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Due cuccioli d’orso dietro sbarre metalliche verdi.
Comunicati stampa

Disastro a un anno dall’uccisione di Arthur

Un anno dall’uccisione di Arthur

Un’orsa colpita illegalmente e lasciata morire in agonia davanti ai suoi 3 cuccioli a Vatra Dornei

Bucarest, 5 maggio 2022 – A un anno dall’uccisione del gigantesco orso Arthur, Agent Green deplora l’impotenza dello Stato romeno nel proteggere l’orso bruno e garantire la convivenza e il coadattamento con gli esseri umani. Un nuovo episodio tragico verificatosi recentemente a Vatra Dornei, nel distretto di Suceava, illustra il disastro causato dalla nuova Ordinanza d’urgenza 81/2021 sull’intervento rapido e dalla mancata applicazione del piano nazionale d’azione per la conservazione della popolazione di orsi bruni in Romania.

Due cuccioli d’orso dietro sbarre metalliche verdi.

Foto: i due cuccioli salvati dell’orsa uccisa a Vatra Dornei. Autore: Casa lui Patrocle

Un’orsa con 3 cuccioli, per i quali non erano stati fatti sforzi per allontanarli dall’area urbanizzata, è stata colpita la sera del 19 aprile 2022. L’uccisore disponeva di un solo proiettile, mal diretto. Di conseguenza, l’orsa ha agonizzato e ha subito una morte dolorosa e prolungata sotto gli occhi dei cuccioli. Questi non hanno potuto essere trasferiti perché non c’era nessuno attrezzato e formato per farlo. I cuccioli sono quindi rimasti per 3 giorni vicino alla pozza di sangue della madre. Dopo quei 3 giorni è comparsa una persona con un’arma tranquillante per cani. I cuccioli sono stati così tranquillizzati male e hanno lasciato la zona. Solo 2 sono stati successivamente ritrovati e catturati, grazie agli sforzi dell’organizzazione «Casa lui Patrocle» di Suceava, che ha fatto tutto il possibile per salvarli. I 2 cuccioli sono già stati trasportati al santuario privato di Zărnești, dove si deciderà se, dopo il trauma e l’abituazione, potranno essere riabilitati e reintrodotti nel loro habitat naturale.

«L’orsa uccisa recentemente a Vatra Dornei dimostra che la situazione dell’orso bruno in Romania è fuori controllo e che la specie è in pericolo, anche se si ritiene che nel paese ve ne siano migliaia. La minaccia dei cambiamenti climatici e del degrado dell’habitat, combinata con la persecuzione umana, la caccia ai trofei e l’abituazione degli orsi, condurrà inevitabilmente al declino qualitativo e quantitativo della specie», avverte Gabriel Păun, presidente di Agent Green.

Il Ministero dell’Ambiente non ha garantito la conservazione della popolazione di orsi né la sicurezza dei cittadini e dei loro beni, perché non ha attuato quanto stabilito, approvato, discusso pubblicamente e assunto nel Piano nazionale d’azione per la conservazione della popolazione di orsi bruni in Romania del 2018.

Il Piano nazionale d’azione prevede misure di convivenza incluse in un decreto ministeriale del 2019 che il ministro Tanczos Barna ha bloccato quest’anno. Il programma «Convivenza» avrebbe dovuto essere finanziato attraverso l’Amministrazione del Fondo per l’ambiente (AFM) e comprende un sostegno diretto agli agricoltori per dotarsi di mezzi di protezione dagli orsi. Ecco alcuni degli obblighi assunti dal ministero e pubblicati nella Gazzetta ufficiale:

  1. a) garantire dati affidabili come supporto scientifico al processo decisionale,
  2. b) mantenere una popolazione di orsi stabile,
  3. c) proteggere gli habitat naturali specifici e la loro qualità,
  4. d) mantenere il comportamento naturale ed evitare l’abituazione/il condizionamento degli orsi,
  5. e) prevenire e ridurre i conflitti,
  6. f) garantire la connettività ecologica nell’areale della specie a livello nazionale e regionale,
  7. g) informare e sensibilizzare la popolazione locale,
  8. h) coinvolgere i portatori di interesse nelle decisioni,
  9. i) migliorare la legislazione e garantire l’attuazione e il rispetto delle disposizioni di legge,
  10. j) integrare le misure di conservazione della popolazione di orsi in altri settori di attività,
  11. k) aumentare la capacità istituzionale e la cooperazione delle autorità/istituzioni responsabili.

Tutti questi obblighi spettano al Ministero dell’Ambiente, che deve garantire l’integrazione/la modifica del quadro legislativo e gli strumenti necessari per attuare il piano nazionale d’azione.

Il Ministero dell’Ambiente non ha inoltre applicato la richiesta del Consiglio europeo di evitare l’alimentazione supplementare degli animali selvatici, soprattutto degli orsi, perché tali pratiche portano all’abituazione della specie, a una crescita eccessiva della popolazione che l’habitat non può sostenere e a inevitabili conflitti tra esseri umani e orsi.

Per la mancata attuazione del piano nazionale d’azione e per numerose altre derive, Agent Green ha lanciato la petizione per la destituzione del ministro Tanczos Barna.

Poiché la situazione è fuori controllo e il ministero non dà alcun segnale di miglioramento, Agent Green annuncia di aver avviato la preparazione della documentazione necessaria per rivolgersi alla Commissione europea al fine di avviare una procedura d’infrazione.

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