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Striscione steso su un terreno disboscato con il messaggio «Ministero dell’Ambiente: STOP ALLO SFRUTTAMENTO NEI PARCHI NAZIONALI».
Comunicati stampa

Protesta a Semenic e presso la sede dell’amministrazione del parco nazionale a Reșița

Agent Green chiede al Ministero dell’Ambiente di rimuovere immediatamente Romsilva dalla gestione

Reșița, 16 dicembre 2022 – Agent Green protesta oggi nel Parco Nazionale Semenic – Cheile Carașului e presso la sede dell’amministrazione del parco a Reșița per richiamare l’attenzione del Ministero dell’Ambiente sulla necessità di rimuovere Romsilva dalla direzione, poiché ha violato in modo continuativo gli obblighi contrattuali di protezione del parco negli ultimi 18 anni. In un’area tagliata a raso nel cuore del parco, i volontari dell’organizzazione hanno dispiegato uno striscione di 96 metri quadrati con il messaggio: «Ministero dell’Ambiente: STOP ALLO SFRUTTAMENTO NEI PARCHI NAZIONALI». La protesta è proseguita presso la sede dell’amministrazione del parco, nell’edificio della direzione forestale di Reșița, dove gli attivisti hanno esposto striscioni con i messaggi «SALVATE SEMENIC DA ROMSILVA», «ROMSILVA, GAME OVER» e «PROTEZIONE RIGOROSA PER IL PARCO NAZIONALE SEMENIC».

Persone che reggono un grande striscione contro lo sfruttamento nei parchi nazionali, in un’area disboscata.

Sempre oggi, Agent Green affronta Romsilva, il Ministero dell’Ambiente e l’ANANP (Agenzia Nazionale delle Aree Protette) davanti al Tribunale di Bucarest per ottenere la risoluzione del contratto di gestione del Parco Nazionale Semenic – Cheile Carașului, stipulato per 10 anni nel 2004. Il contratto è scaduto nel 2014 e Romsilva aveva l’obbligo, entro due anni, cioè nel 2006, di elaborare e applicare un piano di gestione per conservare il parco nazionale. Un piano non è mai stato approvato, permettendo il degrado del parco particella dopo particella attraverso brutali utilizzazioni forestali anche nelle riserve al suo interno: Cheile Carașului, Bârzăvița e Buhui Marghitaș. I tagli nelle riserve sono stati agevolati dalla falsificazione dei loro confini da parte di Romsilva, benché fossero stati tracciati con precisione attraverso il progetto Inspire. Inoltre, è stato recentemente approvato un piano di assestamento forestale per il distretto forestale di Văliug che prevede utilizzazioni nell’intera riserva di Bârzăvița, sebbene Agent Green, Asociația Altitudine e la Guardia forestale avessero richiesto per iscritto di includerla nella protezione rigorosa durante l’elaborazione del nuovo piano.

Nel solo periodo 2013–2018 Romsilva ha incassato almeno 13 milioni di euro dallo sfruttamento di oltre 230.000 metri cubi di legname del parco, l’equivalente di una foresta secolare di oltre 700 ettari scomparsa o di una colonna di camion carichi di tronchi da Bucarest a Sinaia.

Tre membri del Consiglio scientifico, tra cui la biologa del parco, che avevano osato opporsi alle utilizzazioni forestali sono stati terrorizzati e intimiditi dall’amministrazione del parco fino a essere costretti a dimettersi.

Teodora Sînculeț, ex biologa del parco: «Nei 14 anni in cui sono stata biologa dell’amministrazione del Parco Nazionale Semenic ho compiuto ogni passo affinché questo parco avesse una zona di protezione rigorosa e integrale il più ampia possibile. Non lo si è voluto e non lo si vuole neppure oggi. In quei 14 anni sono state elaborate 24 versioni del piano di gestione; i confini delle riserve sono stati modificati illegalmente secondo gli interessi della gente di Romsilva, in particolare del responsabile della biodiversità, proprio per sfruttarle; non sono mai state prese misure ferme e chiare contro chi ha costruito illegalmente, incendiato i prati o vandalizzato gli habitat forestali, le torbiere, le grotte o gli habitat acquatici. Purtroppo, dal 2004 a oggi l’amministrazione opera senza un piano di gestione, con un Consiglio scientifico inerte e un’amministrazione puramente formale. Romsilva, attraverso la dirigenza della biodiversità, ha allontanato le persone interessate alla protezione e promosso la mediocrità, il servilismo e la superficialità. Mi chiedo chi pagherà per tutte queste illegalità. Desidero che Semenic diventi un punto di riferimento per la protezione degli ecosistemi e che sia amministrato dall’ANANP».

Tre persone con cartelli per la protezione di Semenic davanti a un edificio.

Inoltre, il 3 maggio 2018, il presidente dell’ANANP Razvan Fazakas ha trasmesso a RNP Romsilva la notifica di risoluzione del contratto di gestione per violazione dell’articolo 4.1(n) e dell’articolo 8(c) del contratto di amministrazione. Tali articoli precisano che l’assenza di un piano di gestione valido comporta la nullità del contratto. Due giorni dopo, il ministro dell’Ambiente ha sostituito il direttore dell’ANANP e Romsilva continua ad amministrare e sfruttare il Parco Nazionale Semenic.

«Il triangolo Romsilva – Ministero dell’Ambiente – ANANP è una rete di tipo mafioso parassitata da ladri di legname, che deve essere esposta, epurata e sostituita con specialisti delle scienze naturali», avverte Gabriel Păun, presidente di Agent Green.

Le foreste dei 13 parchi nazionali della Romania coprono appena lo 0,9% del territorio romeno e costituiscono il tipo di area naturale protetta più prestigioso al mondo. Vi si applica una protezione rigorosa per conservare le specie e favorire l’ecoturismo, ma la Romania fa eccezione e sostiene normali utilizzazioni forestali.

«Finché i parchi nazionali hanno questo nome soltanto sulla carta, la possibilità per la Romania di proteggere le specie e prosperare grazie all’ecoturismo è annullata. Protestiamo per salvare ciò che resta e mantenere viva la possibilità di avere parchi nazionali visitabili», ha concluso Păun.

Striscione contro lo sfruttamento nei parchi nazionali steso davanti a un edificio, accanto a manifestanti con cartelli.

Agent Green è disposta a rinunciare alla causa contro Romsilva, il Ministero dell’Ambiente e l’ANANP se, entro un massimo di un mese, l’amministrazione del Parco Nazionale Semenic – Cheile Carașului sarà cambiata e il parco sarà rigorosamente protetto. L’organizzazione chiede inoltre di ampliare il parco nazionale includendo la foresta vergine di Coșava Mică (salvata da Agent Green nel 2015) e le foreste a est della riserva Unesco Izvoarele Nerei, dove si trovano foreste vergini e faggete secolari simili a quelle incluse nel Patrimonio Mondiale Unesco. A seguito delle segnalazioni di Asociația Altitudine e Agent Green, parte di queste foreste è stata salvata nel 2018–2019 e inserita nel catalogo delle foreste vergini, mentre numerose altre particelle sono state deliberatamente compromesse con tagli e piste di esbosco.

Contatto stampa:

Cătălina Rădulescu, 0745138165, office@agentgreen.org

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