
RAPPORTO: IKEA — Ingegnosa fuori, marcia dentro
Bucarest, 16 aprile 2024 — IKEA afferma di essere amica del pianeta, ma è complice del degrado delle foreste romene. Un nuovo rapporto di Agent Green e Bruno Manser Fonds (BMF) espone la distruzione causata da IKEA e presenta le ferme richieste delle organizzazioni ambientaliste alla multinazionale svedese. Il rapporto è stato presentato oggi per la prima volta in una conferenza stampa delle due organizzazioni presso il Gruppo per il Dialogo Sociale (GDS).
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Un nuovo rapporto investigativo di Agent Green e BMF presenta un modello costante di tagli distruttivi in foreste associate a IKEA, con un enorme impatto negativo sulla natura e sul clima. I risultati si basano sull’analisi di documenti ufficiali, integrata da visite sul campo in metà delle 43 foreste possedute da IKEA in Romania, che coprono 51.000 ettari. Il rapporto evidenzia oltre 50 attività sospettate di violare le leggi nazionali ed europee in 7 foreste di proprietà di IKEA tramite Ingka Investments e in altre 2 foreste da cui proviene legname utilizzato nei suoi prodotti. Foreste ricche di biodiversità vengono cancellate dalla faccia della Terra. Tagli aggressivi in ecosistemi fragili e persino in foreste secolari senza un’adeguata valutazione ambientale, e decine di piste per trattori profonde diversi metri che attraversano le foreste, sono solo alcuni dei problemi documentati.
La maggior parte delle foreste visitate si sovrappone interamente o parzialmente ad aree protette Natura 2000. Alcune erano intatte o sottoposte a un’utilizzazione di bassa intensità prima di essere acquistate da Ingka. Oggi sono tutte gestite per massimizzare l’estrazione di legname, senza considerare gli habitat forestali e il loro ruolo vitale per le specie. Solo l’1,04% del totale delle proprietà Ingka in Romania è sottoposto a protezione rigorosa e l’8,24% a protezione parziale. È del tutto insufficiente per raggiungere gli obiettivi dell’UE. La Strategia dell’UE sulla biodiversità prevede la protezione parziale di almeno il 30% di ciascuno Stato membro e quella rigorosa di almeno il 10%. Un obiettivo chiave è la protezione rigorosa di tutte le foreste primarie e secolari rimaste in Europa. Rispetto a questi obiettivi europei, IKEA ha un deficit di almeno l’8,96% nella protezione rigorosa e dell’11,76% come minimo in quella parziale.
Durante la conferenza stampa a Bucarest, Gabriel Păun, presidente di Agent Green, ha dichiarato:
«IKEA tratta la foresta romena come una coltivazione di mais. Fa già ciò che si vuole dal nuovo Codice forestale che, se adottato e promulgato, legalizzerà i suoi crimini forestali. Lasciare invecchiare gli alberi non fa parte della cultura di IKEA. Annientare intere foreste in poco tempo è una questione urgente per IKEA, il cacciatore di alberi. L’azienda non rispetta né le leggi scritte né le vie non scritte della natura. IKEA non mette in pratica ciò che predica, che si tratti delle direttive dell’Unione europea sulla natura, della legislazione nazionale romena o dello standard di certificazione forestale FSC. Come azienda con miliardi di euro di fatturato e maggiore proprietaria privata di foreste in Romania, IKEA deve diventare un esempio di buone pratiche».
Ines Gavriluț, responsabile delle campagne per l’Europa orientale presso Bruno Manser Fonds, ha aggiunto:
«È ora che IKEA inizi ad applicare i propri obiettivi di sostenibilità. IKEA potrebbe fare tanto bene se volesse davvero dare il buon esempio come proprietaria e gestrice di foreste e grande consumatrice di legname in Romania e non solo. Le sue esigenze potrebbero essere soddisfatte anche senza ricorrere a tagli distruttivi e senza trasformare le foreste naturali in piantagioni, ma ciò richiede di affrontare questioni difficili, come il nucleo del suo modello commerciale di arredamento a consumo rapido. I prodotti in legno non dovrebbero essere destinati a un consumo rapido, perché non sono una questione di moda, ma dovrebbero essere realizzati per durare centinaia di anni».
Agent Green e Bruno Manser Fonds chiedono a IKEA e al Gruppo Ingka di controllare le proprie operazioni forestali in Romania, verificare rigorosamente le imprese di taglio, non approvvigionarsi di legname da parchi nazionali né da foreste primarie e secolari, aumentare le superfici a protezione rigorosa e parziale, applicare tagli selettivi nelle proprie foreste, garantire la completa tracciabilità e trasparenza della catena di approvvigionamento di IKEA e consentire un monitoraggio indipendente delle foreste da parte della società civile e dei giornalisti investigativi.
Nell’agosto 2021, Agent Green ha pubblicato il suo primo rapporto (PDF in romeno), che documentava la distruzione delle foreste romene legata a IKEA. Nel maggio 2023, Agent Green e Bruno Manser Fonds hanno inviato una lettera aperta esprimendo preoccupazione al Gruppo Ingka e a IKEA Svizzera. BMF ha inoltre avviato una petizione per chiedere a IKEA di fermare i tagli abusivi nelle aree protette e nelle altre foreste di alto valore di conservazione in Romania. La petizione può ancora essere firmata QUI. Al momento della pubblicazione del presente rapporto, IKEA aveva rifiutato il dialogo.
Il recente documentario di ARTE a cui ha contribuito anche Agent Green, intitolato «IKEA, il cacciatore di alberi», mostra anch’esso il costo reale dei mobili IKEA e lo sfruttamento incontrollato del legno e del lavoro umano. Nei prossimi mesi, il rapporto Agent Green / BMF sarà illustrato in una serie di documentari trasmessi in decine di paesi del mondo.
Contatti stampa:
Ines Gavriluț, +41 61 316 30 78, ines.gavrilut@bmf.ch
Gabriel Păun, office@agentgreen.org
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