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Interno di una foresta con alberi maturi e legno caduto, con il logo Agent Green.
Rapporti e studi

Il modello Forever Forest

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senza tagli rasi né caccia

Forever forest

La prima foresta Forever Forest si trova nei monti Vrancea, nel distretto di Covasna, e misura 458 ettari a partire dal 2019; nel 2021 si sono aggiunti 192 ettari, per un totale attuale di 650 ettari.

PRINCIPI

  1. La foresta non viene mai tagliata a raso: è consentito soltanto il taglio selettivo (di determinati alberi).
  2. La natura sa meglio di noi e l’essere umano deve seguirla. Le specie arboree autoctone adattate localmente offrono prestazioni superiori a quelle esotiche. Seguire i processi naturali (proteggere / ripristinare le specie autoctone, favorire la rinnovazione e la selezione naturali).
  3. Maggiori profitti grazie a spese inferiori.
  4. Le foreste vetuste e il legno morto immagazzinano più carbonio.
  5. Nessuno ci perde.

REQUISITI MINIMI

Requisiti generali

  1. Forever Forest deve accrescere la biodiversità, contrastare il cambiamento climatico, aumentare il benessere delle comunità locali, contribuire all’economia nazionale (il valore aggiunto deve restare in Romania) e garantire la funzione ricreativa per tutti.
  2. L’intervento umano in caso di calamità non è consentito, salvo per gli incendi che potrebbero propagarsi fino a coinvolgere l’intera foresta. Nel processo di ripristino, la foresta colpita non sarà piantata artificialmente prima di 10 anni dalla calamità, per dare una possibilità alla rinnovazione naturale.
  3. Le foreste vergini e quasi vergini, le foreste del Patrimonio mondiale UNESCO e le zone di non intervento nei parchi nazionali, nei parchi naturali e nelle altre aree protette non possono ricevere il certificato Forever Forest, perché il prelievo forestale in queste zone è comunque rigorosamente vietato. Possono essere soltanto aree di riferimento per altre foreste ForeverForest nelle immediate vicinanze.
  4. Non è consentito il prelievo se il vecchio piano di assestamento forestale è scaduto e quello nuovo non è ancora stato approvato. Non è consentito prelevare legname a compensazione del periodo in cui non esisteva un piano di assestamento forestale approvato.

Requisiti durante la conversione dalla selvicoltura convenzionale alla selvicoltura Forever Forest

  1. Le foreste piantate dall’essere umano e composte da specie non locali devono essere gradualmente condotte verso ecosistemi funzionali formati da foreste con struttura, composizione, dinamica e funzioni naturali. Le foreste devono raggiungere gradualmente il livello autoctono di naturalità, adattato al sito.
  2. Nelle foreste che si avvicinano alla composizione naturale ideale sono consentiti al massimo 5 diradamenti per raggiungere lo stadio finale «Forever Forest». I diradamenti devono eliminare sia le specie esotiche sia gli esemplari di scarsa qualità che competono con quelli di buona qualità. Non devono però eliminare la competizione tra specie autoctone vitali e di qualità.
  3. Qualsiasi superficie boscata o non boscata può diventare «Forever Forest». Le foreste di nuova costituzione in siti difficili (per esempio zone sabbiose) devono contenere almeno due specie.
  4. La durata della conversione a «Forever Forest» non deve superare gli 80 anni per le foreste di nuova costituzione, i 60 anni per quelle composte soprattutto da specie esotiche e i 40 anni per quelle composte prevalentemente da specie autoctone, ma gestite con tecniche di selvicoltura convenzionale.
  5. È consentito prelevare un volume massimo di legname pari a 2/3 dell’incremento annuo stabilito dal piano di assestamento forestale approvato.
  6. I drenaggi preesistenti devono essere eliminati per consentire il ripristino delle zone umide.
  7. La conversione è considerata conclusa quando il volume di legname in piedi ha raggiunto il 70% del volume potenziale totale specifico della composizione della foresta in questione.

Requisiti per il prelievo e la rinnovazione nelle foreste che hanno raggiunto lo status «Forever Forest»

1. È consentito soltanto il prelievo selettivo di alberi.

2. Il prelievo degli alberi considerato prodotto principale dopo l’ultimo diradamento è definito in base al diametro del tronco misurato a un’altezza di 1,3 m sul lato a valle. In funzione delle specifiche condizioni del suolo e del clima, il diametro minimo all’età del prelievo principale per le specie più diffuse è di:

55 cm per gli aceri (Acer spp.)
65 cm per il faggio (Fagus sylvatica)
75 cm per le querce (Quercus spp.)
45 cm per abeti e pecci (Abies and Picea spp.)
70 cm per pini e larici (Pinus silvestris and Larix spp.) 60 cm per il frassino (Fraxinus excelsior)
50 cm per la betulla (Betula pendula)
60 cm per gli olmi (Ulmus spp.)
60 cm per i tigli (Tilia spp.).

  1. L’apertura artificiale massima nella copertura delle chiome non può superare 0,3 ettari.
  2. La rinnovazione naturale è la fonte principale del rinnovamento della foresta. Le piantagioni devono essere un’eccezione e, se vi si ricorre, devono utilizzare soltanto specie autoctone con le funzioni appropriate (specie pioniere, intermedie o finali).
  3. La possibilità di prelievo non può superare l’incremento della foresta naturale che ha raggiunto lo stadio «Forever Forest».
  4. Il volume in piedi non può mai scendere sotto il 70% del volume potenziale dell’associazione di alberi che forma la foresta, secondo il piano di assestamento forestale.
  5. Il prelievo di flora e fauna è vietato, tranne le bacche e i funghi raccolti per uso personale e non commerciale.

Requisiti nelle aree di riferimento rigorosamente protette

1. Per consentire una gestione adattativa e imparare dalla natura, almeno il 10% della foresta (rappresentativo della foresta esistente e delle condizioni pedoclimatiche e biogeografiche del sito) rimarrà intatto e servirà come «aree di riferimento rigorosamente protette». Ogni foresta certificata deve includere più aree di riferimento per assicurare la rappresentazione del maggior numero possibile di zone e condizioni della foresta.

  1. Il gestore forestale deve raccogliere dati scientifici e tecnici dall’area di riferimento e redigere relazioni annuali. Ogni dieci anni saranno redatte relazioni dettagliate che costituiranno la base del successivo piano di assestamento forestale. Qualsiasi lavoro selvicolturale nelle aree di riferimento rigorosamente protette è vietato.
  2. Le aree di riferimento servono per l’elaborazione dei futuri piani di assestamento forestale anche se, al momento della certificazione, sono anch’esse composte da specie esotiche della stessa età (monocolture). Una volta concesso il certificato, non sono più consentiti interventi in tali aree di riferimento.
  3. Turisti e ricercatori possono visitare le aree di riferimento, ma non possono abbandonare i sentieri e le strade esistenti.
  4. Il prelievo di flora e fauna è rigorosamente vietato.

ACQUA, SUOLO E BIODIVERSITÀ

  1. Almeno il 10% del volume degli alberi in piedi nelle superfici utilizzabili non verrà mai tagliato e rimarrà sotto forma di ceppaie, alberi per la nidificazione degli uccelli, alberi habitat e alberi con altre funzioni di habitat per diverse specie.

  2. Gli alberi ottenuti mediante ingegneria genetica (compresi quelli creati tramite CRISPR, tecniche di editing genetico), le specie esotiche, le monocolture e l’applicazione di pesticidi e fertilizzanti sono rigorosamente vietati.

  3. La caccia è vietata.

  4. Il degrado del suolo (per compattazione, aratura ecc.), i tagli rasi, l’incendio, il drenaggio delle zone umide e le attività che possono disturbare determinate specie nei periodi sensibili dell’anno (accoppiamento ecc.).

  5. Le strade forestali devono essere pianificate a lungo termine e con la massima attenzione per l’acqua e il suolo. Le strade forestali, le piste di esbosco, i piazzali di primo accatastamento e le altre modifiche del paesaggio non devono superare il 10% della foresta.

  6. I lavori selvicolturali sono consentiti soltanto quando il suolo è meno vulnerabile (asciutto o profondamente gelato).

  7. I lavori selvicolturali con macchinari pesanti (trattori forestali, harvester, mezzi cingolati ecc.) sono vietati, salvo nelle situazioni giustificate per iscritto in cui altri metodi o macchine inciderebbero maggiormente sull’ecosistema forestale.

  8. Gli alberi di un massimo di 1 tonnellata possono essere esboscati da un cavallo, che non può lavorare più di 6 ore al giorno, a condizione che sia rispettata la normativa sulla protezione degli animali. Gli animali devono disporre sempre di un riparo adeguato, cibo e acqua, essere protetti dalle intemperie e visitati mensilmente da un veterinario del CMVRO (Collegio dei veterinari). È rigorosamente vietato utilizzare mezzi meccanici o elettrici per costringere gli animali a lavorare. I tronchi di oltre una tonnellata vengono trascinati da squadre di cavalli o con mezzi meccanizzati. Sui terreni inaccessibili si usano cavi oppure si rinuncia del tutto al prelievo.

  9. Si utilizzano soltanto oli vegetali, sia per i veicoli sia per le motoseghe.

  10. È rigorosamente vietato abbandonare rifiuti durante e dopo i lavori selvicolturali.

I VANTAGGI DI FOREVER FOREST

✓ Aumentano il volume di legname in piedi e il valore commerciale del legname prelevato. Gli alberi maturi accumulano più legname di quelli giovani.

✓ Vantaggio economico e profitti maggiori a lungo termine

✓ I danni causati da calamità naturali (schianti da vento, siccità, ondate di calore, insetti) dovrebbero diminuire

✓ Contrasta il cambiamento climatico, accresce la biodiversità e le funzioni degli ecosistemi

✓ Crea opportunità per le comunità locali di organizzare ecoturismo

✓ La funzione ricreativa dell’ecosistema è garantita in modo permanente

✓ Le aree di riferimento rigorosamente protette aiutano a imparare e a comprendere meglio la natura, nonché ad adattare continuamente la gestione forestale al cambiamento climatico e ad altre sfide

Leggi il concetto Forever Forest completo

Concetto Forever Forest (PDF in romeno)

Versione in inglese (PDF)

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