
L’asprete a rischio imminente di estinzione per un’utilizzazione forestale in aree protette
L’asprete a rischio imminente di estinzione per un’utilizzazione forestale in aree protette
Protesta di Agent Green nella valle del Vâlsan, dove vivono gli ultimi esemplari al mondo di questa specie
Valle del Vâlsan, monti Făgăraș, 26 febbraio 2023 – Quindici volontari di Agent Green si sono mobilitati sabato per protestare contro l’utilizzazione forestale nella valle del Vâlsan, che causa un massiccio inquinamento del fiume dove vivono gli ultimi esemplari al mondo di asprete, una specie di pesce in pericolo critico di estinzione.
«L’asprete sta scomparendo e questo massiccio taglio nelle foreste secolari che rivestono i versanti del Vâlsan può significarne l’estinzione. Gli esperimenti di riproduzione in cattività sono falliti. Se scompare da questo fiume, sarà definitivo», avverte il biologo Gabriel Păun, presidente di Agent Green.
I manifestanti hanno esposto due striscioni con messaggi rivolti al Ministero dell’Ambiente: «Proteggete rigorosamente l’habitat dell’asprete» e «Proteggete le foreste primarie e secolari». La protesta è seguita alla reazione estremamente debole di tutte le autorità informate mercoledì 22 febbraio: Ministero dell’Ambiente, Apele Române, Guardia forestale, Guardia ambientale e Agenzia nazionale per le aree naturali protette. Soltanto la Guardia ambientale ha verificato giovedì 23 febbraio gli aspetti segnalati, senza però fermare le utilizzazioni forestali.


«L’impatto delle utilizzazioni forestali sulle specie del relativo bacino idrografico è molto sottovalutato. Per esempio, nella zona di Moneasa, dopo la tempesta del 2017 è stato approvato un taglio per rimuovere gli alberi spezzati. In seguito all’utilizzazione è scomparsa completamente la più grande popolazione di gambero del Bihor (Austropotamobius bihariensis) del bacino del Crișul Alb. Nelle zone in cui vivono specie così minacciate non deve essere approvato alcun tipo di intervento umano, indipendentemente dalla situazione. La natura deve seguire il proprio corso. Occorre la protezione rigorosa», sottolinea Păun.

L’utilizzazione si svolge in foreste primarie e secolari del distretto forestale Muntentia, per il quale il Ministero dell’Ambiente ha già chiesto lo scioglimento a causa di molteplici illegalità. È prevista anche l’estrazione di alberi monumentali per un volume di 2177 metri cubi, dunque un taglio massiccio. Proprio la zona dei monti Făgăraș è oggetto di una procedura d’infrazione della Commissione europea contro il Ministero dell’Ambiente a causa dei tagli abusivi nelle aree protette Natura 2000.

L’asprete (Romanichthys valsanicola) è sopravvissuto all’ultima estinzione del Cretaceo, quando sono scomparsi i dinosauri. In seguito è stato identificato soltanto nella Riserva naturale Valea Vâlsanului, nel sito Natura 2000 Munții Făgăraș. Ma gli ultimi 58 esemplari di asprete (Romanichthys valsanicola), specie in pericolo critico e soggetta a molteplici minacce, sono ora a rischio imminente di estinzione a causa di un’utilizzazione forestale in corso che ha inquinato massicciamente l’acqua alle coordinate di latitudine 45°22’07.1″N e longitudine 24°43’33.6″E.

https://eunis.eea.europa.eu/species/10077
«Considerando la reazione anemica delle autorità romene, ci sentiamo costretti a informare la Commissione europea. È tempo che porti il Ministero dell’Ambiente davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Forse soltanto l’istituzione immediata della protezione rigorosa nella valle del Vâlsan può ancora attenuare le conseguenze dello stato vegetativo del ministero», ha concluso Păun.
Storia
L’asprete (Romanichthys valsanicola) è un pesce d’acqua dolce lungo 10–12 cm, della famiglia dei percidi, che vive nelle acque rapide montane con fondo pietroso della Romania.
In passato era diffuso nel tratto montano dell’Argeș e dei suoi affluenti Vâlsan e Râul Doamnei. Attualmente l’areale è limitato a un tratto di 1 km dell’alto corso del Vâlsan, a monte del villaggio di Brădetu, e vi è il rischio che scompaia. È una specie endemica delle acque romene. L’asprete è un fossile vivente di oltre 65 milioni di anni, contemporaneo degli ultimi dinosauri. È considerato il pesce più raro d’Europa e, secondo alcune stime, persino del mondo. Fu scoperto nell’agosto 1956 da Nicolae Stoica, studente del secondo anno della Facoltà di Biologia di Bucarest, e descritto successivamente da Margareta Dumitrescu, Petre Bănărescu e Nicolae Stoica.
Nel 1967 iniziò sull’Argeș la costruzione della più grande diga idroelettrica della Romania, il lago Vidraru, con conseguenze disastrose per l’ambiente naturale del bacino. Il corso dell’Argeș fu modificato più volte, la vegetazione acquatica rimossa e, soprattutto, furono eliminate grandi quantità di sabbia e pietre che costituivano l’habitat abituale dell’asprete, causandone la scomparsa definitiva dall’Argeș. Sempre nel 1967 fu costruita anche una diga sul Vâlsan, molto a monte della zona popolata dall’asprete, abbassando il livello dell’acqua. Tra i pesci catturati in seguito non fu identificato alcun asprete.
Si concluse che l’asprete fosse scomparso completamente sia dall’Argeș sia dal Vâlsan. Riuscì invece a sopravvivere nel Vâlsan, a monte di Brădetu, dove la sua presenza fu segnalata intorno all’inizio degli anni ’70. Nel periodo 1977–1986, lo zoologo Gh. Stănescu si impegnò costantemente per proteggere la specie e impedire l’estrazione di pietra nel Vâlsan, riuscendo a ottenere la dichiarazione della valle come zona protetta in seguito a una decisione della prefettura del distretto di Argeș.
L’ambiente dell’alto bacino del Vâlsan fu compromesso dal crollo in acqua di un cumulo di sterili minerari situato sulla riva, che deteriorò la qualità dell’acqua con effetti negativi su tutta la fauna acquatica. Nel 1988 il professor Bănărescu constatò un profondo cambiamento nell’aspetto del Vâlsan: il letto del fiume, normalmente coperto di pietre, massi e sabbia, era interamente ricoperto da uno strato di fango.
L’ingegnere A. Georgescu, presidente dell’organizzazione non governativa Oamenii și Mediul Înconjurător di Ploiești, si impegnò dal 1989 per salvare l’asprete dall’estinzione. Organizzò una serie di azioni durante le quali furono catturati 4 adulti e portati in un acquario di Ploiești, dove soltanto due sopravvissero per diversi anni, senza riprodursi. Nel 1992, A. Georgescu avviò una nuova spedizione nella zona del Vâlsan, cui si unirono specialisti tedeschi e francesi. Furono catturati 7 asprete a monte di Brădetu. Un esemplare morì immediatamente e i 6 rimanenti furono portati all’Istituto per la protezione della natura e l’ecologia di Bonn, dove furono collocati in un acquario con condizioni simili a quelle del Vâlsan, nella speranza che si riproducessero. Tuttavia non fu possibile riprodurre l’asprete in cattività.
Dopo il 1992 furono condotte altre ricerche e catturati ulteriori asprete, poi liberati. Nel 2004–2005, il professor Nicolae Crăciun e Adrian Ionașcu studiarono con la telemetria gli spostamenti dell’asprete nel suo ambiente naturale. Nel 2022 furono scoperti 58 esemplari di asprete nel fiume Vâlsan, sui monti Făgăraș, nel distretto di Argeș.
Contatto stampa:
Cătălina Rădulescu, avvocata di Agent Green, catalina@agentgreen.org, 0745138165
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