorità che continuiamo a ricevere e le conclusioni dell’indagine.

Fino ad allora, pubblichiamo foresta per foresta.

Contatti per la stampa

Ing. Dan Cătălin Turiga, investigatore di Agent Green, 0728273782, dan-catalin.turiga@agentgreen.org

Ines Gavriluț, Bruno Manser Fonds, ines.gavrilut@bmf.ch

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