
Il rapporto della missione UNESCO mostra un disastro nelle foreste romene del Patrimonio mondiale. Il nostro paese rischia un grave conflitto diplomatico
Fuzhou, Cina / 19 marzo 2021
Il nuovo rapporto UNESCO, pubblicato ieri, mostra che Romsilva è incapace di proteggere le faggete plurisecolari e le sfrutta abusivamente in modo pianificato.
«Il Ministero dell’Ambiente, attraverso il dipartimento per la biodiversità, deve assumere urgentemente il coordinamento delle foreste del Patrimonio mondiale UNESCO e vietare immediatamente qualsiasi lavoro selvicolturale in queste foreste e nelle loro zone cuscinetto. In caso contrario, tutte le componenti del sito transnazionale in Germania, Austria, Albania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina saranno squalificate. La Romania rischia così un grave scandalo diplomatico», avverte Gabriel Păun, presidente di Agent Green.
Il sito transnazionale UNESCO delle faggete plurisecolari dei Carpazi e di altre regioni d’Europa comprende 92.023 ettari in 12 paesi, di cui 23.981 ettari in Romania. I siti UNESCO [1] rappresentano l’élite delle aree naturali protette di tutto il mondo. Nel luglio 2019, alla 43ª riunione UNESCO tenutasi a Baku, la Romania è stata duramente criticata per le attività forestali nelle zone cuscinetto delle componenti con faggete primarie ed è stato deciso l’invio immediato di una nuova missione nel nostro paese. La pubblicazione del nuovo rapporto è stata decisa ieri in seguito alla 44ª riunione UNESCO tenutasi a Fuzhou, in Cina.
Il rapporto UNESCO è disponibile qui: https://whc.unesco.org/en/documents/186491/
Il rapporto critica il fatto che l’attuale gestione delle componenti romene non rispetti le linee guida operative e comprometta l’integrità del bene transfrontaliero. L’UNESCO denuncia i tagli a raso e quelli abusivi nascosti sotto le denominazioni di tagli progressivi, sanitari o di conservazione, praticati da Romsilva, che incidono sui processi naturali e minano le funzioni protettive delle zone cuscinetto. La missione ritiene che la gestione forestale debba seguire i processi naturali e favorire nel tempo l’espansione degli ecosistemi costituiti da faggete primarie e plurisecolari. Occorre inoltre rinunciare all’asfaltatura della DN66A, un progetto che comprometterebbe sia la zona centrale sia quella cuscinetto del Parco nazionale Domogled – Valea Cernei. Agent Green ha protestato e richiamato l’attenzione su queste minacce nel luglio 2019 proprio nella zona centrale di questa componente UNESCO [2].
Montaggio VIDEO della protesta: https://vimeo.com/353141007
Filmati grezzi scaricabili per la libera diffusione:
https://vimeo.com/350629461/ea898a7e1a
La missione UNESCO chiede inoltre di contrastare e punire severamente i tagli illegali, perché incidono irreversibilmente sui processi naturali nelle componenti del sito. Infine, l’UNESCO chiede alla Romania di proteggere rigorosamente tutte le faggete plurisecolari e primarie non ancora incluse nel sito transnazionale, per garantire la tutela a lungo termine di questi ecosistemi eccezionali.
Note:
[1] https://whc.unesco.org/en/list/1133
[2] /actiune-spectaculoasa-cu-alpinisti-in-domogled-pentru-a-salva-paduri-unesco
Articoli correlati

Domogled: Agent Green si rivolge alla Procura generale dopo 54 giorni di crisi e chiede una protezione reale del parco

Protesta a Semenic e presso la sede dell’amministrazione del parco nazionale a Reșița

